In Emilia Romagna bavaglio agli insegnanti

http://www.repubblica.it/scuola/2010/05/22/news/niente_critiche_a_scuola-4256358/

Marcello Limina - Dirigente Ufficio Scolastico Regionale Emilia Romagna

Questa è una storia, piccola ma sincera, di regime. Regime che nessuno impone ma che in molti in Italia si stanno scegliendo da soli, con spontaneo entusiasmo. Ai dirigenti scolastici provinciali dell’Emilia Romagna stanno arrivando circolari intimidatorie che hanno per oggetto il divieto agli insegnanti di informare i genitori della reale situazione finanziaria e di organico delle scuole, di informarli, cioè, di quello che li aspetta il prossimo anno. «Questione di lealtà nei confronti del datore di lavoro». Almeno secondo il Dirigente dell’ufficio scolastico Regionale Marcello Limina.

Limina non sa che il datore di lavoro è lo Stato e che lo Stato non coincide col governo o il Ministro della Pubblica istruzione. La democrazia parte da questa distinzione. Ma Limina non deve averlo mai studiato quando era studente. Infatti qualunque riassunto di storia riporta che la monarchia per diritto divino finì e cedette il passo alla democrazia elettiva quando non fu più possibile a nessuno dire: «Lo Stato sono io».

Dalle righe della circolare di Limina se ne deduce che chi prende uno stipendio dallo Stato deve consegnare al governo, che non è la stessa cosa, la sua fedeltà e il suo silenzio. Fedeltà politica e silenzio politico. La storia insegna senza eccezioni che sono i regimi a chiedere questo tipo di fedeltà. Tanti insegnanti (o forse tutti gli insegnanti) un anno fa avevano detto di non condividere la riforma Gelmini. Oggi in tanti criticano la manovra finanziaria e ne parlano ai genitori ed anche con la stampa. Qualcuno in Italia ritiene sia ancora un diritto farlo, qualcuno che viene puntualmente additato e riportato all’ordine.

Tanto tempo fa era appeso nei negozi e negli uffici un cartello che diceva: «Qui non si parla di politica». Cartello che qualcuno vorrebbe appendere alle pareti della scuola, magari al posto del crocefisso. Cartello che sta tornando di moda. Una moda vintage ma non tanto.

In tanti in Emilia Romgna stanno ora chiedendo le dimissioni del dirigente scolastico. Cesena 5 stelle si associa a questo coro di proteste e vogliamo mandare al Dirigente un messaggio da questo Blog:  “Marcello Limina vai a casa.”

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Il mobile imbottito a Forlì e dintorni: SODOMA, di Gomorra ha già parlato Saviano

La Lista Civica DestinAzione Forlì presenta il video di denuncia di un imprenditore forlivese che spiega come a Forlì ci siano molte aziende che lavorano come contoterzi nella produzione del mobile imbottito, cioè di salotti, e altre che lavorano nello stesso settore, ma anche come progettisti di linee proprie.

Tutti si sono dovuti scontrare con il fatto che le aziende grosse che vendono prodotto finito e che forniscono lavoro ai contoterzisti hanno cominciato a servirsi di manodopera cinese che lavora ad un costo pari a poco più di un quinto di quello che costa un dipendente normale e che lavora a dei ritmi disumani.
Dopo la trasmissione Report dell’ottobre 2009 che ha sollevato il problema della denuncia, risalente addirittura al febbraio del 2007, di due imprenditrici forlivesi contoterziste costrette a chiudere perché nessuno dava loro più lavoro, la situazione in città è rimasta ferma al palo.

Siamo arrivati al punto in cui i grandi distributori italiani ed esteri quando chiedono all’imprenditore protagonista del video di eseguire un lavoro, glielo vogliono pagare ad un prezzo che non copre neanche quello di costo e, quando lui fa presente il problema, tutti dicono: “fallo fare  ai cinesi così ci guadagni”.

Siamo indignati e preoccupati per il persistere della situazione che porterà, se non lo ha già fatto, allo scardinamento di tutto il sistema economico italiano, soprattutto quello legato alle produzioni artigianali.

