Il cimitero indifferenziato.

Pubblichiamo il video de “LaVoceRomagnola”, pseudonimo di un cittadino attivo che da anni fa inchieste nella provincia di Forlì-Cesena. Questo ultimo video, girato al cimitero urbano di Cesena, mostra come la raccolta differenziata non sia applicata dentro al cimitero più grande della città. I rifiuti vengono raccolti in modo indifferenziato quando invece basterebbe davvero poco per riuscire a differenziare tutto.

L’amministrazione che da un lato si vanda della raccolta porta-a-porta che fra qualche mese partirà nel quartiere Oltresavio, deve ora rendere conto di centinaia di quintali di rifiuti che finiranno all’inceneritore.

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Il capro espiatorio di SAPRO

Si è tenuta il 17 febbraio l’ennesima commissione conoscitiva su SAPRO. Erano stati invitati gli amministratori Borghetti, Croci e Barilari ma si è presentato in commissione solo il primo. Sorvolando sul disappunto che abbiamo provato apprendendo che gli amministratori, dipendenti pubblici, non hanno risposto all’invito di presentarsi a render conto del loro operato di fronte alla commissione incaricata dal Consiglio Comunale di far luce sulla vicenda di SAPRO, siamo rimasti basiti da quanto riferito dall’unico amministratore presente.

Borghetti è stato un fiume in piena, dando l’impressione di avere avuto parecchi sassolini da levarsi dalle scarpe, ripercorrendo con dovizia di particolari tutta la storia di SAPRO. Fra le affermazioni a tratti sconvolgenti,  il passaggio nel quale afferma (cito da verbale ufficiale della commissione)  “…noi le prime avvisaglie della necessità di varare un piano di ristrutturazione sono del gennaio del 2009, subito dopo il licenziamento del direttore. Le amministrazioni di allora ci dissero per cortesia, ci sono le elezioni, aspettate, non metteteci delle grane in questo periodo, va detto, arrivammo quindi a giugno e ricordo che c’era ancora il ballottaggio a Forlì, noi incalzavamo dicendo, dai fate questo ballottaggio che dobbiamo trovarci prima possibile perché qua la situazione è in difficoltà…”  è quello che ci ha colpito maggiormente.

In buona sostanza i partiti di maggioranza che governavano i vari Comuni  chiesero di bloccare il risanamento della società, una società pubblica che non è di proprietà dei partiti ma proprietà di tutti, poichè altrimenti l’ago della bilancia del voto elettorale probabilmente avrebbe penduto da un’altra parte.

Se quello che dice l’amministratore corrispondesse al vero, sarebbe di una gravità estrema da parte delle  amministrazioni che governavano la città l’aver  rallentato il risanamento di una società che si sarebbe potuta salvare.  Chi ne risponderà adesso, gli amministratori o soci?

L’impressione che abbiamo avuto è che Borghetti non abbia avuto nessuna intenzione di fare da capro espiatorio e che intenda invece dividere la responsabilità della gestione di SAPRO coi soci.

Ci auguriamo che l’inchiesta portata avanti in questi mesi dalla procura riesca a far luce su tutti gli aspetti di questa vicenda, aspetti che come in questo caso fanno alzare diversi dubbi sulla corretta gestione della società.

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M’illumino di meno 2011

Il 18 febbraio 2011 torna M’illumino di meno, la più radiofonica campagna sul risparmio energetico mai escogitata sul globo terracqueo.

La Giornata del Risparmio Energetico 2011, special edition per i 150 anni dall’unità d’Italia, è fissata per il 18 febbraio 2011. Anche quest’anno Caterpillar invita comuni, associazioni, scuole, aziende e case di tutt’Italia ad aderire all’iniziativa creando quel “silenzio energetico” che ha coinvolto le piazze di tutt’Europa negli anni scorsi, per fare spazio, dove possibile, ad un’accensione virtuosa, a base di fonti rinnovabili.

Per il 18 febbraio cerchiamo, contestualmente agli spegnimenti simbolici, accensioni originali di luci pulite a tema tricolore. Turbine, lanterne, Led o biciclette, che alimentino tricolori luminosi su tutto il territorio nazionale. Impariamo a risparmiare, a produrre meglio e a pretendere energia pulita per tutti.

Allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per spegnere lo spreco e accendere una scenografia tricolore il 18 febbraio 2011. Segnalateci la vostra intenzione di ideare eventi che riuniscano più persone, privilegiando luoghi aperti e pubblici, particolarmente visibili, trovando modi creativi e poco dispendiosi per accendere luci rosse bianche e verdi nelle piazze spente di tutt’Italia, per testimoniare la necessità di una gestione più “illuminata” del nostro futuro.

Durante la campagna racconteremo per radio le buone pratiche di produzione e di consumo intelligente di energia, e daremo voce alle adesioni più interessanti.

