Diffamazione trasversale.

“Continua la campagna stampa di discredito nei confronti del Movimento 5 Stelle. Ci sembra di poterne dedurre che si stiano avvicinando le elezioni politiche. I giornali tentano di diffondere illazioni da quattro soldi, raccogliendo qua e là voci e confezionando articoli che prima di tutto infangano la loro professione. A volte ci si mettono anche le agenzie di stampa. Perdiamo così un po’ di tempo a smentire tutti: lo abbiamo fatto in un’intervista a è-tv, ma non è bastato. Il Quotidiano Nazionale (Carlino, Il Giorno, La Nazione) ha insistito, salvo poi dover pubblicare la smentita. Ora, in prima pagina, ci riprova Il Giornale: questo video è per chiarire ulteriormente come siano andate le cose. Non possiamo permettere che la scarsa professionalità di qualcuno ricopra di fango l’impegno di tanti volontari, lo sforzo di tanti attivisti, il lavoro dei nostri consiglieri in tanti Comuni e nei consigli regionali. In prima pagina Beppe, i quotidiani italiani avrebbero dovuto titolare: il Movimento 5 stelle unica forza politica a rifiutare la refurtiva elettorale ed a tagliarsi i grassi stipendi della politica. Ma allora non saremmo 72esimi nella classifica internazionale come libertà d’informazione.”

Giovanni Favia consigliere regionale Emilia Romagna

Il Giornale di oggi ha titolato in prima pagina: “Anche Grillo chiede soldi allo Stato” riferendosi ai contributi elettorali. E’ falso. I miei legali stanno valutando querela e danni civili e io qualche calcetto nel culo a Feltri.

Beppe Grillo

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Cesena, alberi abbattuti in via Rasi Spinelli: presentata interpellanza

Natascia Guiduzzi

CESENA – Continua a creare dissenso la decisione di abbattere gli alberi in via Rasi Spinelli a Cesena. Sulla questione arrivano due interpellanze urgenti, presentate dalla Consigliera Natascia Guiduzzi che appunto se la prende con l’abbattimento di piante situate sui marciapiedi che fiancheggiano la via, venerdì scorso e un’altra di Antonella Celletti (Lega Nord), “per capire i motivi che hanno condotto l’amministrazione comunale a questa improvvida decisione”, dice Celletti.

E ancora: “Crediamo infatti che non si possa giustificare il taglio delle piante, che abbellivano questa strada, con la scusa della manutenzione dei marciapiedi. Riteniamo quindi giusta e legittima la protesta di residenti e ci associamo al loro sconcerto di fronte a questo scempio. Abbiamo quindi chiesto alla Giunta comunale ed al sindaco Lucchi se corrisponda al vero che è in corso di svolgimento un programma di abbattimento di piante su più strade cittadine, in quali strade e per quali motivate ragioni”.

E ancora richiede: “Per quali ragioni si sia proceduto all’abbattimento delle piante (prugnoli selvatici?) in via Rasi Spinelli, chi ne fosse al corrente, chi abbia assunto la decisione e chi ne sia responsabile e chi abbia proceduto all’operazione di abbattimento; se il Quartiere fosse al corrente della decisione e quale sia stato il suo responso; se ci sia l’intenzione di abbattere anche i pini collocati nella stessa via”.

Quì trovi il testo dell’Interpellanza presentata da Natascia Guiduzzi Consigliere Comunale per Cesena 5 stelle, e che otterrà risposta domani Giovedì 29 Luglio durante il Consiglio Comunale che inizierà alle 15.00