Chiediamo pertanto ai politici, alle forze di polizia, agli enti, alle associazioni di categoria e ai sindacati a cui verrà indirizzato attraverso il nostro sito ed il blog di Beppe Grillo un mail bombing * (INVIA EMAIL), di fare tutto quanto è in loro potere per interrompere immediatamente lo stato di illegalità attuale in cui lavorano i laboratori cinesi, iscritti regolarmente alla camera di commercio, ma che dichiarano un numero di dipendenti e di ore lavorative assolutamente non compatibili con il fatturato dichiarato.

I due consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle Giovanni Favia e Andrea Defranceschi porteranno il problema in Regione affinché si intraprenda una discussione politica che individui tutti i mezzi possibili per interrompere questa situazione, come ad esempio l’istituzione di un organismo di controllo permanente che, tramite monitoraggio di fatturati, controllo dei consumi energetici e richieste di controlli mirati in orari notturni, consenta una sorveglianza puntuale su tutto il territorio Regionale, affinché il problema non venga trasferito da una città all’altra.

GUARDA IL VIDEO

* Il mail bombing invia l’email a: CNA FORLI, CONFARTIGIANATO FORLI, CISL, CGIL, UIL, Ministero dello sviluppo economico: Viceministro – On. Paolo ROMANI, Capo della Segreteria: Dr.ssa Denise ANGIOLETTI, Ass. attività produttive Comune di Forlì Maria Maltoni, REGIONE: Vasco Errani (Presidente della Giunta), Simonetta Saliera (Vicepresidente – Assessore Finanze, semplificazione e trasparenza, politiche per la sicurezza), Patrizio Bianchi (Assessore Scuola, formazione professionale, università e ricerca, lavoro), Teresa Marzocchi (Ass. politiche sociali ed integrazione per l’immigrazione), Gian Carlo Muzzarelli (Ass. attività produttive), Matteo Richetti (Pres. Assemblea Legislativa), CARABINIERI – Forlì, Questura di Forlì Cesena, PREFETTURA di Forlì-Cesena, GUARDIA DI FINANZA COMANDO PROVINCIALE FORLI’ e Comando Regionale Emilia Romagna – Bologna – Capo di Stato Maggiore, ISPETTORATO DEL LAVORO.

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Appalti truccati e rifiuti tossici: l’inchiesta che fa tremare il colosso Hera Spa

Ieri Giovanni Favia ha fatto uscire un lancio d’agenzia in merito alla conclusione delle indagini prelimiari che riguardano Hera Spa. Il quadro che ne è esce è allarmante, i quattro indagati a quanto pare saranno tutti rinviati a giudizio e sono uscite intercettazioni (che con la proposta di legge del governo sul tema sarebbero state impossibili) dove l’abuso d’ufficio è inequivocabile. Funzionari di Hera Spa che aprivano prima le buste e le leggevano alle aziende concorrenti…. Senza parlare del “taroccamento” del rinvenimento di rifiuti tossici altra bella inchiesta. Hera Spa è la più grossa società partecipata di questa regione e gestisce di fatto dei servizi che sono pubblici (anche se gli avvocati degli indagati sostengono che non ci può essere turbativa d’asta perchè l’azienda è in realtà privata!) . Non si conoscono ancora i motivi per cui i funzionari favorissero alcune aziende. Non si capisce ad esempio se lavorassero per un proprio guadagno o magari per ordini precisi….Riportiamo qui il lancio che praticamente non è stato pubblicato sui giornali di oggi se si esclude qualcosa sul Corriere di Bologna e sulla voce di Romagna. Ora tocca a noi farlo sapere in giro. Blog, mailing list, siti passaparola e Facebook. Condividete questo post.

