Parte dal quartiere Oltresavio il giro della Giunta Comunale, in vista del rinnovo dei Consigli di Quartiere.

Parte dal quartiere Oltresavio il giro della Giunta Comunale, in vista del rinnovo dei Consigli di Quartiere.
Infatti dal 2 marzo a metà aprile, il Sindaco e gli assessori di Cesena incontreranno i cittadini dei 12 quartieri cesenati, insieme ai consiglieri comunali, per presentare le opere realizzate negli ultimi anni e quelle in cantiere.

È senz’altro un’ottima occasione per valutare i risultati passati, e ragionare sulla Cesena del futuro.

Per questo il MoVimento 5 Stelle Cesena intende partecipare attivamente e costruttivamente a queste serate. E anche con questo messaggio e altre iniziative ci impegneremo affinché tanti cittadini decidano di essere presenti, per farsi ascoltare e contribuire concretamente al miglioramento del nostro territorio!

Il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Cesena

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La tutela della sanità non è di destra né di sinistra: è di tutti!

Il 5 febbraio il Movimento 5 stelle presentava in Consiglio Comunale un ordine del giorno volto a convocare un consiglio tematico aperto ad un dibattito con la città sull’Atto aziendale di programmazione della sanità Romagnola.

Mozione votata all’unanimità e argomento verso il quale il Partito Democratico sembrava avanzare grande apertura al confronto.

Ci saremmo aspettati che il consiglio comunale del 19 febbraio, così importante per la modalità (uno dei pochissimi concesso su richiesta delle minoranze, nello specifico richiesto ed ottenuto su iniziativa del nostro gruppo) avesse all’interno un documento di indirizzo e programmazione forte, sostenuto da più parti. Ci siamo così impegnati nella stesura di 2 documenti, uno più politico e uno con indirizzi tecnici molto specifici, che abbiamo presentato a tutte le forze politiche presenti in città chiedendo di valutarlo, condividerlo, integrarlo e sottoscriverlo. (Trovate entrambi i documenti qualche post sotto a questo).

Il PD con un cambiamento repentino lo ha rifiutato presentando una mozione che era quanto di più generico e vuoto ci si potesse aspettare. Ma veramente è solo questo che il Partito Democratico può esprimere in una città straordinaria come la nostra?

In controparte c’è stata una opposizione coesa che ha elaborato un testo condiviso, un testo che noi reputiamo eccellente, che ha sottosposto alla maggiroanza, sperando fino all’ultimo secondo che lo abbracciasse e lo sostenesse convintamente perchè pieno di idee lungimiranti e di buon senso. Un testo a tratti coraggioso, come coraggiosa è la nostra gente che attraversa ogni difficoltà sdramatizzandola con una battuta, anche la malattia.

Per questo motivo questa mattina abbiamo convocato una conferenza stampa unitaria coi gruppi di minoranza Libera Cesena e Cesena Siamo Noi uniti insieme al M5S Cesena nel ribadire che meglio e di più si può fare. Data al nostra disponibilità a collaborare, siamo rimasti stupiti che il PD si sia arroccato sull’aventino, che abbia respinto la nostra mozione senza argomentare per quali ragioni non lo condivideva e non ci spieghiamo la fretta con cui si è arrivati alla conclusione di questa discussione che da più parti sembra mettere la pietra tombale sulla discussione dell’Atto Aziendale.

Tuttavia il Movimento 5 stelle di Cesena continuerà a battersi al fianco di chiunque su temi importanti, sempre pronto al dialogo e al confronto costruttivo per il bene della nostra città e della sua gente. Perchè la salute è un bene di tutti e non una battaglia di bandiera.

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Ordine del giorno sull’atto aziendale dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna

Il Consiglio Comunale di Cesena riunito in seduta aperta su “Azienda Unità Sanitaria locale della Romagna: verso l’Atto Aziendale”, ritenendo che il documento in bozza su l’atto aziendale dell’Asl unica della Romagna vada modificato tenendo presente particolari aspetti, esprime le seguenti considerazioni.

√ Modello organizzativo “a reticolo”:

Ribadendo che tale modello non pare adattarsi congruentemente e da subito alle condizioni ed esigenze di tutti gli ambiti delle 4 ex-ASL, per poter essere compiutamente realizzato deve avere l’obbligo di garantire in modo equilibrato e diffuso, in tutta la Romagna, i servizi di prossimità territoriale, adattando il modello di organizzazione per intensità di cure basato sulla costituzione di piattaforme logistiche funzionali e assistenziali in cui le risorse sono messe in comune e distribuite uniformemente su tutto il territorio di competenza, all’attuale livello di sviluppo tecnologico, di procedure clinico-diagnostiche e di superspecializzazione delle competenze.