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Woodstock 5 Stelle a Cesena

Woodstock 5 Stelle si terrà a Cesena il 26 settembre. E’ colpa vostra! Mi avete messo con le spalle al muro con i vostri 3800 commenti e migliaia di email. Non ci si comporta così. A una richiesta di aiuto fatta in un momento depressivo dovuto all’avvicinarsi del mio 59simo compleanno (lo so ne dimostro meno e ne ho di più, 59 è un numero di compromesso) non si risponde con tanto entusiasmo. Ci godete a farmi commuovere… lo fate apposta per mettermi in difficoltà. Dovrò passare il mese di agosto a organizzare, lavorare, telefonare e pagare i fornitori. In famiglia mi odiano e ho il sospetto che stiano per chiedere la mia infermità mentale per spartirsi l’eredità prima di Woodstock. Parlano sempre più spesso sottovoce in cucina mentre scrivo al pc. Sto già provando i blues alla tastiera, Woodstock lo avete voluto voi e non potrete lamentarvi se suonerò, canterò, vi bagnerò di sudore dal palco per un’ora.
Woodstock 5 Stelle non sarà solo musica, sarà anche futuro. Per ognuna delle 5 Stelle del MoVimento parteciperà un esperto mondiale. Un momento di parole nuove, di emozione, in cui i pensieri diventano progetti, i nickname del blog visi, amicizie.
Musica e futuro si alterneranno dal mattino alla notte del 26 settembre. Stiamo attrezzando spazi per camper e tende. L’ingresso è gratuito, chi vuole può fare una donazione, su richiesta di molti ci saranno spazi per le famiglie e i bambini. Un grazie a voi che quando serve (e talvolta serve) mi tirate su, all’amministrazione comunale di Cesena per la sua disponibilità e ai molti artisti che hanno risposto all’appello. Per dare spazio a tutti Woodstock dovrebbe durare una settimana. Belin, sono commosso, disgraziati!

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

I grillini ci hanno preso gusto

da Il Fatto Quotidiano

Se si votasse oggi, almeno stando a quanto rivela un sondaggio commissionato dal quotidiano La Stampa – raccoglierebbe il 3 per cento dei consensi, come Sinistra e Libertà di Nichi Vendola. Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, piaccia o no, è qualcosa con cui la politica italiana – e la sinistra in particolare – dovrà fare i conti nei prossimi anni. E lo sanno bene gli elettori dell’Emilia Romagna e, soprattutto, i piemontesi. Un possibile exploit, con margini di crescita indefinibili, che ancora una volta dimostra quanto paghino idee chiare e non negoziabili: lo insegna da una vita la storia della Lega, è tendenza ormai consolidata per l’Idv. Insomma, l’esatto contrario del Pd.

Davide Bono e Fabrizio Biolè da tre mesi siedono da extraterrestri in consiglio regionale a Torino. Davide,

Davide Bono

medico, 30 anni, è il capogruppo. È stato il primo a non stupirsi dei 90 mila voti che lo hanno catapultato a Palazzo Lascaris e non si sorprende del sondaggio: “Abbiamo una visione e sappiamo di avere un consenso alle spalle – racconta – il Movimento sta crescendo anche al di fuori della rete, perchè le nostre tematiche – energia, sostenibilità, trasparenza – sono di respiro mondiale. E’ il momento caldo per battere”. Per il futuro prossimo le idee sono chiare: “Presenteremo un candidato sindaco a Torino e, soprattutto, contiamo di entrare in Parlamento nel 2013. Il 4 per cento è una soglia raggiungibile, i risultati di Piemonte ed Emilia-Romagna lo confermano”.

Ma come sono stati questi primi mesi da “politico”? Davide risponde divertito: “È un lavoro duro – dichiara – per riuscire ad incidere nelle istituzioni e ottenere risultati bisogna imparare il mestiere. Ci stiamo provando”. Un obiettivo raggiunto, i due grillini – che trattengono per sé 2.500 euro al mese destinando il resto delle indennità al Movimento che a sua volta finanzia iniziative e progetti – se lo appuntano al bavero: “Il Piemonte ha dimezzato il Tfr per i consiglieri – dichiara Bono – Fino a ieri chiunque non fosse rieletto riceveva un indennizzo di 100 mila euro. Il taglio è passato come emendamento della maggioranza alla Finanziaria, ma i primi a proporlo siamo stati noi. Il meccanismo è sempre lo stesso, rigettare tutto quello che viene dalle opposizioni salvo poi ripresentarlo se conviene”.

