Messaggio di fine 2010

Cosa volete essere nel 2011? Libellula o scarafaggio? In comune questi due insetti hanno la capacità di resistere a tutto. Sono sopravvissuti ai dinosauri. Come gli italiani, anch’essi sono indistruttibili. Se sarete il tipo libellula dovrete volare il più velocemente possibile per sfuggire alle piaghe d’Italia al cui confronto quelle d’Egitto vi sembreranno una favola per bambini. Se, invece, opterete per il tipo scarafaggio potrete rifugiarvi in ogni scarico, in ogni tunnel a disposizione con però il rischio di trovarvi uno Schifani o un Mastella. Non spaventatevi per il domani, l’italiano non teme nulla. Il debito pubblico da 1.900 miliardi, la disoccupazione al 14 per cento reale, un debito privato di 20.000 euro per famiglia, milioni di precari, mezzo milione di cassintegrati che diventeranno disoccupati nel 2011 con l’esaurimento dei fondi per la cassa integrazione, le banche che falliscono come Il Banco Emiliano Romagnolo non possono preoccuparlo.

 

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

La ‘ndrangheta vota Lega!!!

Quando abbiamo scritto Metastasi, con Claudio Antonelli, il capitolo più difficile che abbiamo dovuto affrontare insieme Giuseppe Di Bella (pentito della ‘ndrangheta) è stato quello relativo ai legami fra i clan e la politica. Da questo capitolo emerge un tracciato dei rapporti politici iniziali, negli anni 80-90, fra la ‘ndrangheta e le forze politiche emergenti. La malavita calabrese ha sempre avuto una grande attenzione sul territorio per tutto ciò che è nuovo, in termini di politica. Di Bella ci racconta come i boss dicevano di votare Lega Nord: un dato molto sorprendente. Un’indicazione strana: meridionali che votano e fanno votare per il partito padano.

Giuseppe Di Bella indica i nomi delle persone che i boss incontravano, dà delle indicazioni sui luoghi dove questo è avvenuto, dà delle indicazioni sui testimoni che hanno partecipato a questo incontro e immaginare la Lega con esponenti della ‘ndrangheta combacia poi con le risultanze delle indagini che stanno conducendo le Procure di Reggio Calabria e di Milano sulla nuova ‘ndrangheta (nell’estate scorsa sono stati compiuti 300 arresti a Milano, non a Teheran, in Italia, non in Cile).

Tra i vari personaggi politici che il nostro pentito indica c’è anche un ex ministro (e anche un ex Premier). L’ex Ministro oggi è ancora nella compagine governativa. Nel libro è coperto con la lettera in codice Gamma. Proprio Gamma è la persona che Coco Trovato incontra fuori dal bar Wall Street, che era il suo quartiere generale. Ma non a Bovalino, a Platì o a Reggio Calabria. Ma a Lecco, quindi nella florida e prosperosa Brianza.

E’ giusto evidenziare che il pentito che parla di Lega è ‘ndrangheta non è un uomo che accusa e basta. Ma si autoaccusa. E’ ritenuto credibile dalle procure che lo indicano come una voce importante per combattere la ‘ndrangehta nel Nord. Giuseppe Di Bella sa benissimo di essersi esposto, con queste confidenze, a nuovi rischi. E credo che finirà di nuovo sotto protezione. Il suo sogno di tornare ad essere una persona normale, fuori dalla ‘ndrangheta, si è allontanato. Perché la ‘ndrangheta non perdona. Puoi uscirne solo coi piedi d’avanti.

FONTE: voglio scendere

 

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

BASTA CON LE BUFALE NUCLEARI DI ENEL!

 

 

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/cesena/

 

La tecnologia nucleare francese (EPR) scelta da Enel è in profonda crisi: gli unici due

cantieri europei aperti, quello di Flamanville e quello di Olkiluoto, hanno subito ritardi

di  anni  a  causa  dei  tanti  problemi  tecnici  e  di  costruzione  riscontrati.  In  Finlandia  il

costruttore  francese Areva  e  l’azienda  elettrica  finlandese  TVO  hanno  iniziato  cause

miliardarie contestandosi i pesanti ritardi del cantiere!!

