Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Di Natascia Guiduzzi

Oggi, 25 novembre,  è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e oggi più che mai, va ribadito con forza che la violenza sulle donne oltre ad essere una barbarie è una delle principali cause di morte fra le donne, in Italia. Ecco i dati:

  • la violenza è la prima causa di morte (in Europa) per le donne fra i 14 e i 44 anni
  • l’Istat ci fece sapere che in Italia ogni tre morti violente, una riguarda una donna uccisa per mano del proprio partner
  • il 90% delle donne che subisce violenza NON ha il coraggio di denunciare il proprio aggressore.

I dati sono agghiaccianti, ed è ancora più agghiacciante che questi dati passino nella più totale indifferenza generale, come se la violenza sulle donne non fosse un problema di tutti.

La prima causa di morte, così come dicono i dati europei, vuol dire che un marito, un fidanzato, un convivente, un padre uccide più di un incidente stradale, un tumore, la depressione, o qualsiasi altra malattia vi venga in mente.

Nella nostra città, la Cesena del terzo millennio, solo nell’ultimo anno sono stati 3 gli omicidi di donne ad opera di ex compagni. In tutta onestà questi dati mi fanno rabbrividire e dovrebbero indignare e produrre una reazione di sostegno alle donne vittime di violenza, da parte della società civile. Ma così non è. La nostra città è ancora silente sul tema, come se la violenza sulle donne sia un fatto privato da gestire dentro le mura domestiche. Ciò mi fa chiedere se viviamo nella moderna Cesena, o nelle caverne del paleolitico.

Care amiche, colleghe, concittadine, se siete vittime di violenza, denunciate il vostro aggressore! Solo la denuncia costante e urlata con forza, è la soluzione per mettere all’indice questo comportamento  animale.

Se picchi una donna non sei “più maschio”, sei solo più bestia.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Riunione pubblica.

Oggetto: RIUNIONE PUBBLICA DEL 21.11.2011

Dopo il successo della precedente riunione tenutasi il 4 novembre, al fine di favorire la maggior partecipazione possibile ai cittadini interessati, ci ritroviamo per continuare la discussione sul nuovo progetto proposto dal Comune di Cesena per la realizzazione di un parcheggio interrato in Zona Serraglio e/o Carducci e per un approfondimento del tema della mobilità e del Centro storico.

In particolare è doveroso affrontare i seguenti argomenti:

  1. Costi del progetto.
  2. Qualità dell’aria.
  3. Effetti paesaggistici.
  4. Aumento del traffico.

Lo sviluppo e la discussione degli argomenti sopra citati, si svolgerà nel corso della riunione organizzata in data 21.11.2011 ore 21.00 presso sala di Assiprov via serraglio, 18 – Cesena alle ore 21.00.

L’invito è aperto a tutte le persone che si sentono interessate all’argomento e vogliono dare il loro contributo alla discussione dei temi proposti. Diffondete.

Movimento 5 stelle – Cesena

Per info: info@cesena5stelle.org – Natascia 347.4510269

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

ODG: su riprese video delle sedute del Consiglio Comunale.

Oggi è stato presentato un Ordine del Giorno per il Consiglio Comunale previsto per il 24 novembre, che tratta delle riprese del Consiglio stesso.

Quì trovi il documento presentato.

Dopo l’entrata in vigore del nuovo Regolamento del Consiglio Comunale, l’amministrazione si è impagnata a riprendere e pubblicare le sedute del Consiglio sul sito del Comune di Cesena e sono state vietate le riprese ai cittadini. Attualemnte le riprese pubblicate risalgono a Luglio 2010. Con questo OdG, vogliamo abbrogare l’articolo che vieta le riprese ai cittadini e spronare l’amministrazione a pubblicare i video nel più breve tempo possibile.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

A Cesena arriva Sirio e si sprecano 400.000 euro.