L’omologo emiliano di Davide Bono si chiama Giovanni Favia, ha 29 anni ed è un fiume in piena: “Quando

Giovanni Favia

siamo arrivati in Regione – racconta – abbiamo scatenato un tifone, proponendo da subito l’abolizione del vitalizio per i consiglieri; il Pd ha preso tempo fino a settembre per decidere. Poi abbiamo puntato sul taglio degli stipendi aggiuntivi, le indennità di funzione. Sono stati costretti ad approvarlo con una delibera”. I ragazzi sembrano averci preso gusto: “Ero tra quelli scettici con lo sporcarsi le mani in politica – confessa – ma sbagliavo. Prima le cose ce le dicevamo in piazza, magari in tanti, ma rimanevano circoscritte. Adesso dico una cosa e il giorno dopo me la ritrovo sul giornale. Ci chiamano antipolitica ma della politica siamo i signori: per noi è un servizio civile. E poi io e Andrea (Defranceschi, collega consigliere, ndr) leggiamo tutte le carte fino all’ultima riga, sono tutti sconvolti. I consigli regionali sono realtà ancora più opache e giù di tono del Parlamento; tutto è in mano alle giunte, nessuno discute, pochi lavorano. Per adesso a rompere le scatole ci siamo solo noi”. Stupito del possibile 3 per cento nazionale?: “No di certo – ancora Giovanni – qui in Emilia, per esempio, siamo molto radicati, abbiamo toccato punte dell’11% e possiamo arrivare al 15. Il Parlamento? È un discorso prematuro, ma penso proprio che ci candideremo. Beppe avrebbe potuto farlo dopo il V-day, ma sarebbe stata una decisione calata dall’alto. Ora, invece, c’è un forte movimento dal basso, con tanto cuore e tanta volontà”.

In Piemonte i colleghi del “palazzo” hanno accolto bene i due extraterrestri: “Sono tutti molto cordiali – racconta Davide Bono – Penso che abbiano anche paura di noi, sanno che qualunque cosa accada noi la rendiamo pubblica in tempo reale”. Facebook, Twitter, la blogosfera, lo sconfinato catino della rete dove i grillini consumano la loro luna di miele collettiva. Ma il mondo è anche fuori e qualche crepa, prima o poi, inevitabilmente comparirà. A Torino è già successo con i ricorsi (in parte accolti dal Tar) per l’annullamento delle elezioni regionali. Il Movimento a 5 Stelle li ha definiti “arroganti”, un po’ stonato per chi fa della legalità e della trasparenza un cavallo di battaglia: “È vero – ammette Bono – abbiamo ricevuto critiche per questa presa di posizione. Dico soltanto che mi sembrano ricorsi un po’ strumentali. Chi ha falsificato le firme lo ha fatto anche nel 2005, ma allora nessuno alzò un dito. In ogni caso se illegalità ci sono state è giusto che si faccia luce”.

Forse c’è il timore di non ripetere l’exploit in caso di nuove elezioni? “È quello che mi dicono tutti – conclude Davide – In realtà sono sicuro che raddoppieremmo i consensi, ma non mi va di farlo sulle tasche dei piemontesi. Di sicuro non lo farei sulle mie: in campagna elettorale ho speso, oltre alla benzina, 50 euro di volantini. E abbiamo anche rinunciato ai rimborsi”.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Vietato l’accesso ai dissidenti

Dal sito di Piero Ricca

“Ormai sgomberano le piazze, per silenziare il dissenso. Il capobanda ha paura di essere svergognato a scena aperta. Sa che la fiction imposta dal regime mediatico non basta più. E la fine di Craxi è un brutto incubo delle notti senza escort. Ecco allora che la polizia viene usata per allontanare dal set televisivo i potenziali guastafeste.

Ieri sera mister B. veniva premiato in cima al Duomo di Milano come eccelso statista “della gente e tra la gente”. Ad attenderlo le alte autorità civili, militari e religiose. Con lui Lele Mora, Confalonieri, Fede e tutto il generone di vassalli, cortigiani e lacché che gli gira intorno. L’occasione era un concerto di Aznavour per il restauro della Madonnina.