HERA. FAVIA: LE INDAGINI CONFERMANO LE NOSTRE CRITICHE “CURIOSO CHE SI INDICHI AZIENDA IN GARA, NEL PUBBLICO NON SI PUÒ” (DIRE) Bologna, 17 mag. – Il Movimento a cinque stelle torna a contestare Hera. A prendere la parola e’ il consigliere regionale Giovanni Favia, alla luce delle vicende giudiziarie che vedono nel mirino della Procura di Bologna cinque presunti appalti ‘truccati’ oltre che una segnalazione tardiva su rifiuti tossici emersi durante uno scavo. “Quello che e’ avvenuto- sostiene Favia- conferma le preoccupazioni e le critiche del Movimento a cinque stelle al sistema Hera e piu’ in generale alle societa’ a capitale pubblico, che alla fine servono a creare delle aziende che lavorano in funzione pubblica ma che si muovono con eccessiva disinvoltura e che sono difficilmente controllabili dall’azione ispettiva”. Favia si concentra in particolare su un aspetto emerso nell’indagine. “E’ curioso che nelle gare ci fosse sempre un’azienda consigliata ed e’ altrettanto curioso che quest’azienda nell’80-90% dei casi fosse quella che poi si aggiudicava la gara”, dice il grillino riferendosi a quanto emerse dallo screening della Guardia di finanza. Ovvero il fatto che, in 93 gare su 131, l’azienda indicata dagli uffici tecnici di Hera nell’avviare la procedura di gara fosse poi anche la vincitrice dell’appalto. “Questo non avviene nelle gare che organizza una pubblica amministrazione- incalza Favia- il servizio che offre Hera e’ di fatto un servizio pubblico e dovrebbe osservare le stesse norme previste per il controllo e la trasparenza”. Infine, sui rifiuti tossici segnalati tardivamente (e secondo la Procura alterando la data per coprire il consapevole ritardo), dice: “Dopo l’affaire Cosentino- conclude Favia- ecco il ritrovamento dei rifiuti tossici con data truccata e l’avviso di fine indagine che ne consegue. Hera ne esce sempre peggio, seguiremo gli sviluppi con attenzione”.

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SAPRO e 105 milioni di euro di buco.

Si è discusso oggi in Consiglio Comunale del “caso” SAPRO.

Quì trovi la delibera approvata a maggioranza. (hanno votato a favore: PD, IDV e Sinistra per Cesena.

Sotto l’intervento di Natascia Guiduzzi durante il dibattito.

INTERVENTO SAPRO

Rimaniamo tutti un po’ allibiti di fronte a queste partecipate pubbliche che sembrano sfuggire completamente al controllo della politica per servire chissà quali poteri economici occulti.

Oggi quello che siamo costretti a votare è forse la cosa più delicata che ci sia capitata di fare nel corso di questa legislatura e spero non ci ricapiti più.

Oggi non ci viene chiesto se è meglio salvare Sapro o lasciarla Fallire, ci viene chiesto di stanziare 1 milione di euro senza garanzie per il futuro.

A sentire l’amministrazione la delibera che dovremmo approvare, cercando di salvare SAPRO, rappresenta l’unica cosa giusta da fare per evitare di causare danni economici alla città e al patrimonio pubblico, ma io mi permetto di dissentire, perchè io oggi sento il peso di una decisione difficilissima: noi consiglieri siamo costretti a scegliere fra due decisioni sbagliate.

SAPRO ha fallito completamente la sua mission di innovazione e di sostegno allo sviluppo economico, di gestione oculata del patrimonio pubblico.

Salvare SAPRO vorrebbe dire premiare una società che ha avuto una gestione sconsiderata e disastrosa del patrimonio pubblico.

Non dimentichiamoci che la Procura ha prefigurato una serie di capi di imputazione pesanti, fra cui bancarotta semplice, bancarotta fraudolenta, concorso di persone, reiterazione di reato e aggravanti su Sapro e gli amministratori.

Non sono cose che possono passare sotto silenzio, chi ha sbagliato va punito.

Perché non è ammissibile sentire un rappresentante di SAPRO, a giugno, dire che i conti erano più o meno in ordine… e invece c’era uno scoperto con le banche di 108 milioni di euro.

Come cittadino e come consigliere pretendo che uno scoperto di questo tipo si riesca a leggere in maniera immediata, come si può leggere l’attivo e il passivo, e non solo se si è un esperto di bilancio. Che Sapro versava in una situazione così grave, un consigliere comunale deve venire a saperlo dalla Procura?

Noi consiglieri siamo oggi costretti, senza aver preso parte alle decisioni precedenti a scegliere fra il male e il male.

Se si sceglie di cercare di salvare SAPRO butteremo altri soldi pubblici con nessuna garanzia di recuperare questo denaro perchè riuscire a coprire un buco di 108 miloni di euro è pressochè impossibile. Per recuperare i soldi dovremmo vendere quello che finora non si è venduto, il mercato è stagnante da 5-6- anni e non c’è nessun segnale di ripresa. Come faremo a recuperare questi soldi?

