Covenant of Mayor – Patto dei Sindaci

Con questa delibera l’amministrazione della città di Cesena si impegna a ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica entro il 2020.

Questo è un impegno necessario per riuscire a far fronte alla crisi ambientale in cui la sconsiderata corsa al profitto ha gettato questo pianeta. Anche se può sembrare una gocciolina nel mare, noi riteniamo che questa scelta sia indispensabile per una città come la nostra che voglia definirsi moderna.

Il maggior consumo di energia si registra da sempre, dentro le pareti domestiche. A Cesena ci sono decine di palazzi, numerosi anche di proprietà pubblica, che necessitano di riqualificazione energetica ed è da lì che l’amministrazione dovrebbe iniziare per aprire il fronte di un rinnovamento vero della città. Con le moderne tecnologie si può riuscire ad avere edifici che consumano pochissimo e quindi inquinano meno.

Altro fronte sul quale l’amministrazione dovrebbe adoperarsi è la mobilità. Il traffico presente nel centro va ridotto drasticamente, inutile e dannosa la costruzione di nuovi parcheggi nell’area del centro, obbligatoria la riorganizzazione e l’incentivazione dei trasporti pubblici e della bicicletta. Questi sono alcuni esempi per effettuare un vero calo delle emissioni.

Inutile dire che l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia è un atto dovuto come anche la promozione verso i cittadini.

Solo un cittadino informato e consapevole può aiutare l’amministrazione nel mantenimento del patto.

Noi riteniamo che questa delibera vada sostenuta, che vada dato merito all’amministrazione per l’impegno che intende prendersi.

Natascia Guiduzzi

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Giovanni Favia Candidato presidente per il Consiglio Regionale

L’assemblea dei delegati provinciali dell’Emilia Romagna, rappresentativa di Liste Civiche a 5 Stelle-Beppe Grillo, Meet Up, Associazioni, ha confermato e rilanciato la candidatura del 28enne bolognese Giovanni Favia a candidato presidente per la Regione Emilia Romagna per le elezioni del marzo 2010. 28 voti favorevoli per Giovanni Favia, 6 quelli per il cesenate Giuseppe Gustavo Rosso, 1 astenuto. I rappresentanti erano in numero eguale ai candidati esprimibili per le elezioni regionali in ogni collegio provinciale. Con questo atto inizia dalla prossima settimana la grande corsa verso le elezioni dell’Assemblea Legislativa dove in ogni collegio proporremo candidati con fedina penale pulita, nessuna tessera di partito in tasca, massimo 1 legislatura già avuta in passato nel caso abbiano dei trascorsi. A Cesena verranno privilegiati candidati senza esperienza elettiva di partito in quanto vogliamo un rinnovamento totale. Siamo aperti verso tutti i cittadini.

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Scuola laica

Il professor Gustavo Zagrebelsky giurista e giudice costituzionale ha usato in diverse occasioni questo modo di dire: “La Costituzione è quello strumento che i popoli si danno in quei momenti in cui sono sobri per sostenere quelli in cui saranno ubriachi”.

Le fandonie che, oramai a rete unificate, vengono lanciate in televisione (ma non solo) con toni molto accesi da ministri e politici facendo riferimento ad un non ben precisato legame culturale tra il crocifisso e le aule delle scuole italiane nulla hanno a che fare con quanto sancito dalla costituzione e questo è un chiaro segnale di ebbrezza.

Vorrei quindi citare, come “promemoria”,  quella che è la carta fondamentale su cui dovrebbero poggiare le basi dello stato italiano: La Costituzione.

Come sottolineato dall’art. 4 della sentenza n.203 della Corte Costituzionale, per la Costituzione Italiana la laicità è un “principio supremo dello Stato;  “il principio di laicità, quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale.” La Costituzione infatti separa gli ambiti di religioni e Stato, garantisce la libertà religiosa ( e quindi, implicitamente, il diritto a non avere alcuna fede) e la libertà di pensiero (art. 21), negando alla religione maggioritaria (cattolica) lo status di religione di stato.

Le istituzioni italiane dovrebbero preservare il pluralismo e la libertà e non imporre un simbolo religioso in aule pubbliche e tantomeno non ridurre tale simbolo religioso ad “arredamento scolastico”. La questione quindi del crocifisso nelle aule, altro non è che un imposizione statale di un culto, cosa inaccettabile per una scuola che si possa definire laica.

Ribadiamo con forza che il compito dello Stato e delle istituzioni è quello di preservare il pluralismo e la libertà di culto e quindi siamo favorevoli a quanto sancito dalla sentenza della Corte Europea che, per verità di  cronaca, non vieta di mantenere il crocifisso dalle aule, bensì prevede venga tolto qualora uno qualsiasi dei presenti lo richieda.