Nella puntata speciale per M’illumino di meno, in onda il 18 febbraio dalle 17 alle 19,30 dall’interno del Castello di Rivoli, prevediamo collegamenti telefonici con le più prestigiose adesioni all’iniziativa di quest’anno; durante la diretta 150 sindaci s’impegneranno ad amministrare le proprie città con oculatezza nel segno della sostenibilità ambientale. L’idea è quella di sottoscrivere una sorta di “giuramento” per ridurre i consumi e sostenere con ogni mezzo le energie alternative. Tutti con fascia tricolore per l’occasione. Parallelamente, il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli organizzerà un grande evento collettivo nell’ambito del progetto Italiae. 150 eventi in piazza per ri-disegnare l’Italia.

Anche all’estero cercheremo esperienze di razionalizzazione dei consumi e di amministrazioni virtuose dal punto di vista della gestione sostenibile delle risorse energetiche.

Su  www.caterpillar.rai.it è possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa nei posti di lavoro, a scuola o nella propria città.

Cesena 5 stelle promuove e sostiene anche quest’anno l’iniziativa e segnala che a questo link si possono trovare tutte le informazioni sulle manifestazioni organizzate dal Comune di Cesena.

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Se non ora, quando?

Si terrà domenica 13 febbraio in centinaia di piazze italiane la manifestazione a favore della dignità della donna “Se non ora quando?”.

Nell’appello del comitato promotore si legge: “Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza. Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni. Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.”

La dignità della donna è stata calpestata in tutti questi anni da quando la donna si è vista trattare come un oggetto. Una parte delle donne, soprattutto fra le più giovani, oggi pensa che il dato estetico sia l’unico fattore importante nella propria vita e in alcuni casi l’origine delle proprie fortune. In un crescendo di svalutazione dei principi morali, questo pensiero ha portato a un disimpegno sociale, che di conseguenza ha portato a pensare che la gavetta, una formazione lunga e sudata non siano più necessari. Se questo modus operandi dovesse continuare ulteriormente le donne finiranno col disimpegnarsi anche dal dialogo, da un confronto “alla pari” con quegli uomini che hanno fatto del suo corpo un oggetto da mercificare.

Non è certo questo il principio a cui ci si deve ispirare.

Da qualche giorno è tutto un rincorrersi di note, comunicati, video ed esternazioni di grandi donne che dicono basta: la donna non è questo, la donna è molto di più.

Per questo motivo, principalmente come donne, ma senza esimerci dal nostro ruolo di rappresentanti politiche,  abbiamo deciso di aderire, sostenere e promuovere la manifestazione.

Invitiamo quindi tutte le donne che credono che la dignità sia un valore da non svendere mai, a scendere in piazza domenica 13 febbraio a CESENA (FC) ore 16.00, Piazza San Giovanni XXIII (Duomo) o a FORLI’ ore 14,30, Piazza Saffi per ribadire con fermezza che la dignità delle DONNE è un bene indisponibile.

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Centro storico senza auto

Cesena 5 Stelle appoggia e sostiene la scelta del Sindaco Paolo Lucchi di allontanare il traffico e disincentivare la creazione di nuovi parcheggi all’interno del centro storico, inoltre appoggiamo l’ampliamento e la fruibilità al centro grazie ai parcheggi scambiatori con servizio bus gratuito ogni dieci minuti.

Le scelte del Sindaco vanno difese perché tengono conto dell’aumento delle polveri sottili nell’aria che respiriamo e ridurre il traffico è l’unico modo per far scendere questi dati che, ricordiamo, hanno più volte sforato i limiti consentiti dalla legge.

La nostra posizione tiene conto del fatto che la crisi del centro storico non è causata dall’assenza dei parcheggi, dato marginale, ma dall’aumento di utenze, affitti, tasse, dal costo del lavoro e dalla crisi economica generale.

Noi riteniamo che sia più opportuno un tipo di comportamento che promuova la mediazione tra le parti. Il suggerimento che avanziamo è che gli imprenditori del Centro Storico, nel quale vivono e lavorano, e sono quindi i più esposti ai danni causati dall’inquinamento, potrebbero valorizzare e suggerire ai loro clienti il servizio di parcheggio scambiatore con bus gratuito che col passaparola non potrebbe che far incrementare la loro clientela. Da una parte i commercianti dovrebbero promuovere questo tipo di comportamento e dall’altra parte il Sindaco potrebbe promuovere un incontro con i commercianti per verificare i loro interessi e disponibilità alla stesura di un calendario di iniziative (Fiere, mostre, mercati domenicali) che promuova un centro senza auto ma VIVO e VIVIBILE. Una serie di accortezze che, se prese da entrambe le parti, possono promuovere una vita migliore per i cittadini.