Si esplicita l’obbligo di prevedere che le piattaforme logistiche funzionali e assistenziali siano pienamente operative solo quando i Dipartimenti Aziendali e le Unità Operative complesse avranno completato il percorso di riorganizzazione e aggiornamento così come riportato nel documento in oggetto; e che sia inteso che le suddette Piattaforme Logistiche siano dirette per la gestione operativa da una figura sanitaria del profilo medico;

In altre parole i Dipartimenti saranno trans-territoriali e unici a livello aziendale, ma seguendo la definizione che viene data di Unità Operativa nell’Atto Aziendale (Cap. 5.13), ogni nodo ospedaliero capoluogo avrà necessità di un Direttore per tutte quelle attività che storicamente si sono individuate e sviluppate per valenza strategica delle funzioni espletate, complessità organizzativa e natura specifica dell’attività svolta, e quindi devono essere ripristinate nei luoghi (es. Cesena) dove erano già presenti, in quanto la tipologia delle attività non è cambiata, ma anzi col tempo si è ulteriormente specializzata, mentre invece sono state soppresse.

√ Distretti case della Salute, Ospedali di Comunità:

Particolare attenzione va posta alle attività distrettuali, in particolare alla piena realizzazione delle aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e delle unità complesse di cure primarie (UCCP) facendo particolare attenzione allo sviluppo della medicina basata sull’efficacia e appropriatezza delle cure, attraverso l’emanazione puntuale di protocolli e linee guida garantiti dall’azienda.

L’Azienda è garante dell’applicazione delle Linee Guida che emana in accordo con i suoi professionisti erogatori e prescrittori.

In quest’ottica, sarà necessario dare maggiore seguito alla costituzione delle Case della Salute, intese come strutture sanitarie distrettuali di prossimità per i cittadini, ma solo laddove la gestione delle patologie croniche non sia già governata attraverso una struttura ospedaliera di base, rimarcando il concetto della non sussidiarietà (in quanto non equivalenti dal punto di vista assistenziale e clinico), ma dare in questo senso piena responsabilità ai Medici di Medicina Generale anche attraverso forme di assistenza continuativa H12.

In altre parole, le Case delle Salute gestite operativamente dai Medici di Medicina Generale, attualmente vengono spesso ad occupare gli ospedali periferici snaturandone le caratteristiche storiche e ancora valide, trasformandoli in banali e semplici poliambulatori di 1° livello, che per ogni piccolo problema si riferiscono al Pronto Soccorso dell’ospedale “hub” più vicino, ingolfandolo con casi inappropriati, ingenerando a ragione la convinzione che dove c’era un ospedale di zona la Casa della Salute sia una diminutio di servizio sanitario La CdS ha ragione di esistere dove prima l’ospedale non era presente e quindi corre l’obbligo di ridisegnare la mappa delle CdS e ospedali periferici di base nel nostro territorio, così come deve porsi lo stesso obiettivo per gli ospedali di comunità.

√ Reti Integrate dell’Emergenza:

Altro ineludibile punto qualificante per la nuova organizzazione sarà mantenere e consolidare, qualificare e parificare la rete dell’emergenza sanitaria, tempo dipendente, per infarto, danni vascolari maggiori, per grandi traumi, adottando il principio della integrazione organizzativa e funzionale che mantiene la pluralità delle sedi erogative ma standardizza e coordina le azioni per garantire uniformità nei risultati.

In questo contesto l’economicità del sistema è garantita dalla condivisione tra più articolazioni aziendali trans-territoriali delle stesse risorse tecnologiche e strutturali e dello stesso patrimonio di risorse professionali e che così organizzate, garantiscono soluzioni condivise e equamente distribuite In altre parole le risorse (reparti, sale operatorie, ambulatori ed equipes operative, soprattutto e comunque quelle super specializzate – es: cardioemodinamica e/o neurochirurgica oppure team espianti) devono essere portate, quelle strutturali allo stesso livello tecnologico e strumentale (sale operatorie ugualmente attrezzate in ogni ospedale capoluogo, comunque già esistenti) e quelle professionali allo stesso livello di expertise, in modo da essere ugualmente efficienti e poter operare in tutti e 4 i punti nodali dell’ASL Romagna (Cesena, Forlì, Rimini e Ravenna – una sola equipe che si sposta) in caso di necessità.