L’amministrazione comunale maschera con buoni e lodevoli intenti uno spreco enorme di denaro pubblico.
In un momento come il presente, nel quale bisogna razionalizzare le risolse disponibili è di vitale importanza non affrontare spese che non possano avere un qualche ritorno economico per il Comune: investire, non sprecare.
Siamo ben favorevoli alla pedonalizzazione del centro storico e a un giro di vite sul rispetto delle regole, ma riteniamo che l’installazione del Sistema Sirio, prima di tutto non raggiunge gli obiettivi suddetti e in secondo luogo costa cifre che il nostro comune, in un momento di tagli alla spesa pubblica come quello che stiamo vivendo, non si può permettere di fare (400mila euro) perchè non rientrerà mai dall’investimento.
Si potrebbe raggiungere lo stesso obiettivo, meno auto in centro storico e rispetto della ZTL,  con metodi meno repressivi, molto più economici (circa 10 volte in meno) e ben più efficaci come razionalizzando e potenziando l’operato dei vigili urbani e adeguando gli orari delle aree delle ZTL in centro storico.
Non sempre la repressione è il metodo migliore, anche perchè con il metodo Sirio sarà facile avere deroghe per il tal politico o il tal personaggio influente, andando a peggiorare il già forte senso di impotenza e disuguaglianza che circola tra i cittadini cesenati.
Inoltre in  vista del risarcimento che il Comune deve alla Parcheggi spa, se non vogliamo un bilancio in deficit e che i cittadini non siano i primi a pagare, dobbiamo accantonare quella cifra per “donarla” appunto a quella ditta privata, come “simpatica” eredità delle amministrazioni passate.
Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Piatti di plastica: ecco perché non si riciclano

fonte TERRANAUTA

Ma perché piatti, bicchieri e posate di plastica non si riciclano?

Questa è una domanda ricorrente tra i consumatori. È forse colpa del tipo di materiale plastico usato? Dello spessore? Sono gettati via troppo sporchi?

La realtà è che si tratta solo di un problema legislativo. Le normative europea ed italiana prevedono, infatti, l’obbligo di riciclaggio solo per i prodotti in plastica che rappresentano imballaggi. E’ sancita per legge la responsabilità condivisa, in fatto di raccolta e riciclo degli imballaggi (indipendentemente dal materiale di cui sono costituiti, quindi plastiche come anche carta, cartone, alluminio, vetro, ecc.), tra i produttori e le pubbliche amministrazioni.

La normativa stabilisce, in pratica, il principio che chi inquina deve pagare, ossia deve assumersi l’onere economico del trattamento opportuno dei prodotti dopo il loro scarto. Le amministrazioni (tramite società pubblico-private ed ex municipalizzate) recuperano gli imballaggi dalle abitazioni dei singoli cittadini, dagli uffici e dai piccoli esercizi commerciali. I produttori, invece, riuniti in specifici consorzi nazionali, li raccolgono presso i grandi esercizi commerciali e le aziende. Tali consorzi versano ai Comuni un corrispettivo economico che ha lo scopo di coprire le spese legate alla raccolta differenziata e all’avvio verso il riciclo. Il recupero delle materie plastiche è di competenza del COREPLA (COnsorzio Recupero PLAstica), che confluisce insieme agli altri consorzi di filiera nel CONAI (COnsorzio NAzionale Imballaggi).

Piatti, bicchieri e posate di plastica non si riciclano, dunque, esclusivamente perché non costituiscono imballaggi, pertanto i produttori non versano per essi alcun contributo al CONAI. Ciò non impedisce alle singole amministrazioni pubbliche di recuperare le stoviglie in plastica ed avviare anch’esse al riciclo. Ma ovviamente tale processo ha un costo non indifferente che i Comuni, mancando il contributo da parte delle aziende produttrici, spesso non possono affrontare. Continua la lettura di Piatti di plastica: ecco perché non si riciclano

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Delibere, Interpellanze, Mozioni, video Consigli Comunali M5S Cesena

Guarda i video di tutte le sedute del Consiglio comunale

 

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Balzani, Bulbi e il processo agli inceneritori

fonte Destinazione Forlì.