Per questi motivi Cesena 5 Stelle sostiene la manifestazione che si terrà domani sabato 12 febbraio, e forse per tutti i sabati successivi, con l’iniziativa C’ENTRO IN BICI. Ci preme girare l’invito, che ci è stato rivolto dagli organizzatori, “a tutte le persone che considerano l’auto solo uno dei tanti mezzi con cui spostarsi e vivere la città, non l’unica soluzione possibile”. La manifestazione è indetta ed auto-organizzata da varie Associazioni e gruppi di persone che sognano una città a misura d’uomo. La manifestazione vuole raccogliere il sostegno di tutti i cittadini e delle famiglie del nostro territorio, è apartitica e apolitica, e ovviamente aperta a tutti.

Il ritrovo è alle ore 11 in Piazza della Libertà partenza del corteo a piedi con le bici in mano per le vie del centro: Corso Mazzini, Via Zefferino Re, Piazza Amendola, Via Strinati, Corso Sozzi.

Parafrasando il cartello esposto dai commercianti, altrettanti cittadini vorrebbero che recitasse: “CITTADINO VAI AVANTI: E’ ora di restituire il centro a ciclisti e pedoni”

Questo è un messaggio di modernità, di attenzione alla salvaguardia della propria città e dell’ambiente.

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C’entro in bici

fonte: MIZ
Non accenna a placarsi la diatriba fra i commercianti in centro e le associazioni di cittadini. Per alcuni giorni gran parte dei commercianti hanno esposto un cartello che recita: “SINDACO FERMATI: Non è ora di chiudere il centro”.

La risposta dei cittadini non si è fatta attendere, si concretizzerà a partire da Sabato 12 Febbraio e forse per tutti i sabati successivi, con l’iniziativa C’ENTRO IN BICI.

C’ENTRO IN BICI

Sabato 12 Febbraio
Dalle ore 9:45 ritrovo davanti al Duomo (critical mass)
Dalle ore 11:00 partenza del corteo davanti Pz.Libertà

L’invito è rivolto a tutte le persone che considerano l’auto solo uno dei tanti mezzi con cui spostarsi e vivere la città, non l’unica soluzione possibile. La biciclettata simbolica e successiva manifestazione è indetta ed auto-organizzata da varie Associazioni e gruppi di persone (come gli amici della bici) che sognano una città a misura d’uomo. La manifestazione vuole raccogliere il sostegno di tutti i cittadini e delle famiglie del nostro territorio, è apartitica e apolitica, e ovviamente aperta a tutti.
Il ritrovo è alle ore 9:45 davanti al Duomo per la “biciclettata” organizzata dal gruppo amici della bici (critical mass), poi dalle ore 11 in Piazza della Libertà (quella della foto sopra) partenza del corteo a piedi con le bici in mano per le vie del centro: Corso Mazzini, Via Zeffirino Re, Piazza Amendola, Via Strinati, Corso Sozzi. 

Parafrasando il cartello esposto dai commercianti, altrettanti cittadini vorrebbero che recitasse: “CITTADINO VAI AVANTI: E’ ora di restituire il centro a ciclisti e pedoni”

Proviamoci!

Cesena 5 stelle sostiene e promuove  l’iniziativa e invita tutti i simpatizzanti ad aderire alla manifestazione pacifica. Facciamo sentire la nostra voce e dimostriamo ai nostri concittadini che avere un centro storico senza auto non farà altro che migliorare lo spazio di tutti.
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PERCHE’ CE LO TENIAMO?

Senza la servitù mediatica Silvio Berlusconi sarebbe stato costretto a dimettersi già da tempo. Oggi a Milano una manifestazione con Eco e Saviano per chiedere le dimissioni.

Durante una presentazione di “Il partito dell’amore“, un signore del pubblico ha alzato la mano e mi ha chiesto, un po’ a brutto muso: “Ma lei crede davvero di battere Berlusconi con questi libri?”. Ho risposto che faccio il giornalista, che il mio lavoro consiste nel raccontare i fatti e non nel “battere” un politico. E che quella domanda avrebbe dovuto farla non alla presentazione di un libro, ma in una sezione del Pd o di qualche altro partito di opposizione.
Non credo di essere stato convincente. Nell’era berlusconiana è diffusa una visione catartica dell’informazione: se si parla tanto di un problema, alla fine si risolve. L’idea ha un suo fondamento, ma spesso è portata all’estremo. Qualche anno fa seguivo la vertenza di un’azienda torinese che rischiava di chiudere. Ho chiesto ai rappresentanti dei lavoratori quali iniziative avessero adottato fino a quel momento e la risposta è stata, testuale: “Sono già venute le Iene e abbiamo una mezza parola dal Gabibbo“. In netto subordine veniva il “tavolo” aperto dal sindacato con la giunta regionale del Piemonte.

