Verso il Woodstock

E’ iniziata ufficialmente stamattina, la campagna di promozione del “Woodstock 5 stelle” la festa nazionale del Movimento 5 stelle, che si terrà a Cesena al Parco Ippodromo il 25 e 26 settembre 2010.

I ragazzi al banchetto posizionato sotto la Galleria Urtoller, indossavano già da oggi la maglietta e il cappellino, in vendita sul Blog di Beppe Grillo, che serviranno a finanziare in parte l’evento.

Il concerto che prevede essere un richiamo per diverse migliaia di persone, sarà completamente autofinanziato dai partecipanti e non ricadrà in alcun modo sulle tasche dei cittadini, in quanto il MoVimento 5 stelle ha rinunciato ai contributi pubblici previsti per legge.

Gli organizzatori saranno presenti col banchetto in piazza fino al giorno del concerto, nei giorni di mercoledì e sabato.

[slideshow]
Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Il “salotto da pesca” di Cesena

La bonifica del tratto di fiume Savio tra il Ponte Vecchio e il Ponte Nuovo con l’allestimento di una zona di verde pubblico è sicuramente un’iniziativa positiva. Tra le tante idee e proposte messe in campo, alcune però non ci sembrano andare nella direzione di rendere più funzionale e più accessibile questo pezzo di città. In particolare non crediamo che la scuola di pesca possa essere una risorsa per la cittadinanza. A maggior ragione riteniamo che l’ipotesi di corsi di pesca in collaborazione con le scuole cesenati sia da contrastare, in quanto la pesca non riflette il rispetto e la tutela dell’ambiente che ci auspichiamo sia, o debba diventare, uno dei cardini dell’insegnamento ai ragazzi. Crediamo che si possa perseguire l’obiettivo di conoscere e rispettare il fiume con iniziative di tutt’altro genere, ad esempio un piccolo museo del fiume con laboratori didattici, che una scuola di pesca, sovvenzionata con denaro pubblico. Ci auguriamo che al momento della ripresa dei lavori si tenga conto davvero del bene dei cittadini e del territorio e si possano valutare proposte alternative, auspicando che di questo passo non si arrivi a proporre agli alunni cesenati un corso di caccia.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

A Mister B da tutti noi…

Abbiamo trovato questa lettera nel web, non sappiamo chi sia l’autore, ma nelle sue parole ci siamo rispecchiati.
Forse anche voi nel leggerla, ci troverete qualcosa di vostro, per questo la divulghiamo.

Signor Presidente, Lei si è chiesto ed ha chiesto ai suoi
più stretti collaboratori:
“perché la odiano?”

Io sono un signor nessuno, uno dei sessanta milioni di
italiani senza volto e senza nome,
buoni solo per comparire come unità statistiche nelle
rilevazioni demografiche.

Comunque visto che lei ha fatto una domanda,
per quello che conta il mio parere, vorrei risponderle.

Io sono tra quelli che la odiano, nel senso che non la amano.
Intendiamoci: trovo l’odio un sentimento disdicevole.

Ho ricevuto un’educazione cristiana, sebbene l’abbia
rinnegata: però certi valori mi sono rimasti dentro.

Stia tranquillo, sono un uomo di pace:
perciò il mio odio non si tradurrà in altro che in un desolato isolamento.

Scuoto la testa e da lei traggo insegnamento,
per me e per i miei figli, di quanto non sia esempio da imitare.

Devo dire che la Sua, non fosse una figura moralmente indecente, sarebbe da ammirare per la genialità: non ha sbagliato nulla.

E’ partito con una piccola impresa, a debiti e con inanziamenti di cui lei non ha mai bene rendicontato,
e ha costruito un impero, con fredda logica e con assoluta
lungimiranza.

Lei dice che è entrato in politica nel 1994; non è vero.
Lei ha preparato il terreno molto, molto prima.
Lo ha fatto comprando il Milan, con le sue televisioni.

Più che merci lei ha comprato coscienze.

Ha capito molto bene che, per avere consenso, deve azionare
delle “leve”
Che corrispondono ai processi di immedesimazione, di emulazione.

Lei ha trasformato un perdente in un vincitore, un debole in
un forte, un povero in un ricco; e questo è il suo autentico miracolo.

Tutto nella finzione, ovviamente.

Però, e anche questo è un suo “merito”,
lei ha saputo rendere labile il confine tra realtà e finzione.