Quanto costa davvero un EPR? Secondo Enel il costo delle centrali nucleari sarà di

circa 4 miliardi di euro. Prima bufala!! Negli Usa  la società Constellation Energy ha

rinunciato alla costruzione di una centrale EPR nonostante una garanzia finanziaria del

Governo  pari  a  7,5 miliardi  di  dollari  a  copertura dell’80%  dei  costi  di  realizzazione

della  centrale  così  stimati  dal  governo  Usa  (dunque  oltre  i  9  miliardi  di  dollari).

Tradotti in euro, il costo di un EPR negli Usa è stimato in quasi 7 miliardi.

Seconda  bufala: perché  le  imprese  dovrebbero  fidarsi  delle  promesse  di  essere

coinvolte nella costruzione delle centrali? Se  in Francia EDF afferma che gran parte

dei lavori di costruzione dell’impianto saranno appaltati a imprese del settore

nucleare, perché in Italia dovrebbe essere diverso? È un’altra delle bugie insostenibili

di  Enel,  grave  nel  momento  in  cui  la  scelta  delle  rinnovabili  e  dell’efficienza  sta

creando (anche in Italia) tante opportunità di lavoro concreto.

Secondo  Enel,  grazie  al  nucleare,  i  costi  dell’energia  elettrica  diminuiranno  facendo

aumentare  la  competitività  delle  imprese  e  il  benessere  dei  cittadini.  E  questa  è  la

terza bufala!. Secondo  il Dipartimento Usa per  l’energia (DOE),  il costo dell’energia

nucleare per i nuovi impianti in linea al 2020 sarà di 14,4 centesimi di dollaro al kWh,

mentre  l’eolico  è  stimato  a  11,3  e  il  gas  naturale  a  8,1.  L’elettricità  da  nuovi

impianti nucleari costerà più dell’eolico.

 

CONCLUSIONE: qualsiasi bufala produca il caseificio Enel, l’EPR non ha futuro!

 

EPR: ERA PER RIDERE…

Fonte: greepeace

bufale-nucleari-enel


Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

L’ITALIA DEL CEMENTO….

Il bel Paese sta scomparendo e la bolla speculativa è dietro l’angolo. La colata grigia arricchisce i grandi industriali e impoverisce la nazione affossando il turismo

 

L’Italia, è ancora il bel Paese?

Il cemento è la forma di arricchimento più immediata, più semplice, meno sofisticata che richiede meno tecnologia e meno competenze. E’ la forma di economia più primitiva, direi, perché ha consentito e consente di arricchirsi a soggetti che non vogliono investire in tecnologia, che non vogliono investire in qualificazione dei lavoratori e permette, purtroppo, di lavare il denaro guadagnato in modo non sempre lecito alle società legate alle associazioni criminali.
Il cemento è l’intreccio intorno al quale tutto questo ruota. L’Italia è un punto di non ritorno. C’è stata la grande rapalizzazione, la grande colata di cemento degli anni 60/70, quando la gente però era alla ricerca della prima casa, quando qualcuno forse cercava di mettere da parte i soldi e aveva messo da parte i soldi per la seconda casa, un mini appartamento al mare. Oggi è molto diverso. Questa è una cementificazione che arricchisce soltanto le tasche dei più ricchi e che porta poco, pochissimo, alla gente comune.

Ogni giorno, soltanto nella Pianura Padana – che la Lega reputa una delle madri culturali della nostra Nazione – ci mangiamo l’equivalente di 20 campi di calcio al giorno che vengono rubati alla vegetazione per finire al Continua la lettura di L’ITALIA DEL CEMENTO….