Arriviamo in piazza Duomo verso le 21, reduci dalla commemorazione di Paolo Borsellino. Siamo una quindicina, senza cartelli né megafoni né striscioni. La polizia riconosce tra noi facce non gradite per precedenti di turbativa del quieto vivere e ci impedisce di accedere alla piazza. Per loro siamo rei di intenzione di “manifestazione non autorizzata”. La solita, ridicola scusa, già smentita da una recente sentenza che ci ha assolti per un fatto analogo di tre anni fa. C’è un primo confronto dialettico: noi a pretendere di muoverci liberamente, loro a impedircelo fisicamente. Mi viene riferita la frase di un carabiniere: “io non blocco nessuno”. Una coscienza libera, in un mondo di servi.

Io e altri riusciamo ad arrivare a metà piazza. Qui accade l’assurdo. Una scena da ultima (e disperata) fase del regime bananiero. Due o tre funzionari di questura cercano di portarci via con le spicce. Sono nervosi, sbrigativi: devono aver ricevuto un ordine tassativo da un capetto terrorizzato. L’obiettivo numero uno sono io: loro a rincorrermi, io a divincolarmi urlando il mio sdegno. Si raduna una folla di curiosi, alcuni ci appaiono perfino indignati per l’abuso che si sta consumando sotto i loro occhi. Ma pochi osano fiatare parole di riprovazione. Metto in rilievo a viva voce la gravità dell’episodio. Resistere a quella forma di repressione preventiva del dissenso significa difendere la libertà di tutti. A un certo punto arriva una falange di poliziotti in tenuta anti-sommossa, a occhio e croce un centinaio. Agli ordini dei dirigenti della questura, ci circondano. E ci deportano a forza fino in via Mercanti, indifferenti alle nostre proteste. Lì veniamo piantonati a vista fino a mezzanotte da almeno sessanta agenti (tanti risultano da un conteggio effettuato alle 23, quando in tutto siamo in venti) schierati in modo da sbarrarci l’accesso a piazza Duomo. Cerchiamo di contattare le principali redazioni giornalistiche per raccontare l’accaduto. Arriva soltanto un cronista di Radio Popolare. Con la cronista dell’Ansa parlo al telefono. Ha chiamato in questura ricevendone la risposta: “in piazza Duomo non è successo nulla”. “Sapete perché i giornalisti non vengono qui? – osserva un questurino – perché non avete contenuti”. Spiegargli le condizioni generali di salute del giornalismo in una nazione che nel suo dna non ha la libertà, mi appare una fatica improba e ci rinuncio. Soltanto a festicciola conclusa torniamo liberi di camminare per la piazza centrale della nostra città.

Resta un dubbio: alla prossima esibizione pubblica dell’Amato Leader della Libertà ci verrà impedito di uscire di casa o verremo tradotti direttamente in commissariato, come accadeva ai dissidenti nei giorni gloriosi del (primo) Ventennio? Quanta paura fanno le parole. E com’è putrida quest’agonia di regime.”


Questo il testo dal sito di Piero Ricca dei fatti avvenuti ieri attorno al duomo di Milano. Sotto invece vi mostriamo il video di quanto avventuo dentro al duomo di Milano e in particolare di una “battuta” di Mr. Berlusconi.

A noi la battuta non fa ridere (il nostro Consigliere Comunale infatti è una donna), evidentemente siamo COMUNISTI.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Finalmente un’ottima notizia, una meravigliosa notizia, una rinfrescante notizia. Oggi sono state consegnate UNMILIONEQUATTROCENTOMILA alla Corte di Cassazione per il referendum sull’acqua pubblica dai comitati promotori fuori da ogni logica di partito. Si voterà (salvo sorprese…) nella primavera del 2011. Voglio vedere come Pdl e Pdmenoelle riusciranno a fermare il referendum (ci proveranno in tutti i modi). Il MoVimento 5 Stelle farà ogni cosa in suo potere per informare e portare le persone alle urne.

L’Italia sembra ferma, “eppur si muove“.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

SAPRO E’ FALLITA, COME LA SUA POLITICA

Sapro fallirà, ora non ci sono più dubbi.

I flebili tentativi dei soci di ripianare i debiti contratti dagli amministratori componenti il CDA (nominati da loro stessi) che gestivano patrimoni pubblici con estrema leggerezza e negligenza, sono stati respinti dal PM Filippo Santangelo che ha rigettato il piano di salvataggio, ritenendo probabilmente che non esistano soluzioni  diverse dal fallimento. Con questa decisione del tribunale di Forlì si chiude il maldestro tentativo delle amministrazioni locali di salvare la partecipata che versa in disastrosa situazione finanziaria.