Oggi pomeriggio al Palasharp di Milano, migliaia di cittadini si riuniscono nella manifestazione indetta da Libertà e Giustizia per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi, in seguito all’ennesimo scandalo che l’ha coinvolto, e forse il più grottesco: il caso “bunga bunga“.
Soprattutto all’estero, la domanda ormai più ricorrente è questa: “Ma perché ve lo tenete ancora?”. Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista e presidente onorario di LeG, in un’intervista all’Espresso ha fornito una riposta semplice, ma non scontata: “Non siamo antipolitici: la vita pubblica si svolge con i partiti, l’alternativa a Berlusconi si costruisce in Parlamento e alle elezioni. Su questo fronte, finora grandi risultati non se ne vedono”.

Ecco, in sintesi, perché “ce lo teniamo”. Ci sono tanti libri e tante inchieste giornalistiche che raccontano i mille lati oscuri di Silvio Berlusconi – i processi per i più svariati reati, le leggi vergogna, i casi Previti e Dell’Utri, le “papi girl”, per fare solo qualche esempio – e ci sono, in queste settimane, tante manifestazioni che invocano la sua cacciata da palazzo Chigi. I fatti lo inchiodano, l’indignazione monta, ma a un certo punto sembra esserci un collo di bottiglia dove queste energie si smorzano. E questo collo di bottiglia è la politica istituzionale di cui parla Zagrebelsky.

Persino nei momenti in cui il Cavaliere è in crisi massima, il centrosinistra stenta ad aumentare i consensi, primo fra tutti il Partito democratico. Anche gli elettori “potenzialmente più mobili e collocati al centro non vedono alternative praticabili”, scrive Renato Mannheimer sul Corriere della Sera del 23 gennaio, “e finiscono, più o meno volentieri, con il confermare la loro fiducia al Cavaliere. Senza che l’opposizione o il terzo polo riescano a persuaderli. È questo il motivo per cui anche l’elettorato cattolico – che pure dovrebbe essere più sensibile agli ultimi avvenimenti – non appare avere mutato più di tanto le proprie preferenze”.

. Certo che il centrosinistra sconta il quasi monopolio televisivo del Cavaliere. Il Tg1 e tutti i Tg di Mediaset sono piegati come mai prima ai suoi interessi personali, e uno stuolo di giornalisti delle testate di famiglia o simpatizzanti è pronto immolarsi nei talk show per difendere l’indifendibile. Senza questa vasta servitù mediatica, sempre pronta a spazzare lo sporco sotto il tappeto, probabilmente Berlusconi sarebbe stato costretto a dimettersi già da un bel pezzo, anche prima del caso bunga bunga. Ma l’opposizione fa abbastanza per rompere questo monopolio? E soprattutto: fa abbastanza per raccogliere, se non altro, quello che Berlusconi perde per strada? O si accontenta, anche lei, di una mezza parola dal Gabibbo?

Fonte: Cado in piedi
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Licenziamoli tutti!

 

L’8 settembre 2007 in occasione del Vday 1, decine di migliaia di persone firmarono in tutta l’Emilia Romagna la proposta di legge “Parlamento Pulito“. In tutta Italia in due giorni furono raccolte 350.000 firme in tutta Italia.

Che cosa chiedeva questa legge? Tre semplici cose: fuori i condannati dal Parlamento e dalle altre istituzioni, massimo 2 mandati (10 anni) non cumulabili tra Comuni, Province, Regioni, Parlamento italiano ed europeo, ripristino della scelta dei candidati con preferenze uninominali.
La legge è insabbiata nel Parlamento dei nominati dalle segreterie di partito. Le firme di 350.000 cittadini sono nascoste nei cassetti. Ora vediamo il perchè…

Facciamo un piccolo esperimento sui cosidetti “leader” che tutti i giorni blaterano del nulla a spese nostre su telegiornali e giornali assistiti da denaro pubblico. Da quanto sono professionisti della politica?

FINI è in Parlamento dal 1983 (28 ANNI), CASINI in Parlamento dal 1983, già consigliere di Bologna nel 1980 (31 ANNI), BOSSI in Parlamento a Roma dal 1987 (24 ANNI) + CONDANNATO PER FINANZIAMENTO ILLECITO AI PARTITI PER LA TANGENTE ENIMONT, BERLUSCONI in Parlamento dal 1994 (17 ANNI) con diversi RINVII A GIUDIZIO, BERSANI nelle istituzioni da oltre 30 ANNI come presidente comunità montana Piacenza, consigliere regionale, presidente Emilia-Romagna, Ministro, Parlamentare. DI PIETRO in Parlamento Europeo, italiano e Ministro dal 1996 (15 ANNI), VENDOLA in Parlamento e consiglio regionale Puglia dal 1992 (19 ANNI).

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