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Istruzione, non solo tagli

Mentre le misure volute dalla Gelmini hanno acceso le piazze, il ministero di Galan trova un milione e mezzo per una campagna scolastica sull’ambiente marino

Per una campagna di informazione rivolta agli studenti delle medie inferiori il nome è già un piccolo infortunio: “Marinando“. Ma, andando oltre questo tentativo di fare gli spiritosi, al ministero delle Politiche agricole hanno scelto male i tempi per lanciare una “campagna di sensibilizzazione sull’importanza dell’ambiente marino, della pesca e dei prodotti ittici”. Non ci sarebbe nulla di strano se la “campagna” non costasse un milione 540mila euro complessivi, al netto dell’Iva, in tre anni. In tempo di tagli alla spesa per la scuola e l’università, viene il dubbio che questo denaro pubblico sia davvero speso bene, per insegnare ai ragazzi dai 10 ai 14 anni l’importanza del mare e della pesca.
Giancarlo Galan, il ministro delle Politiche agricole arrivato in via XX Settembre dopo le ultime elezioni regionali dichiarando guerra alle sponsorizzazioni e spese esagerate (a suo dire) fatte dal predecessore Luca Zaia, il leghista che gli ha fatto le scarpe come governatore del Veneto, non sembra percorso da alcun dubbio sull’opportunità di spendere questi soldi. “Viviamo in un’epoca contrassegnata dalla necessità, anzi dall’urgenza, di costruire un rapporto consapevole e rispettoso nei confronti dell’ambiente. Ecco perché ritengo importante il lancio della XVI edizione di Marinando, campagna che ha il grande merito di avvicinare i giovani alla cultura e alle tradizioni del mare e della pesca”, è la dichiarazione del “doge” pubblicata sul sito del ministero.
Sulla rete ci sono tracce di un simpatico dibattito fra giovani per rispondere alla domanda: quanto sono lunghe le coste italiane? La risposta, citando come fonte Wikipedia, è che tra continente e isole l’Italia ha 7.458 km di coste. Qualcuno risponde che “la Grecia, con 15mila km, ci straccia”. Perbacco.
Per i giovani che non abbiano capito che l’Italia è in mezzo al mare e quanto sia importante preservare l’ambiente marino è in arrivo la campagna ri-lanciata da Galan. Il ministero è alla ricerca di una società specializzata in attività di comunicazione istituzionale per conto della pubblica amministrazione. Il vincitore potrà contare su un finanziamento di 1,54 milioni: 290mila euro quest’anno, 625mila euro nel 2011-2012, altrettanti nel 2012-2013. Alla faccia degli studenti e dei tagli all’istruzione voluti dai ministri Gelmini e Tremonti.

FONTE : Voglio scendere

 

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

La Russia dei giornalisti uccisi……

Dopo la caduta dell’Unione Sovietica si parlava di democrazia. E invece siamo davanti a una dittatura che ha già ammazzato oltre trecento cronisti e reporte.


In Russia, oggi, non c’è una democrazia ma una dittatura. Una dittatura che è continuata, per certi versi, senza grandi sommovimenti dalla vecchia Unione Sovietica alla nuova Russia. Dopo la caduta dell’Urss si sognava una vera democrazia, ma ci troviamo di fronte ad una dittatura, dove comandano soprattutto gli apparati dello Stato.
L’abbiamo visto nella vicenda di Anna Politoskaia, la giornalista della Nuova Gazzetta trucidata, ammazzata, torturata, minacciata. La stessa sorte che è toccata a moltissimi altri giornalisti, ammazzati e minacciati.
Possiamo dire, facendo un parallelismo, che anche in Italia la democrazia è a rischio.Basti pensare che solo in Calabria, in Sicilia, in Puglia e in Campania ci sono in questo momento 38 giornalisti che invece di parlare liberamente hanno alle loro spalle delle scorte armate. Alcuni di loro hanno bambini, famiglia. Ci sono attori, oggi in Italia, che sono scortati come Giulio Cavalli. Ci sono scrittori scortati come Roberto Saviano. Questo è un Paese normale?
In Russia dalle minacce si arriva direttamente all’omicidio e nel caso di Anna Politoskaia la mano del Cremlino è fin troppo evidente. La povera giornalista per almeno due anni aveva denunciato la durissima repressione dei russi in Cecenia. Era stata in Cecenia, insieme ad alcuni colleghi. Ma era stata sempre oscurata.
Anche dietro la morte di Antonio Russo c’è l’ombra del Cremlino. Ricordo che Putin è stato uno dei grandi alti funzionari del KGB e che quindi conserva ancora oggi una lunga serie di segreti militari, segreti che in qualche modo stanno emergendo in questi giorni con le indiscrezioni apparse sul sito Wikileaks.
Al governo russo non vengono chieste spiegazioni perché tutti si sciacquano la bocca di libertà di stampa e di democrazia, ma poi alla fine con le dittature si fanno degli affari. Ci sono business di mezzo. Ricordo per esempio quando durante il Cile di Pinochet tutti criticavano, massacravano Pinochet dall’Europa e dai paesi democratici per la durissima dittatura, la durissima repressione nei confronti di ogni tipo di opposizione, per i massacri per le migliaia di persone sparite, i desaparecidos. Poi, però, durante tutta la dittatura di Pinochet, tutti gli stati, compresa l’Italia hanno fatto gli affari col Cile. E succede così anche con la Russia.
Ricordo che la Russia è il più grande esportatore di energia e dai file di Wikileaks in questi giorni emerge sempre di più questo connubio tra Silvio Berlusconi, Putin, gli affari intorno a Gazprom e l’affare Eni. Intorno all’energia si muovono i veri affari del mondo. E gli stati democratici sono sempre stati pronti a turarsi il naso pur di portarsi a casa dei cospicui pacchetti… Fonte Voglio scendere.