Il piano di salvataggio proposto dalla Sinloc non era stato sottoscritto nemmeno dai soci di Sapro, ma sia alla Lista Civica DestinAzione Forlì che alla Lista Civica 5 Stelle beppegrilo.it di Cesena non era nemmeno piaciuto il tentativo di salvare la partecipata.

Lo scorso maggio, con un’azione congiunta, abbiamo deciso di non votare le proposte di salvataggio approdate ai consigli Comunali e ci siamo allontanate durante le operazioni di voto.

Questo perché le due soluzioni che si prefiguravano, cioè il tentativo di salvare la partecipata cercando di rientrare dei debiti vendendo tutti i terreni acquistati e, al contrario, il farla fallire senza prendere provvedimenti che contrastassero la svendita del territorio conseguente alla procedura fallimentare, non rispondevano a quanto richiesto  dalle consigliere stesse.

Le richieste erano di punire i responsabili di questa gestione, di riconoscere che i soci avevano quantomeno fallito nel loro ruolo di controllori lasciando che venissero decise compravendite di terreni senza una regola, senza un minimo di buon senso, andando a speculare su aree nuove quando ancora quelle già edificate continuano a rimanere sfitte.

Il dubbio, lecito, potrebbe poi sorgere sul fatto che addirittura queste procedure fossero state favorite dai soci stessi, perché non ci si spiega, da comuni cittadini, come potessero decidere dell’impiego del territorio comunale dei meri imprenditori e non gli amministratori pubblici
stessi.

La domanda semplice a cui vorremmo fosse data risposta è: chi decideva quali acquisti fare? Gli amministratori o i soci?

Ora che ne sarà dei tanti patrimoni immobiliari ipotecati dalle banche? Non è difficile immaginare che finiranno sul mercato offerti a prezzi stracciati e che cadranno in mano ai soliti speculatori.

Leggiamo infatti che il  patrimonio è stimato, secondo una recente perizia, in circa 120 milioni di euro, in gran parte costituito da aree industriali urbanizzate ed urbanizzabili, in maggioranza invendute.

E’ necessario vedere quali sono le aree già urbanizzate e quali no e pensare eventualmente, se necessario, di rivedere il PRG o di ricorrere ad opzioni sui terreni, per evitare di cementificare il
nostro territorio in maniera non solo inutile, ma anche inopportuna dal punto di vista economico oltre che da quello ambientale.

Mentre ci pare ottima la dichiarazione del Sindaco di Forlì Roberto Balzani che nel consiglio comunale di lunedì 12 luglio ha dichiarato che “rivalersi sugli amministratori è un atto dovuto”, siamo un po’ stupite dal silenzio calato dentro al palazzo Comunale di Cesena dove il sindaco Paolo Lucchi si è riservato di “esprimere opinioni in merito solo a seguito di un’attenta valutazione della situazione unitamente al C.d.A. di S.A.PRO. S.p.A.”.

Durante i nostri interventi nei rispettivi Consigli Comunali a maggio abbiamo detto che, chi sarà riconosciuto colpevole dello sperpero compiuto, deve pagare.

Per questo motivo attendiamo le prossime mosse delle amministrazioni e del tribunale.

Natascia Guiduzzi – Consigliere Comunale – Lista Civica Cesena 5 Stelle beppegrillo.it