Oltre al risanamento di Sapro oggi ci viene chiesto di approvare una modifica statutaria che prevede la cessazione di un CDA per passare ad un amministratore unico, scelta che io giudico inaccettabile perché non è garanzia di trasparenza, ma a parte questa considerazione politica mi chiedo: si troverà davvero qualcuno che ha il coraggio di assumersi questo onere? Ci sarà un martire che si metterà alla guida di una nave che è già praticamente affondata? Ci sarà un Sant’Antonio che sarà disposto ad immolarsi e a gettare alle ortiche una carriera da amministratore e raccogliere tutto il fango di Sapro?

Su una cosa bisognava essere chiari, se si deve giungere al ripianamento del debito, che sia accompagnato dalla decapitazione totale del CDA di amministrazione e loro sostituzione con persone competenti ed esperte, perchè non si può affidare il risanamento di una società alle stesse persone che allegramente la hanno condotta al disastro finanziario.

Seconda opzione: si lascia fallire Sapro. A cosa andremmo incontro? Nel caso andassero all’asta i terreni questi verrebbero svalutati e da chi verrebbero acquistati e per farne cosa? Ipotizzo: i terreni andrebbero in mano agli speculatori edilizi.

Vedendo poi che le banche, su un valore di beni pari a 93 milioni di euro ne hanno ipotecato 78 milioni viene proprio da chiedersi: cosa potrebbe succedere?

Se possono far valere queste ipoteche, e questo lo chiedo a chi è più esperto di me in queste questioni economiche, succederà che le banche diventeranno proprietarie di questi beni e che poi li potranno vendere.

Ritorna la stessa domanda: a chi e per farne cosa?

A perderci sarà sempre la collettività e il patrimonio pubblico.

Dichiarazione di voto:

Come ho detto durante la discussione non riesco a scegliere fra 2 decisioni entrambe sbagliate

Per questo motivo sarò costretta ad uscire dall’aula e rifiutarmi di votare, anche se è una cosa che mi pesa moltissimo.

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La bufala dei parcheggi

Clicca sull’immagine per leggere l’articolo

Questo l’articolo apparso oggi 10 maggio sul “Corriere Romagna” a firma di Gian Paolo Castagnoli. Pubblichiamo l’intero testo e la replica che abbiamo mandato alla redazione del giornale per smentire quanto detto nell’articolo.


Replica di Natascia Guiduzzi Consigliere Cesena 5 stelle.

Mi trovo, mio malgrado, a dover replicare all’articolo apparso oggi a pagina 53 del vostro giornale che mi vedeva “tirata in causa” in modo personale a proposito della tessera per i parcheggi.

Trovo l’articolo, la sua impostazione e parte delle notizie date ai cittadini, inqualificabili. E’ evidente un attacco gratuito e immotivato alla mia persona, alla mia onestà e agli ideali che manifesto nella mia attività politica.

I fatti: sono consigliere comunale da circa un anno, svolgo il mio mandato con impegno e determinazione, non ho mai perso un consiglio comunale né una commissione se non per motivi gravi, sottraendo tempo al mio lavoro, alla mia vita privata e alla mia famiglia, ma senza rimpianti. Questo impone che raggiunga piazza del Popolo quasi ogni giorno e nei mesi invernali, quando la temperatura è più rigida, la raggiungo con la mia macchina, dato che abito a 7 km dal centro e la mia zona di residenza non è servita da mezzi pubblici. Le commissioni si svolgono sempre nel tardo pomeriggio, per parteciparvi esco mezz’ora prima dal lavoro, riuscendo a malapena ad arrivare in orario. Generalmente parcheggio nei pressi del comune e in quelle zone è quasi ovunque prevista la sosta per un massimo di 2 ore. Sosta che pago regolarmente con soldi miei. E’ successo molto spesso che la commissione alla quale partecipavo si protraesse per un tempo superiore alle 2 ore ed è capitato che al mio ritorno ci fosse una bella contravvenzione ad aspettarmi. Contravvenzioni che ho puntualmente pagato, come onesta cittadina. Come me altri consiglieri si sono trovati nella medesima situazione. Va da sé che nessun consigliere debba rimetterci di tasca propria per assolvere ad un mandato che lo vede interessarsi di problemi della collettività. Da qui nasce la mia sottoscrizione alla richiesta di una soluzione che aiuti i consiglieri ad assolvere il compito senza dover ricorrere in sanzioni per i parcheggi nell’arco di tempo in cui svolgono un servizio pubblico sottopagato. Ricordo che i consiglieri Cesenati percepiscono un gettone di presenza di 32,50 euro lordi. Continua la lettura di La bufala dei parcheggi