√ Prevenzione primaria e secondaria:

Sviluppare, potenziando ulteriormente le attività di prevenzione nei luoghi di vita e di lavoro, con particolare attenzione alla diffusione degli studi epidemiologici più significativi (Ministero Salute, INAIL, ecc) e propugnando con azioni incisive sul territorio, stili di vita più idonei a garantire lo stato di salute dei cittadini singoli e delle comunità, anche dando massima diffusione e importanza ai Programmi Aziendali e Regionali, intesi come strumento per la piena realizzazione di percorsi assistenziali e di informazione relativi alla gestione di aree di particolare interesse per la salute della comunità (es. screening K colon-retto, ecc..) che richiedono competenze specifiche ad unità operative diverse anche a livello interdipartimentale e inter-aziendale, che quindi devono essere presenti in ogni ambito territoriale:

√ Condizioni di fragilità:

Tutelare in modo diffuso i cittadini che si trovano nelle condizioni di particolare fragilità quali: non autosufficienti, affetti da patologie psichiatriche, dipendenze patologiche, handicap, polipatologie croniche; in quest’ottica di prevedere il massimo impegno nel completamento delle funzioni del Distretto come massima espressione dell’organizzazione dell’assistenza territoriale (“residenziale, ambulatoriale, e domiciliare”) esplicitata nei nuovi LEA, per coordinare coi Dipartimenti competenti, in maniera compiuta i Programmi di Attività Territoriale in collaborazione e condivisione con gli Enti Locali dell’area distrettuale di pertinenza;

√ Rete Ospedaliera:

Realizzare compiutamente la rete ospedaliera della Romagna nella sua articolazione degli ospedali di base e degli ospedali di I e II livello.

Evidenziare i 4 nodi ospedalieri principali (Forlì Cesena Rimini e Ravenna) che non debbono differenziarsi per l’erogazione delle prestazioni e delle tecniche di più alto livello, se non per vocazione distintiva prevalente o sulla base di dotazioni tecnologiche speciali, che comunquenell’ottica del reticolo diffuso andranno uniformate in tutti i 4 presidi ospedalieri capoluogo in forza del concetto di equità distributiva.

Anche l’organizzazione dei Pronto Soccorso andrà rivista in quest’ottica per far si che giungano all’osservazione del personale competente solo quei casi che non possono trovare soddisfacimento in altre strutture dell’organizzazione aziendale, segnatamente strutture territoriali, promuovendo l’accessibilità ai servizi H12 gestiti dai Medici di Medicina Generale e a tal fine prevedendo la costituzione di un ambulatorio per codici colore verdi e bianchi adiacente al Pronto Soccorso e gestito anch’esso dai Medici di Medicina Generale dell’ambito territoriale, a rotazione.

√ Peculiarità del Territorio Cesenate.

Pur auspicando che l’Atto sia approvato all’unanimità da tutti i sindaci che compongono la Conferenza Territoriale, senza il ricorso a sterili diritti di veto per la difesa di istanze campanilistiche, riteniamo che si debbano prendere in considerazione le necessità, la tradizione, le peculiarità della sanità cesenate, difendendo le eccellenze presenti e reclamando il ripristino della dignità delle nostre strutture ospedaliere, prima fra tutte il Bufalini, purtroppo in declino da un paio di decenni per via di scelte politiche e tecniche sbagliate. Sul piano attuativo difatti la cosiddetta rete nodale è un concetto generico che vuol dire tutto e nulla. Occorre scrivere a chiare lettere che ogni nodo assistenziale abbia la stessa dignità, importanza in tutta la rete e che non sussistano nodi principali e nodi secondari che configurino in realtà un sistema Hub & spoke mascherato. In pratica si deve affermare in maniera inequivocabile che, fatti salvi i servizi di alta specializzazione e bassi volumi di prestazioni, la costituzione della Asl unica non comporti un aumento della mobilità dei cittadini. Che non si traduca, cioè, in una mera ricerca del risparmio da parte della struttura aziendale, comportando allo stesso tempo un impegno e un costo maggiori da parte dei cittadini, tenendo ben presente che la mobilità dell’utenza causa un aumento del consumo di carburante e quindi dell’inquinamento ambientale. La valutazione del risparmio deve essere complessiva. I cittadini devono continuare ad affidarsi all’assistenza delle strutture a loro più prossime trovando parità di trattamento e di qualità delle prestazioni sanitarie erogata in tutti i territori delle ex-asl.