Le Amministrazioni locali si costituiscono parte civile nel processo che vedrà gli inceneritoristi Hera e Mengozzi sul banco degli imputati. Forse è il caso di dire “finalmente una ventata di aria fresca”!

Il Comune è intervenuto prontamente sulla questione, crediamo, anche stimolato dall’interpellanza che DestinAzione Forlì ha presentato nell’ultimo Consiglio Comunale e con una riunione di Giunta ha deciso di prendere una posizione netta a favore dei cittadini.

Ringraziamo il Sindaco Balzani, l’Assessore Bellini e tutti coloro che hanno contribuito a questa decisione, in forte discontinuità con la precedente Amministrazione che, pur guidata dallo stesso partito, mai avrebbe fatto una scelta simile.

La Provincia, che a suo tempo concesse le autorizzazioni, stretta in un angolo, ha deciso di non rimanere isolata e fare da sola brutta figura.

Nelle ore in cui Berlusconi annuncia le dimissioni, Bulbi annuncia di stare con i cittadini contro gli inceneritori. Forse, per un giorno soltanto, il mondo ha girato dalla parte giusta.

Mengozzi corre subito ai ripari citando le sue inoppugnabili fonti scientifiche: “se fossi convinto della nocività non mi nutrirei con i prodotti dell’orto che ho in via Zotti”. Siamo sgomenti davanti tanta competenza e concretezza.

Dato che nelle sue dichiarazioni esprime la volontà di fare un altro mestiere nella prossima vita, gli suggeriamo di iniziare fin d’ora a pensarci perchè noi non abbiamo nessuna intenzione di mollare.
La querela che la società Mengozzi ha deciso di portare avanti nei nostri confronti da svariati mesi non ci intimidisce, anzi ci spinge ad andare avanti con più decisione.

Se “la prima cosa” a cui tiene è la salute, allora abbia il coraggio di chiudere bottega e dedicarsi di più al suo orto.

Raffaella Pirini
Consigliere Comunale a 5 Stelle
Lista Civica DestinAzione Forlì

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Hera rimborsa la tariffa la depurazione.

Il Movimento 5 stelle informa i cittadini che è stato pubblicato sul sito del gestore HERA S.p.A. l’elenco di coloro che hanno diritto al rimborso della quota di tariffa di depurazione, non essendo collegati ad impianti di depurazione attivi e, di conseguenza, non avendo un allaccio alla rete fognaria.

La Corte Costituzionale, con sentenza 335/2008, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 14 comma 1 della legge 36/1994 e dell’art. 155 comma 1 D.L. 152/2006 nella parte in cui prevedono che “la quota di tariffa riferita ai servizi di pubblica fognatura e di depurazione sono dovute dagli utenti anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Pertanto, le tariffe per lo scarico dei reflui in fognatura e la depurazione delle acque calcolate nella bolletta per il servizio idrico, non sono dovute per gli utenti che non sono collegati ad impianti di depurazione attivi. Conseguentemente tutti coloro che hanno versato tale tariffa, possono richiedere il rimborso e la restituzione delle somme versate.

L’elenco è consultabile all’indirizzo www.gruppohera.it/clienti. Per accedervi è sufficiente inserire il nome del Comune di interesse e cliccare sull’immagine “ATO8 rimborso tariffa depurazione ” oppure cliccare sul seguente link
http://www.gruppohera.it/clienti/casa/casa_lista_servizi/casa_acqua/ato8_rimborso/32122.html .

Per gli utenti è prevista già da ora la possibilità di richiedere il rimborso della quota di tariffa di depurazione compilando il modulo messo a disposizione sul sito di Hera.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)