Sopralluogo ai Gessi: sentenza sotto esame.

Dopo la quantificazione del danno, la questione Gessi è tornata oggetto della 5ª commissione, capitanata dal Movimento 5 stelle.

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Ieri la cronaca, oggi i contenuti politici della vicenda “i Gessi”.
Sulla vicenda del Ristorante “I Gessi” si è scritto e detto moltissimo. I giornalisti cesenati hanno versato fiumi di inchiostro, la Commissione di Garanzia e Controllo ha ascoltato vecchi e nuovi amministratori, i dirigenti, i tecnici, i consiglieri comunali, ma il vero unico protagonista di tutta la vicenda è stato lui: Paolo Lucchi! O meglio, il Partito Democratico, che comunque a Cesena è incarnato in una unica persona: il Sindaco.
In questi anni abbiamo assistito e non lo nascondiamo, con estremo e sincero imbarazzo, allo “spettacolo” di un Sindaco che ha sempre creduto di essere al di sopra delle parti, arrogandosi il diritto di contravvenire a quanto stabilito all’interno di una convenzione con un privato, di fatto penalizzandolo e senza lasciargli altra via d’uscita se non quella della chiusura dell’esercizio, il licenziamento di 11 dipendenti e un buco economico finanziario da colmare nel peggior periodo della storia economica italiana. Tutto questo senza un ripensamento, una riflessione. Senza che fosse dato sapere quale fosse il ragionamento che c’era dietro questo agire incomprensibile.
Un po’ com’ è successo per Piazza della Libertà.
Ma con la vicenda Gessi, si è andati oltre. Si è atteso che 3 giudici in altrettanti gradi di giudizio affermassero il torto subito dal privato cittadino. Il comune, guidato sempre da lui, Paolo Lucchi, ha nel frattempo distrutto e lasciato all’incuria il proprio bene con quale obbiettivo non ci è dato di saperlo, né ci è dato sapere il perché di una tale scellerata condotta.
A questo punto la città si ritrova dopo circa dieci anni, nella stessa condizione dalla quale si è partiti. Abbiamo un rudere da riqualificare e funzionalizzare e per averlo oggi in queste condizioni abbiamo speso 1.280.000 euro oltre ai costi impliciti, distrutto un’impresa, buttato in mezzo ad una strada 11 lavoratori, litigato per 8 anni e purtroppo né la contesa né i costi si fermeranno qui .
Questa si che è buona amministrazione!
EPILOGO
A metà del colle Celincordia l’immobile guarda la città ed è visto da tutti, con le sue pareti distrutte, le finestre e le porte da rifare, con gli intonaci e i rivestimenti che non reggono ma soprattutto col buio e il silenzio che regnano all’interno. Ogni giorno che passa, diviene sempre più, l’incarnaziome, il simbolo decadente di ciò che è rimasto di questa amministrazione.

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L’ACCUSATO ACCUSA L’ACCUSATORE DI INCAPACITÀ NEL RISOLVERE IL PROBLEMA

Si è tenuta Giovedì sera la 5a Commissione convocata per far luce sulla vicenda dei Gessi.

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Ospiti gli ex amministratori Guidazzi e Andreucci (ex assessori al patrimonio ed edilizia pubblica) Frani e Bonaretti (ex dirigenti) che ringraziamo di cuore per la professionalità e il coraggio, dato il trasporto interiore che gli sviluppi meschini di questa vicenda hanno causato loro.
Molto partecipata e video registrata su richiesta del Movimento 5 Stelle la
registrazione della seduta verrà pubblicata martedì prossimo sul sito del Comune di Cesena in modo che tutti i cittadini possano prenderne visione.
Pubblico delle grandi occasioni e stampa presente hanno sancito l’importanza della commissione di ieri sera che non ha mancato di evidenziare aspetti politici inquietanti in tutta la vicenda.
Gli ex amministratori hanno risposto per esteso alle incalzanti domande di commissari ed esperti dell’ opposizione e definito con chiarezza tutte le procedure di affidamento dell’immobile (ex ristorante I Gessi) che sono apparse limpidamente conformi al dettato normativo.
È risultato evidente come la giunta guidata dall’ex-sindaco Giordano Conti abbia agito e intrapreso tutto ciò che era in suo potere per riqualificare un immobile di proprietà del Comune, abbandonato e dimenticato, e restituirgli dignità e attenzione nell’interesse collettivo.
È emerso con evidenza come i problemi siano sorti nel cambio di legislatura quando nel 2009 si è insediata la Giunta Lucchi che è risultata palesemente indifferente all’idea di riqualificazione del sito.
Infatti alla luce delle soluzioni prospettate ieri dagli ex-amministratori, facilmente percorribili, il tempo per risolvere il problema c’era, solo se ci fosse stata la volontà politica di Lucchi & C.
L’azione legale subita dal comune di Cesena da parte della società Al Monte con una richiesta danni superiore ai 4 mln di € è apparsa conseguenza diretta della totale mancanza di interesse dell’amministrazione Lucchi alla vicenda, ma sicura di avere in mano le carte vincenti per risolverla “a modo suo”.
Una giunta ieri imbarazzata accompagnata da ben 4 dirigenti, che non ha trovato argomenti (e non poteva essere che così davanti all’evidenza dei fatti e alla successione delle date) per giustificare o quantomeno spiegare una condotta che a tutti è apparsa oltre che assurda anche superficiale, visto che non si è mai trovato il modo di giungere ad un accordo con la gestione, trascinando il Comune in una causa che prospetta un risarcimento milionario a spese dei contribuenti.
Ed è rimasta colpevolmente silente in attesa della prossima audizione che la vedrà protagonista. E anche ieri sera, come capita quasi costantemente nelle commissioni, monca del suo rappresentante numero 1, che ha le responsabilità più gravi nella conduzione maldestra e costosissima della vicenda.
Anche ieri sera il sindaco era assente, dimostrando ancora una volta mancanza
assoluta di coraggio e trasparenza, poichè dare spiegazioni in pubblico di fronte ai cittadini non è cosa semplice se si hanno scheletri nell’armadio.
Movimento 5 Stelle – Cesena

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GIOVEDÌ SI e’ Riunita LA 5a COMMISSIONE DI GARANZIA E CONTROLLO TEMA: LA CAUSA CONTRO IL COMUNE VINTA DAL RISTORANTE “I GESSI”.