√ Enti Locali, CTSS:

Nell’ottica dell’integrazione fra settore operativo e politico va espressa la volontà di incrementare o prevedere laddove non sia prevista, la partecipazione di rappresentanti degli Enti Locali negli organi collegiali istituiti nell’azienda (Collegio di Direzione e Collegio Sindacale) in modo che la CTSS possa espletare al massimo le sue funzioni di indirizzo programmatico (PAL) e di alta vigilanza (Bilancio aziendale) sulle decisioni strategiche inerenti il funzionamento e l’organizzazione dell’Azienda,

√ Apparato Amministrativo:

Condizione essenziale al buon funzionamento del complesso  meccanismo organizzativo-gestionale alla base della struttura aziendale è anche una progressiva “sburocratizzazione” delle procedure, utilizzando all’inizio i dettami del DL n° 158 del 13-09-2012 (cosiddetta legge Balduzzi) che prevede la riduzione del personale amministrativo al tetto del 7% di quello sanitario, e successivamente una piattaforma virtuale informatica comune a tutto il territorio romagnolo, per rendere più efficace il percorso di integrazione territoriale e di prossimizzazzione della sanità al cittadino.

Cesena , 19 febbraio 2015

I Gruppi Consiliari

MoVimento 5 Stelle Cesena – LiberaCESENA – Cesena Siamo Noi

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Mozione sull’atto aziendale dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna

PRESO ATTO

che la Quarta Commissione Consiliare si è riunita una sola volta per un generico confronto sul testo denominato “ATTO AZIENDALE AZIENDA USL DELLA ROMAGNA”, che è in sostanza un documento istituzionale di scopo, di visione strategica, di indirizzi, di principi guida dell’organizzazione generale;

che il documento si limita a descrivere senza entrare nel merito la struttura organizzativa aziendale, che dovrà poi essere implementata e coordinata nel PAL;

che quindi allo stato attuale tale atto appare fumoso e generico e con ampia discrezionalità di soluzioni perseguibili la cui portata non è al momento prevedibile;

VALUTATO

che il regolamento di applicazione della legge Balduzzi relativa all’applicazione degli Standard Ospedalieri è stato recentemente ratificato ed è in corso di pubblicazione, e che nel testo non sono presenti significativi riferimenti allo stesso;

che la costituzione di dipartimenti così ampi pare disfunzionale ad una corretta relazione con gli otto distretti di riferimento;

che è in atto a livello regionale una profonda modifica degli assetti dirigenziali delle USL regionali, fra cui anche la nomina del nuovo DG;

SOTTOLINEA

come l’esigenza di mantenere l’offerta dei servizi, la qualità e l’accessibilità, richieda un diverso impegno da parte di una dirigenza aziendale che in questo anno è apparsa inadeguata e latitante, lontana dai problemi dei cittadini e dei professionisti;

RILEVA INOLTRE

la necessità di essere messi in condizione di esaminare, per quanto riguarda un più articolato processo di riorganizzazione e di rinnovamento dei servizi, un chiaro progetto che consenta di valutare i costi e i benefici economici derivanti dal processo di unificazione delle aziende, supportato da elementi tecnici e non da mere enunciazioni di principio, indicando modalità e interventi da porre in atto per raggiungere obiettivi di risparmio, e di analizzare un confronto con altre realtà nazionali che hanno già operato fusioni di così alta complessità, valutandone i risultati

RITENENDO

che per il miglioramento atteso dei servizi sia indispensabile agire contestualmente sia sul versante dell’assistenza ospedaliera, sia su quello dei distretti sanitari, precisando che “Contestualità”, non significhi solo che il riordino dell’ospedale deve coincidere con il riordino del territorio ma sottolinea che ospedale e territorio sono due sottosistemi di un comune sistema sanitario e che quindi non vi può essere un riordino della parte senza una riforma del tutto.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