Dal Principe di Macchiavelli ha sicuramente imparato una cosa:

il fine giustifica i mezzi; ecco perché non è mai andato per il sottile.

Per lei, lo Stato è un’azienda, la cultura un opzional,

la povertà un “inconveniente” come arditamente l’ha definita.

Lei, da perfetto populista, si appella al popolo perché rettifichi le sue scelte.

Ma cos’è il popolo? E’ forse un monolite che “unum corde”,
prende decisioni all’unisono?

No, lei lo sa benissimo.

Il popolo è quello che pochi giorni prima gridava “Osanna al figlio di David”
E, poco dopo urlava a Pilato “Libera Barabba”.

Quello sotto il balcone di palazzo Venezia urlava in delirio per il Duce che annunciava la dichiarazione di guerra alla Francia e poi, dopo vent’anni sputacchiava il cadavere del duce nella polvere, prima che fosse appeso a un distributore di benzina.

Quello che al nord odia i “terroni” e al sud odia i “polentoni”;

Quello che si divide negli stadi, che si divide su tutto,
che perde le staffe quando è in coda,
quello che cerca di non pagare le tasse e,
potendo, porta i denari all’estero.

Lei ha saputo trarre il peggio da questo popolo e ha fatto leva sui suoi peggiori istinti.
Ha contribuito grandemente ad affossare la nostra cultura e fare di questo paese, una volta perla della civilà,
un paese a rimorchio della peggiore cultura altrui.

Lei ci ha lasciato il cafonal, l’idea che bisogna a tutti i costi primeggiare, essere vincenti.

Ha convinto i poveri e gli stolti che la fortuna può “baciare tutti”.
E che i cieli siano sempre azzurri: basta solo essere ottimisti.

Ha definito la politica un teatrino, ”
cancellando con questo giudizio, secoli di civiltà.

Si è preso burla della civiltà giuridica,
ha definito i giudici “persone mentalmente disturbate”.
Ha spiegato a milioni di italiani che è meglio “avere” che “”essere”.

Ha insegnato che non serve rispettare le regole;
anzi: se queste non corrispondono ai tuoi personali disegni fai in modo di cambiarle.

La Casa di tutti l’ha trasformata nella casa dei vincitori,
a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo, anche quello dell’indecenza.

Ha insegnato agli italiani che la corruzione, il rampantismo,
lo sgomitare per farsi largo sono la via giusta per affermarsi e
che il diritto e la ragione sono solo armi per i deboli.

VAE VICTIS.

Ecco perché non la amo signor Presidente,

perché lei è l’opposto di tutti quei valori in cui credo,

che sono l’onestà, la sussidiarietà, la solidarietà, l’altruismo, la compassione.

Detto questo provo pena per lei che è stato colpito nel fisico da un atto sconsiderato.

Io, da perfetta nullità ho solo un’arma per poterla colpire:
il voto.

Purtroppo subirò il suo potere,
indifeso come sono dinnanzi alla sua forza devastatrice.

Ma me lo consenta:
di quello che lei fa, non c’è nulla di fatto in nome mio.

Con distinta disistima…

Lettera/firmata

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Le morti rosa.

Il TIME ha dedicato una copertina a Aisha, una ragazza afgana mutilata del naso e delle orecchie dai talebani per aver abbandonato la sua casa (i talebani in seguito hanno negato di essere stati i carnefici, ndr). I nostri soldati sono in Afghanistan anche per questo, per portare la civiltà a menti ottenebrate dal fanatismo religioso Una missione di Pace e di Civiltà mentre in Italia è in atto una macelleria sociale sulle donne. Si uccidono più ex fidanzate alla volta, si investe la moglie con la macchina, si accoltellano compagna-sorella-suocera, tutte insieme, si uccide a pugni per rabbia la prima donna che si incontra per strada, si affoga la fidanzata nella vasca da bagno, si butta dal balcone l’amica, si seppellisce viva l’amante. I più sobri si limitano a sparare con una pistola regolarmente denunciata. Al maschio italiano la fantasia omicida non manca.
L’assassinio di una donna è normalità, notizia quotidiana da sorseggiare con il caffè al bar. Nessun soldato dell’ONU o della NATO interverrà per salvare dagli orchi italiani una donna. Nessuna prima pagina del TIME sul massacro rosa del Bel Paese. Le Morti Rosa sono oggetto di dotte analisi nelle terze pagine dei giornali, argomenti per discussioni sociologiche e letterarie, per studi sulla depressione maschile, sulla contrapposizione uomo/donna, sulla società consumistica, sul maschio senza più sicurezze. A morire è però sempre la donna tra le mura di casa o in mezzo a una strada dove viene costretta dai suoi aguzzini. E’ una mattanza. La caccia alle streghe si è evoluta dal rogo alle mille e una morte.
L’Italia non ha mai avuto una donna alla presidenza della Repubblica o del Consiglio, i parlamentari sono da sempre in assoluta maggioranza uomini. I manager delle grandi industrie sono uomini con poche eccezioni, lo sono i responsabili delle principali Istituzioni che contano, delle grandi banche, di tutti gli apparati militari e paramilitari, dei maggiori quotidiani. La donna ha una paga inferiore. è licenziata se aspetta un bambino. La donna oggetto è ovunque, rappresentazione di una società malata: dai culi della televisione alle tette delle riviste, al lettone di Papi. Rifiutarsi ai desideri del vicino, dell’amico, del marito è un’offesa che va lavata con il sangue. In Italia è stato abolito il delitto d’onore, è rimasto il delitto, ma senza l’onore.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Cesena e Beppe Grillo in Blues