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Lunedì 10: 161.000 cittadini entrano in Regione


Andrea De Franceschi

Giovanni Favia

Lunedì mattina i vostri dipendenti Giovanni Favia e Andrea De Franceschi andranno a timbrare il vostro cartellino per la prima volta in Regione. Andiamo carichi di ottimismo, di curiosità e voglia di cambiare il mondo. Andiamo a portare il nostro programma e a fare i cani da guardia degli interessi dei Cittadini. Saremo una voce che nasce da un coro e uno sportello aperto a tutti. Saremo un buon padre di famiglia e un amico. Saremo una scommessa e una speranza. Lunedì varcheremo quella soglia con il peso e l’orgoglio dell’immensa fiducia di 161.000 Cittadini. Lunedì però non saremo soli, saremo 2+161.000, perchè se entriamo noi entriamo tutti. E noi…stiamo arrivando!

Giovanni & Andrea

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MI SONO ROTTO LE SCATOLE!

di Marco Dallamora

Comincio dicendo che questo articolo del blog tratterà dei temi caldi che verranno affrontati con toni tutt’altro che pacati, lo si può notare già dal titolo di questo post.

Questa mattina come tutti i giorni mi informo e leggo un po’ di giornali su internet e sul sito di Repubblica.it trovo questo titolo: “Roma, Casa Pound manifesta e la sinistra si divide”.

Questa mattina infatti Blocco Studentesco (l’organizzazione studentesca degli autodefinti “fascisti del terzo millennio” di Casa Pound, protagonista degli scontri di piazza Navona) sarà a piazza della Repubblica, a due passi dalla stazione Termini, per un sit-in in vista delle prossime elezioni del consiglio nazionale degli studenti universitari del 12 e 13.

Ora, io quando leggo queste cose, mi innervosisco. A neo-fascisti che esaltano il fascismo, il Duce, si fanno il saluto romano e che altro non sono che dei frustrati, beceri e ignoranti non deve essere permesso manifestare. Non possono e non devono nascondersi dietro all’art. 21 della Costituzione che sancisce il diritto universale di manifestare, questo perché, e diciamocelo chiaro, se non fosse stato per tutti coloro che sono caduti sul campo, che hanno “resistito” al nazi-fascismo la nostra repubblica e la nostra costituzione sarebbero ancora un sogno. Non è certo per merito dei fascisti che oggi possiamo godere di tantissimi diritti e di libertà (anche se a dire il vero c’è qualcuno che non è molto contento di questo e sta cercando pian piano di distruggerla un pezzettino alla volta).

Quindi cari amici mi sono davvero rotto le scatole, di dover ancora sentire parlare di fascismo e di dover sentire e leggere i vari filosofi che si arrampicano sugli specchi e minimizzano la questione. Per chi ha studiato la storia, o meglio per chi l’ha capita, le grandi dittature del ‘900 come il Fascismo e il Nazismo sono nate proprio in questo modo: coltivando l’odio che veniva concimato da problemi economico-sociali e nell’indifferenza, o meglio, sottovalutazione dei più, che stavano a guardare.

Ecco quindi io mi auguro che la storia non si ripeta, che questa sinistra (definirla così sarebbe un offesa per la vera sinistra che fù) smetta di dividersi e che tutta la società civile, democratica e antifascista si ribelli a queste manifestazioni fasciste, faccia applicare la legge sull’apologia del fascismo e che nessuno stia a guardare, per non ripetere l’errore che ahinoi a macchiato di sangue un ventennio di storia del secolo scorso.

Non facciamoci tacciare da persone che ci definiscono: antichi, legati a vecchi schemi del passato. Il fascismo non è un opinione politica, bensì dittatura, violenza e razzismo. Resistiamo a coloro che invece vivono davvero nel passato e vogliono riportarlo tra noi! Cerchiamo di essere dei veri Antifascisti!

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