– ad esercitare con il massimo impegno il ruolo di indirizzo assegnato dell’art.4 comma 3 della legge 22/2013 per intervenire nelle valutazioni inerenti l’art.3 della stessa legge (organizzazione e funzionamento dell’azienda) e soprattutto nell’individuazione e realizzazione di distretti costituiti da territori geograficamente uniformi, ben dimensionati e omogenei dal punto di vista socio economico e demografico (indici di vecchiaia, consistenza delle fasce di età più giovani, caratteristiche dell’immigrazione, densità della popolazione, tipologie di imprese, flussi turistici, tutte questioni che richiedono approcci diversificati per la programmazione dei servizi sociali e sanitari);

– a richiedere che i processi di miglioramento dei servizi siano realizzati armonicamente fra ospedale e distretto e che non vengano favorite accelerazioni organizzative basate unicamente su presupposti di risparmio della spesa del tutto teorici, per non lasciare che sia l’economia ad ispirare la politica sanitaria;

– a esigere la garanzia di accessibilità dei servizi in modo sostanziale e non formale anche attraverso la predisposizione di appositi protocolli;

– ad accelerare il processo di potenziamento del territorio attraverso le case della salute;

– a sorvegliare la corretta istituzione degli ospedali di comunità nell’ambito del processo di integrazione ospedale territorio per garantire la continuità delle cure e dell’assistenza, per la presa in carico di interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio ma che necessitano del ricovero per impedimenti di varia natura (logistici o familiari) ad essere erogate a casa del paziente;

– a perseguire il riordino delle cure primarie per favorire il coordinamento operativo tra i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri per decongestionare gli ospedali, sviluppando gli strumenti più evoluti di collegamento fra medici e altri professionisti, quali la digitalizzazione vera della sanità per avvicinare i servizi al cittadino, al fine di erogare le prestazioni al più basso livello di complessità organizzativa possibile, e nel più breve tempo possibile;

– a operare perché fra le scelte strategiche dell’USL unica venga perseguita innanzitutto quella di definire i percorsi unitari dei servizi non strettamente legati alle persone, e cioè amministrativi, informatici, logistici, formativi, procedurali, previdenziali, assicurativi;

– a richiedere che i principi fondamentali attinenti alla centralità del cittadino e alla efficienza ed accessibilità dei servizi, vadano espressi e scritti chiaramente, affinché in futuro non possano prendere corpo interpretazioni distorte dei buoni propositi vagamente espressi nell’attuale atto aziendale.

– a riferire con una costante periodicità alla Quarta Commissione Consiliare lo stato di avanzamento del progetto e dei lavori;

– a richiedere una valutazione della CTSS in seduta plenaria e aperta al pubblico sul primo anno di vita dell’Azienda U.S.L. della Romagna alla presenza dell’Assessore Regionale alla Sanità.

I Gruppi Consiliari

MoVimento 5 Stelle Cesena – LiberaCESENA – Cesena Siamo Noi

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13/02/2015 – Cesena – Conferenza #FuoriDallEuro

Cosa significa l’euro per l’Italia? Se ne può uscire o no? E’ meglio restarci dentro o no?

Ne parliamo in un incontro per tutti organizzato dal Movimento 5 Stelle di Cesena.

Si inizia con un documentario della durata di circa 40 minuti che spiega quali sono stati gli effetti dell’introduzione dell’euro per i paesi dell’area del mediterraneo, dalla Grecia all’Italia.

Dopo la proiezione, Salvatore Lantino, avvocato esperto di fiscalità e di diritto dell’economia e della finanza, ci spiegherà se si può o meno uscire dall’euro e cosa ne potrebbe derivare.

Partecipa Mattia Fantinati Deputato della Repubblica e membro della Commissione Attività Produttive.

Daremo infine ampio spazio al dibattito, rispondendo alle domande e ai dubbi dei partecipanti.

volantino

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Je suis Charlie

Il Consiglio Comunale e i giornalisti di Cesena invitano caldamente tutti i cittadini, sia in associazione sia singolarmente, a ritrovarsi in piazza del Popolo, sabato 10 gennaio, alle ore 17, per lanciare un segnale forte in risposta al vile e feroce attacco alla redazione del giornale satirico “Charlie Hebdo”, a Parigi. La manifestazione vuole essere un modo per condannare tutti assieme l’attentato, esprimere vicinanza alle vittime e ai loro cari e riaffermare con forza il valore della libertà di pensiero ed espressione, al di là delle appartenenze politiche e di ogni diversità. Chi parteciperà è invitato a portare con sé una matita ed una candela, quale gesto simbolico di partecipazione alla mobilitazione e condivisione del dolore di chi è stato colpito e dell’intero mondo civile e democratico. Sarà dato spazio a letture e riflessioni su quanto è accaduto e sui temi della libertà e della tolleranza.