http://www.beppegrillo.it/iniziative/woodstock5stelle/

A 41 anni da Woodstock con i suoi tre giorni di “Peace and Music” , Pace e Musica, a Cesena ci sarà una due giorni di “Futuro e Musica”, Woodstock 5 Stelle. Inizierà nel pomeriggio di sabato 25 e finirà a mezzanotte della domenica.
Non ci saranno Jimi Hendrix, Joe Cocker, Joan Baez, The Who, Janis Joplin e The Greateful Dead, ma trenta gruppi e musicisti italiani, ne cito solo alcuni, l’elenco completo nei prossimi giorni, Samuele Bersani, Daniele Silvestri, John De Leo, Sud Sound System, Charleston, Teatro degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Flavio Oreglio, Linea 77, Fabri Fibra e Marracash, Francesco Baccini, Ivan Segreto, Blastema, Max Gazzè, Bud Spencer Blues Explosion, Dente, Calibro 35, Paolo Benvegnù, The Niro, Perturbazione, Marta sui Tubi e insieme a loro decine di migliaia di ragazze e ragazzi che rappresentano il futuro dell’Italia.
Ci sarò ovviamente anch’io. Sul palco dovrete sopportarmi, suonerò dei pezzi di blues per mezz’ora. E’ per questo che ho organizzato Woodstock 5 Stelle, per potermi finalmente esibire come Ray Charles di fronte a un pubblico amico, è il vero obiettivo nascosto. Mi eserciterò tutto il mese di agosto per stupirvi.
Woodstock 5 Stelle ospiterà le voci di esperti mondiali dell’acqua, dell’energia, dell’ambiente, dell’economia. Due giorni per pensare, discutere tra un brano e l’altro, tra un abbraccio, un bacio, sdraiati sull’erba, al mondo che vorremmo. All’utopia che può diventare realtà.
Il rumore sordo, insignificante, continuo che invade le nostre vite, quel rumore che non è solo un suono, ma anche un odore nauseante, anche mani sudate, l’odore del nulla dei politici e dell’informazione che ci avvolge, quel rumore durante Woodstock 5 Stelle sarà lontano, e verrà trasformato in un album dei ricordi sgradevoli per la raccolta differenziata.
A Cesena ci sarà la nuova generazione di italiani, quella dei giovani che è stata spogliata di tutto, dall’ambiente, al lavoro, al progetto di una famiglia, ma soprattutto della speranza, della felicità. Che cos’è un Paese senza speranza e senza felicità? Nessuno regalerà nulla a questi ragazzi, devono fare tutto da soli. Prendersi il Paese entrando nelle istituzioni, nei Comuni, nelle Regioni e nel Parlamento. Devono fare una pulizia scientifica, totale dei partiti che non rappresentano nulla e delle convenzioni, delle etichette come destra e sinistra, progressista e conservatore. Il mondo di domani non avrà delegati che decidono delle nostre vite, ma cittadini che partecipano alla vita pubblica.
Ho ricevuto un numero straordinario di adesioni da parte di band e musicisti, non ho potuto dire di sì a tutti, anche se avrei voluto, per farlo avrei dovuto organizzare una settimana intera.
E ora The Show must go on a Cesena per una Nuova Italia a Cinque Stelle!

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)