La 5a commissione, convocata per giovedì 14 Settembre alle 18.30, intende chiarire le responsabilità che hanno portato la Città di Cesena ad affrontare una causa milionaria avanzata e vinta dalla proprietà del Ristorante I Gessi, a seguito della chiusura dello stesso per la mancanza di regolari autorizzazioni, che dovevano essere in carico al comune.
Pur se non ancora quantificati dalla magistratura, si prevede una richiesta danni che potrebbe anche arrivare a qualche milione di euro.

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E’ per questa ragione che la commissione intende chiarire innanzi tutto le responsabilità che hanno portato alla chiusura del ristorante e sul mancato accordo fra il comune e la proprietà, per evitare tutti i gradi di giudizio che era prevedibile andassero a sfavore del Comune di Cesena.

Nel mese di agosto è stato predisposto un fascicolo riassuntivo di oltre 200 pagine che raccoglie tutti gli atti amministrativi e i documenti che possano aiutare a far chiarezza e il 20 agosto è stato messo a disposizione di tutti i membri della commissione.

Come presidente della 5a commissione ho convocato tutti gli attori della vicenda e la seduta di giovedì, che sarà la prima, vedrà come invitati ex amministratori e tecnici impegnati in una audizione conoscitiva che faccia luce sull’operato dell’amministrazione comunale dal 2000/2009.

La commissione, pubblica ed aperta alla cittadinanza, permetterà di chiarire gli aspetti più nebulosi della vicenda visto che nessuno sembra volersi prendere la responsabilità dell’esito negativo della vicenda, a partire dal sindaco Lucchi che ha più volte dichiarato di essere estraneo alla vicenda e di volersi rifare sulla passata giunta.

Natascia Guiduzzi

Presidente 5 commissione di garanzia e controllo

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Vittoria M5S Cesena – Commissione di Controllo, Garanzia e Trasparenza

Istituita a Cesena la Commissione di Controllo e Garanzia la cui presidenza è andata al Movimento 5 Stelle. Un risultato importante sul fronte della trasparenza, un obiettivo centrato dal M5S che da anni si batteva per la sua istituzione, un punto di partenza verso un nuovo modo di amministrare la cosa pubblica a favore della collettività. Natascia Guiduzzi (M5S), neo-eletta Presidente, ci spiega le competenze e i requisiti della Commissione.

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M5S – IL CASO DIONIGI SCUOTE IL PALAZZO

Un sindaco che per spiegare la situazione irrimediabile di un suo assessore, suo protetto, che non si permette neanche di starnutire se “il capo” non vuole, si rifugia in affanno in calcio d’angolo citando l’odierna situazione di Roma per sorvolare colpevolmente sulle malefatte amministrative della giunta da lui guidata, non è degno di credibilità. Una risposta scomposta che fa trasparire il nervosismo dato dal contesto attuale.
Stia “sul pezzo”; parli e decida del suo assessore in palese conflitto di interessi reso evidente e pesantemente inopportuno – e forse anche illecito – dagli atti e documenti portati alla luce dalle opposizioni.
Allora e solo allora il dialogo sarà reale; quel dialogo che anche in Regione si sono accorti che non c’è e che non ci può essere perché necessiterebbe di massima trasparenza e rispetto delle regole, che Lucchi e il sistema di potere che dirige, non ha.
Le dimissioni immediate di Dionigi sono la condizione indispensabile per far riaprire la partecipazione in Consiglio Comunale. Senza le dimissioni il dialogo con noi è escluso; nessuna apertura a Lucchi può essere presa in considerazione (e forse Andrea Bertani lo aveva capito prima di noi). Non saranno certo le finte concessioni su un nuovo ospedale che solo Lucchi immagina o il ritiro di misere delibere su varianti urbanistiche per aree territoriali che solo Lucchi ha deciso, a farci desistere; non è da adesso che denunciamo questo stato di cose.
Lucchi e i suoi accoliti si prenderanno tutta la responsabilità degli atti che andranno a deliberare di qui alla fine dell’anno e oltre, se questo comportamento autoritario, arrogante e antidemocratico dovesse continuare.
E non si preoccupi il sindaco dell’informazione che hanno i cittadini sulla nostra protesta: è molto più esauriente e partecipata delle sue “riunioni” sul suo nuovo ospedale nelle sedi periferiche del PD (e solo poche nelle sedi di quartiere), costantemente snobbate dai cittadini residenti e di conseguenza anche da noi.
Il confronto democratico, quello vero e utile, si fa con la città ma poi le decisioni si prendono in consiglio comunale, scelte partecipate dalle minoranze che con queste decisioni unilaterali, Lucchi è disposto anche a sfasciare pur di tenersi stretto colpevolmente il suo pupillo-assessore.
p.s.
Un ringraziamento sincero ad Andrea Bertani per la disponibilità, l’attenzione che riserva alla nostra Cesena e la competenza che dimostra.

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Loro non molleranno mai… noi neppure!