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Un 2015 a 5 Stelle per Cesena

Il 2014 è stato un anno duro, impegnativo. Un anno che ha visto il gruppo Movimento 5 Stelle di Cesena affrontare situazioni organizzative e politiche importanti:

  • due campagne elettorali, con un buon risultato,
  • le dimissioni di due consiglieri comunali,
  • il cambio della sede,
  • il tentativo di darsi una struttura interna,
  • la sincronizzazione con il lavoro dei consiglieri sempre più complesso ed impegnativo.

Il Movimento 5 Stelle è formato da persone motivate che sostengono un’idea nuova e rivoluzionaria del sistema sociale e politico basato sulle cose da fare per i cittadini e non per se stessi; un’idea semplice ma per questo dirompente e pesantissima.

Il M5S è un banco di prova duro; un’idea continua e stimolante che mette in gioco molto di se stessi. Ma proprio perché semplice e multiforme allo stesso tempo quest’idea affascina e accomuna; sempre più cittadini si interessano ai concetti e programmi perseguiti dal M5S e a Cesena sempre più spesso succede che persone che non conoscevi ti si avvicinano e ti sussurrano: “Continuate cosi, tifo per voi…non lo posso dire in giro perché qui sono tutti del PD!”.

E noi continuiamo; non ci fermiamo e non ci fermeremo.

Così per strada con i cittadini, attraverso i banchetti e i volantini per scambiare idee e opinioni con la gente, organizzando conferenze ed incontri di approfondimento; così in Consiglio Comunale per lottare contro l’egemonia del Molock Partito Democratico e far entrare i cittadini, le persone dentro (anche fisicamente) al Palazzo Comunale, per dimostrare che noi promettiamo solo quello che si può realizzare e proponiamo progetti e programmi che servono alla comunità cesenate.

Non ci fermeremo nemmeno davanti al muro di gomma di questa maggioranza sorda a quasi tutte le proposte delle opposizioni che si comporta come se il Comune fosse casa loro, con distacco e spesso con superbia e vorrebbero trattarci come ospiti poco graditi. Cesena merita una amministrazione che dialoghi con la città, che ne rilanci la straordinaria vocazione culturale, storica e agricola.
Col nostro lavoro dentro le mura del palazzo ci siamo guadagnati già il loro rispetto con la forza delle nostre idee; guadagneremo anche i nostri programmi quando i cittadini ci accompagneranno convinti nelle nostre azioni.

QUELLA E’ CASA NOSTRA! IL COMUNE E’ CASA NOSTRA COSI’ COME E’ LA CASA DI TUTTI I CESENATI!

E chi non lo capisce e, con i suoi atteggiamenti e comportamenti, cerca di affossare il sogno del Movimento 5 Stelle è solo una spalla su cui il PD costruisce la sua egemonia!

Il Movimento 5 Stelle si oppone alle scelte che stanno portando Cesena al declino e all’impoverimento. Ma siamo sempre pronti al dialogo costruttivo con chi ha proposte per il bene della nostra Città e dimostra di avere interesse e disponibilità ad ascoltarci.

Partendo da questo punto fermo sarà impostata l’attività del prossimo anno.

Non ci soffermeremo a commentare futili divergenze di opinione, ma lavoreremo per combattere con progetti sostenibili l’aumento esponenziale delle famiglie povere, gli sfratti esecutivi, la disoccupazione giovanile e adulta, le difficoltà di tante piccole imprese.

Il Movimento 5 Stelle propone grandi cambiamenti con programmi realizzabili a favore di tutti, invece del pavimento d’oro di Piazza della Libertà, il quartiere di cemento Nuovo Novello, il falso progetto sicurezza, il decadimento dell’edilizia scolastica e del nostro ospedale; e raccoglieremo le proposte dei cittadini della gente su altre priorità come quartieri, viabilità, centro storico, ecc…

Il 2015 si annuncia un anno molto importante dove puntare a realizzare importanti iniziative per Cesena. E’ questo il momento di compattarci e partire con forza, entusiasmo e passione.