 

 

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Sapro è fallita (una settimana fa, ma nessuno lo sapeva).

Dichiarato il fallimento di Sapro spa. Il Tribunale ha dichiarato fallita la società pubblica per l’insediamento delle attività produttive nel territorio di Forlì-Cesena, gravata da un debito di circa 110 milioni di euro. Il definitivo crac arriva dopo due istanze di fallimento avanzate dalla Procura della Repubblica. Gli otto soci di Sapro (Comuni di Cesena, Forli’, Forlimpopoli, Bertinoro, S.Sofia, Galeata,
Provincia di Forli’-Cesena e Camera di Commercio di Forli’- Cesena), dopo la decisione assunta dal tribunale di Forli’, hanno emesso un lungo comunicato congiunto nel quale, dopo aver ripercorso in ben 31 punti l’intera complessa vicenda, precisano che ”dal momento in cui sono entrate nelle proprie funzioni, le amministrazioni socie hanno doverosamente tenuto costantemente informati gli organismi consiliari (capigruppo, commissioni, consigli) di quanto avvenuto alla societa’ Sapro Spa, fino ai recenti ultimi avvenimenti, ed hanno attentamente monitorato la societa’ in quest’ultimo, critico, anno e mezzo, con totale spirito di trasparenza”.

Continua a leggere la notizia.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Il PD sui diritti della scuola

Ieri alla camera è successo questo: quando Bruno Tabacci e Marco Calgaro di Alleanza per l’Italia hanno proposto di dirottare all’università una parte delle risorse destinate al finanziamento pubblico ai partiti, 25 deputati del PD hanno votato contro e altri 17 si sono astenuti.

Il principale partito della sinistra italiana, che non manca di criticare gli altri quando penalizzano l’istruzione e la ricerca scientifica, si spacca al momento di sostenere le medesime finalità attraverso una parte dei quattrini pubblici che si accaparra -insieme agli altri partiti- ogni anno, tra l’altro in barba ai risultati del referendum del 1993, con cui i cittadini avevano detto chiaro e tondo che non volevano più darglieli.
Hanno votato contro tra gli altri: Livia Turco, Sergio D’Antoni, Gianni Cuperlo, Giovanni Lolli.

Si astengono fra gli altri: Luigi Bersani, Massimo D’Alema, Piero Fassino, Antonello Soro, Andrea Orlando e Maurizio Migliavacca.

2 giorni fa Luigi Bersani si era arrampicato  sul tetto della facoltà di Architettura per portare solidarietà agli studenti. Ieri era in aula a far finta di non esserci.

Ecco la sinistra che abbiamo in Italia.

fonte: http://www.ilgiornale.it

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)