Siamo quindi contrari ai ricorsi perché come appena dimostrato, non sarebbe stata nemmeno necessaria una sentenza della corte europea, in quanto è già scritto nella costituzione italiana il principio che può dipanare tutti i dubbi legati alla questione crocifisso nelle aule e visti i tempi che corrono ci auguriamo che parlamentari, ministri e istituzioni tutte comincino seriamente ad applicare i principi fondamentali della carta costituzionale.

Marco Dallamora

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Aereoporto di Forlì: No all’ennesimo spreco di risorse pubbliche

Consiglio Comunale di Cesena del 12 novembre 2009

Intervento del nostro consigliere Natascia Guiduzzi.

La società SEAF spa, che ha l’incarico di amministrare l’aeroporto di Forlì, ha accumulato negli anni una serie di perdite che farebbero saltare sulla sedia tutti i cittadini della regione se questi cittadini avessero modo di rendersi conto che questi soldi SPERPERATI sono i loro.

.

Faccio un breve riassunto dei bilanci degli ultimi anni:

Bilancio 2005: passivo di 4 mln. di euro

Bilancio 2006: passivo di 2,5 mln. di euro

Bilancio 2007: passivo di 3,75 mln. di euro

Bilancio 2008: passivo di 5,7 mln. di euro

Bilancio 2009 (previsione): passivo di 6,7 mln. di euro.

Tot. Passivi circa 22.650.000 di euro!!!

Credo che per fortuna degli amministratori della SEAF, buona parte della cittadinanza si disinteressa delle attività delle società partecipate, perché se solo alzassero la testa e leggessero questi conti, probabilmente verrebbero loro stessi a sciogliere il CDA della SEAF coi forconi

Ma non basta a SEAF il passivo accumulato in questi anni. Ora ha presentato un “piano industriale” con decisioni “strategiche” per gli anni:

2009-2012 (parte SUD) con un piano industriale da 48,600 MILIONI DI EURO DI INVESTIMENTO!!

E per il 2009-2040 (parte NORD) intervento di 56,4 MILIONI DI EURO DI INVESTIMENTO!!

Totale 105 MILIONI DI EURO.

Il piano prevede fra gli altri di creare un sistema cargo e fra le opportunità si nota “la domanda di cargo può derivare dal mercato della produzione agro-alimentare.” Perché spedire una mela, una pesca congelata a 5.000 km. da qui? Perché, soprattutto in questo periodo, edificare capannoni, utilizzare cemento, creare una nuova viabilità, quando non si sa come andrà il mercato? E ancora perché investire sull’aeroporto delle cifre così alte dato il trend degli ultimi 5 anni in grave passivo?

Di chi sono questi debiti?

Questi debiti non sono nostri, di noi cittadini Cesenati o dei cittadini di Forlì ecc.., noi non abbiamo chiesto al Comune di Cesena di ripianare i passivi di bilancio dell’aeroporto.

Nella votazione di lunedì 9 novembre il consiglio comunale di Forlì ha rinnovato la sua fiducia alla SEAF, finanziando l’ennesima perdita milionaria dell’aeroporto di Forlì.
L’esito della votazione è stato di 33 favorevoli e un solo contrario, Raffaella Pirini consigliere di Destinazione Forlì.

Come realtà comunale ci dobbiamo interrogare sull’opportunità o meno di avere un aeroporto nelle nostre immediate vicinanze mentre in realtà sarebbe opportuno fare un discorso di razionalizzazione della distribuzione degli aeroporti a livello quantomeno regionale se non nazionale.

Questo perché non si vengano a creare situazioni assurde nelle quali ci si trova ad avere 3 aeroporti civili nella breve distanza di 110Km che è la distanza che separa Rimini da Bologna, è mai possibile che ci possa essere un bacino d’utenza sufficiente a mantenere in attivo 3 aeroporti in una così breve distanza?

Per avere un aeroporto come quello di Forlì che sia quantomeno in pareggio occorre avere ben oltre un milione di passeggeri l’anno, ciò vuol dire che in Romagna, per mantenere in pareggio Forlì e Rimini, tutti gli abitanti (neonati, bambini, anziani compresi) dovrebbero prendere l’aereo almeno 4 volte l’anno. E’ evidente che parliamo di pura follia.

Noi cittadini del Comune di Cesena siamo molto soddisfatti nel vedere che questa amministrazione non intende procedere alla ricapitalizzazione della SEAF spa, nella quale, penso, si sia persa fiducia. I 90.000 euro che spetterebbero come quota di ricapitalizzazione al comune di Cesena è giusto spenderli per attività più redditizie. A nostro avviso vanno sostenute le attività che sono in grado di camminare con le proprie gambe, usando i soldi pubblici, soldi dei cittadini, valorizzando le attività che abbiamo sul territorio senza indebitarci a ricapitalizzare un’attività che è inevitabilmente destinata a fallire.

Per questo motivo il nostro voto alla delibera sarà favorevole.

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