NOI CI SIAMO e vogliamo far sentire la voce del Movimento. Partecipa anche tu con il tuo entusiasmo e le tue idee.

Buon 2015 a tutti, di cuore!
I portavoce del M5S nel Consiglio Comunale di Cesena

Per contatti:
Pagina Facebook: Movimento 5 stelle Cesena
Sito: www.cesena5stelle.org
E-mail: info@cesena5stelle.org

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Per la rinascita di Cesena sono necessari trasparenza, competenza e importanti cambiamenti

Si è chiuso un anno difficile, difficile in tutti i sensi, non solo per il M5S, ma soprattutto per la gente del nostro territorio, per le famiglie, per i cittadini che lavorano, o non lavorano più, per quelli che pagano le tasse, per quelli che non si lamentano ma stanno cominciando a capire.
È per tutte queste donne e questi uomini che i consiglieri eletti M5S hanno fatto il loro dovere portando in Consiglio Comunale e proponendo le priorità che i cittadini ci segnalano per cercare di farle approvare e realizzarle.

Pochi giorni fa, lunedì 22, il Consiglio Comunale si è riunito per 11 ore, dalle 14,30 all’una di notte, per approvare il Bilancio Preventivo del 2015. Il gruppo dei consiglieri comunali del M5S di Cesena si è battuto per contrastare le proposte di delibera indicate dalla giunta PD che in barba alle nostre richieste, contro ogni logica collaborativa e di dialogo costruttivo, ha imposto rendiconti, bilanci, e tasse ancora una volta incomprensibili ingiusti e oggettivamente sbagliati.

Opere per decine di milioni di cui nessuno può sapere nulla

Si inizia con il piano investimenti che impegnerà il comune a spendere in opere faraoniche e costosissime oltre 30 milioni di euro, a vantaggio di imprese che non appartengono per lo più al territorio cesenate – anche se il know-how delle nostre aziende è riconosciuto di livello altissimo – sprecati in programmi altisonanti senza progetto: Sicurezza 10 milioni in 5 anni; Piazza Libertà pedonalizzata 3,1 milioni di euro; Parco Quartiere Novello 2 milioni di euro; per il Campus universitario le cifre cambiano a ogni presentazione: da 8 milioni in su; per la ristrutturazione della Facoltà di Psicologia 5 milioni.
Cifre predefinite, da prendere a scatola chiusa, senza uno straccio di progetto e di pezza giustificativa, senza analisi di sostegno a medio o lungo periodo. Decine di milioni di euro, ma tutti i progetti debbono essere rigorosamente tenuti segreti ai cittadini, sempre che ci siano, perché nessuno finora li ha mai potuti vedere!

Trasparenza e competenza

Noi proponiamo vera trasparenza con proposte e analisi di progetti di aziende nostre da approvare prima dello stanziamento dei fondi, in base a criteri di competenza e economicità.
Per questo abbiamo presentato una mozione che proponeva il ritiro immediato del bilancio e la presentazione di un nuovo bilancio, articolato su direttive-progetto di necessità prioritaria entro i termini previsti dalla legge, in quanto “a Cesena il sindaco e la giunta hanno materialmente adottato un metodo definibile “ostruzionistico” relegando la discussione del bilancio nell’ultima ristretta parte dell’anno di riferimento dell’atto contabile, rispetto ad un proficuo e approfondito confronto tra le parti politiche rappresentate in consiglio” e soprattutto perché “Il Bilancio 2015 nella sua stesura risulta essere solo una serie di capitoli ragionieristici privi di aderenza alle vere necessità di chi vive, studia e lavora a Cesena, e privo di incisività per far fronte alla grave crisi in cui versa il tessuto economico e sociale della nostra città”.
La nostra comunità ha bisogno di risolvere problemi concreti che si chiamano lavoro, povertà, sicurezza che nel documento finale di bilancio preventivo non vengono segnalati.
Per queste ragioni non abbiamo presentato emendamenti; non si emenda, non si corregge un documento infondato, impresentabile, non consono alle necessità della comunità. SI RICUSA COMPLETAMENTE. Non ci accontentiamo delle briciole sulla pelle dei cittadini : noi vogliamo e proponiamo solo cambiamenti importanti e significativi, che possano fermare il declino della città e avviarne la rinascita.

Cesena ha il record della più alta tassazione per le imprese: + 37% in tre anni, sono state portate tutte ai massimi possibili!