Raffaella Pirini – Consigliere Comunale – Lista Civica DestinAzione Forlì

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Le retate dei Casalesi

Ogni giorno c’è una nuova retata del clan dei Casalesi. Il numero di appartenenti al clan deve tendere all’infinito se, dopo ogni arresto, ne rimangono ancora in libertà. E’ una lotta senza fine che prosegue da anni come un bollettino metereologico. 11 ottobre 2008 arrestate 7 persone legate al clan scissionista di Bidognetti. 7 novembre 2008 arrestati Davide Granato e Giuseppe Alluce. 21 novembre 2008 arrestato Gianluca Bidognetti, figlio di Francesco (detto Cicciotto e’ Mezzanotte). 21 dicembre 2008 arrestato Metello Di Bona stragista del clan. 14 gennaio 2009 arrestato Giuseppe Setola. 30 marzo 2009 arrestate 38 persone appartenenti ai Casalesi tra Napoli, Caserta, Milano, Ferrara e Reggio Emilia. 6 aprile 2009 arrestate a Modena 5 persone legate al clan. 29 aprile 2009 arrestato Michele Bidognetti. 3 maggio 2009 arrestato Raffaele Diana, boss dei Casalesi. 18 maggio 2009 arrestato Franco Letizia. 14 luglio 2009 la Dia di Napoli sequestra al clan beni per oltre 50 milioni di euro, intestati a 30 prestanomi ricollegabili a 5 persone. 15 luglio 2009 arrestate 44 persone appartenenti al clan. 13 agosto 2009 arresto di 9 persone e del super latitante Maccariello Raffaele, condannato all’ergastolo. 18 marzo 2010 20 ordinanze di custodia cautelare per affiliati al clan. 30 marzo 2010 arrestati Carmine e Nicola Zagaria. 14 aprile 2010 catturato Nicola Panaro. 15 giugno 2010 arrestato Nicola Schiavone, figlio di Francesco Schiavone detto Sandokan. (*) 12 luglio 2010 17 arresti, tra questi Nicola Ferraro, ex consigliere regionale dell’UDEUR.
Quanti sono realmente i Casalesi? Le forze dell’ordine rischiano di cadere in depressione per l’entità del fenomeno. Ma soprattutto quanti sono i politici nominati dal clan dei Casalesi in Regione, nelle Province e nei Comuni? Forse più dei Casalesi stessi? E quanti politici sono stati arrestati?

http://cesenacinquestelle.wordpress.com/2009/12/11/caso-hera-cosentino-odg-approvato/

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Sapro: respinto il piano di risanamento

To Be Continued

Riceviamo oggi la comunicazione ufficiale istituzionale che dice:

“Il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, il Sindaco del Comune di Forlì, il Sindaco del  Comune di Cesena hanno appreso in data odierna, che il Tribunale Civile di Forlì, nella camera di consiglio dell’8 luglio u.s., con decreto depositato in Cancelleria sabato 10 luglio, ha respinto l’istanza proposta da Sapro S.P.A. di omologazione dell’accordo di ristrutturazione della propria esposizione debitoria ex art. 182 bis della Legge Fallimentare, stipulato con i creditori rappresentanti  il 92% del debito complessivo e depositato al Registro Imprese in data 11 maggio 2010.”


Tutto il sistema bancario locale risulta oggi esposto con Sapro, su cui pende una procedura di richiesta di fallimento avviata dalla Procura della Repubblica: 27,4 milioni di Cariromagna, 24,1 di Carisp Cesena, 12,8 di Carisp Ravenna, 9 milioni di Banca Popolare dell’Emilia-Romagna- Banca Popolare di Lodi, 7,3 milioni di Banca di Forlì, 7,2 milioni di Unicredit, 3,1 milioni di Banca di Cesena e 2,5 milioni di Credito di Romagna. In ogni caso, il sindaco ha ricordato i numeri delle società “che si trova in attivo patrimoniale”: 110 milioni di euro di debiti a fronte di 120 milioni di euro di aree in portafoglio.

I soci di S.A.PRO sono:

  • Comune di Forlì – 33%
  • Comune di Cesena – 33%
  • Comune di Bertinoro – 6%
  • Comune di Forlimpopoli – 6%
  • Camera di Commercio di Forlì-Cesena – 5,9997%
  • Provincia di Forlì-Cesena – 16%
  • Comune di Galeata – 0,0001%
  • Comune di S.Sofia – 0,0002%.

Consiglio di Amministrazione attuale rinnovato il 24 maggio 2010 :

Presidente: dott. Maurizio Caristia
Vicepresidente: dott.ssa Dea Frani
Consiglieri: dott. Mauro Maredi

Collegio sindacale:

Presidente: dott. Giorgio Contarini
Sindaci effettivi: dott. Aride Missiroli – p.aer. Valter Rusticali
Sindaci supplenti: dott. Giovanni Albani – rag. Alberto Giannini

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)