In Consiglio sono state discusse anche le delibere sulle tasse locali che la Giunta e il Sindaco hanno riproposto anche per il 2015 alle tariffe più alte, senza curarsi minimamente di ricercare, anche insieme alle opposizioni, modelli più efficienti di risparmio sui servizi dell’amministrazione e sulla spesa corrente (personale, attrezzature, affitti di immobili, ecc..); TASI, TARI, IMU, ICI, COSAP, Tassa di Soggiorno sono tutte attestate sui livelli massimi consentiti dalle leggi dello stato, ed è un primato che Cesena detiene su tutto il territorio romagnolo.

Sindaco e vicesindaco di Cesena sbugiardati da quelli di Forlì e Cesenatico.

Per questo triste primato la scorsa settimana l’amministrazione si è sentita in dovere di giustificarsi tramite lettera inviata ai Consiglieri Comunali (excusatio non petita…) che magnificava la bravura e magnanimità dell’amministrazione comunale di Cesena rispetto ai comuni limitrofi, tentando invano di dimostrare l’economicità di vivere a Cesena.
Peccato che questa ennesima “boutade” sia stata puntualmente smentita da queste stesse amministrazioni con dovizia di particolari sui media (es: TASI 1° casa a Cesena 3,3%o; Forlì e Cesenatico 2,5%o) con incorporata tirata di orecchie da parte dei sindaci di Forlì e Cesenatico che danno praticamente dei bugiardi a Lucchi e Battistini.
Una pessima figura (dopo quella del sindaco su RAI 3), da dilettanti, che Cesena si poteva risparmiare
Su queste delibere abbiamo proposto piani alternativi di risparmio su affitti che il Comune paga a privati per locali poco utilizzati o vuoti (ad es:palazzo exASL in C.so Cavour) e lo storno dei progetti più costosi (es: Novello e P.za Libertà) per poter assorbire le minori entrate delle imposte comunali ed allinearle a quelle praticate dagli altri comuni di uguale dimensione (es TASI da 3,3%o al 2,5 %o con copertura di circa 3,5 milioni di euro da risparmi a bilancio); abbiamo proposto anche la riduzione dell’aliquota praticata a esercizi commerciali delle categorie C1 e C3 per allinearla alle categorie D, già scontata e l’azzeramento della COSAP per quei locali pubblici che rinunciano alle SLOT machines. Niente da fare.
Il Partito Democratico ha BOCCIATO tutte le nostre proposte senza spiegazioni pratiche,bocciando anche quasi tutti gli mendamenti proposti e quelli degli altri gruppi di opposizione.

Il gruppo consigliare M5S e tutti simpatizzanti e attivisti del M5S di Cesena, continueranno in ogni caso e in ogni luogo a lottare contro questo sistema egemone del PD che spesso si dimentica le regole democratiche basilari di discussione e analisi dei problemi della comunità, per rappresentare solo la sua parte politica e non tutti i cittadini del comune, e lotteremo con sempre più forza e con sempre più impegno nella convinzione di essere come sempre dalla parte dei cittadini, di tutti i cittadini.
Nonostante tutto, ci rivedremo in Consiglio Comunale il prossimo anno sempre più convinti di essere sulla strada giusta.

Nel frattempo
Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Movimento 5 stelle Cesena.

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Referendum M5S per l’uscita dall’Euro. Raccolta firme il 13 dicembre a Cesena #fuoridalleuro

firmacontroleuro

Segnatevi questa data: 13 dicembre, il giorno di Santa Lucia. Il Movimento 5 Stelle inizia la Raccolta Firme per la legge popolare per indire il referendum per l’uscita dell’Italia dall’euro.

L’Italia è in una situazione drammatica, travolta da povertà, corruzione e malaffare. Gli italiani come primo passo devono riprendersi il Paese e la sovranità su di esso, a partire da quella monetaria. È un giorno storico e per il suo successo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Con l’euro siamo condannati al default economico.

Il 13 dicembre il M5S sarà presente in tutto il Paese con gazebo e i moduli per le firme.

A Cesena saremo presenti col nostro banchetto sabato 13 e domenica 14 in Piazza Almerici dalle 9:30 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:30.

Solo grazie alla firma di tanti cittadini informati otterremo l’uscita dall’euro e il ritorno a un’Italia sovrana!

Movimento 5 stelle Cesena
Per info: 348 8243150

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Loro non molleranno mai… noi neppure!