Lettera firmata.

Pubblichiamo testo integrale della e-mail spedita da Matteo Sacchetti (presumiamo cittadino Cesenate), ad alcune testate giornalistiche, in risposta al nostro comunicato sul caso “Pass invalidi”.

Buona sera,

da elettore del movimento a 5 stelle con ormai più di una perplessità vi scrivo una nota chiedendovi, se lo riterrete opportuno, di pubblicarla.

Natascia Guiduzzi, Consigliere Comunale del m5s a Cesena, ha commentato la vicenda dei pass invalidi utilizzati impropriamente lodando il comportamento della Biguzzi dimissionaria.(1)

Nella nota, che ho cercato sul loro sito (http://www.cesena5stelle.org) per vedere la versione integrale, non è riportato una sola volta il nome di Antonella Celletti.

Questa mattina ho provato ad inserire un commento in merito sul sito stesso e, alla faccia della trasparenza, non me l’hanno pubblicato!! (2) Il movimento 5 stelle, che per i principi che ne costituiscono gli elementi fondanti dovrebbe essere attaccato in modo indissolubile al rispetto delle regole, non chiede né le scuse alla consigliera leghista né tantomeno le dimissioni. Anzi, pare proprio essersela dimenticata completamente!

Con la presente quindi vorrei chiedere pubblicamente alla Guiduzzi di assumersi la responsabilità di una scelta: il movimento di Cesena intende chiedere pubblicamente le dimissioni della Celletti oppure preferisce limitarsi ad un piccolo rimprovero facendo finta che tutto non sia mai successo? I loro colleghi bolognesi, trovandosi di fronte ad un Consigliere Provinciale caduto in un errore simile, sono stati ben più chiari!(3)

Resto in attesa di sapere, per poter inserire anche questo elemento nella “scatola dei ricordi” della vicenda, da aprire quando avremo nuovamente l’occasione di votare i “nostri rappresentanti”.

Matteo Sacchetti

(1) il comunicato stampa non è firmato solo da Natascia Guiduzzi ma da tutta la Lista Civica Cesena 5 stelle
(2) il commento da lui nominato è regolarmente pubblicato. Il sito non pubblica automaticamente i commenti, il commento di Matteo più un altro, sono stati pubblicati manualmente dalla persona che gestisce il sito non appena ne ha avuto notifica.
(3) il caso bolognese è ben diverso da questi: il Consigliere coinvolto deteneva il pass di un suo famigliare defunto da un paio di anni.

Il commento di Matteo Sacchetti è stato pubblicato sul sito del M5S di Cesena per trasparenza: ogni commento, di critica o di elogio che sia, è fondamentale. Nessuna censura è mai stata applicata né mai lo sarà poiché la censura, azzerando il confronto, mina le fondamenta del MoVimento stesso.

Riguardo alla consigliera Celletti, non ci è affatto sfuggita la sua differente scelta di comportamento, ma non è stata citata proprio in quanto l’opinione che ci siamo sentiti di dare riguardava solo la consigliera Mara Biguzzi, il cui comportamento (le dimissioni) ci è sembrato degno del ruolo da lei ricoperto, e che pertanto meritava il nostro pubblico rispetto specialmente in una Italia dove i politici non assumono mai responsabilità individuali.

In un sistema dove lo scarica barile e la non assunzione delle proprie responsabilità sono ormai standard de facto, il M5S ha ritenuto importante esaltare questa peculiarità della vicenda: una peculiarità più unica che rara, che dovrebbe servire d’esempio a tanti altri rappresentanti della cosa pubblica.

Invitiamo pertanto Matteo Sacchetti e tutti gli altri cittadini che si sono posti le stesse domande, a partecipare alle riunioni del M5S per dare il proprio contributo, perchè siamo convinti che l’unico modo per cambiare questa politica è partecipare ed assumersi le proprie responsabilità.

Cesena 5 stelle

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Travolta dallo scandalo per uso di pass invalidi di un suo famigliare, si dimette la Consigliera Comunale Biguzzi

Pubblichiamo nota in merito alle dimissioni della Consigliera Mara Biguzzi che nei giorni scorsi è stata al centro della discussione mediatica per aver usato impropriamente il pass invalidi detenuto da un suo famigliare.

Il Movimento 5 stelle di Cesena non intende approfittare di questa vicenda per effettuare sciacallaggio mediatico verso un rappresentante pubblico delle istituzioni.

Condannando l’uso improprio del pass invalidi, che anche a livello nazionale proprio per i troppi abusi desta grande indignazione, ci preme sottolineare che, proprio per l’incarico di amministratrice pubblica che rivestiva la Biguzzi questo gesto è ancora più riprovevole perché un amministratore dovrebbe sempre dare l’esempio di rettitudine.

La Consigliera Biguzzi sui giornali nei giorni scorsi si era assunta pubblicamente le proprie responsabilità senza travisare i fatti, riconoscendo l’errore e, dimostrando uno spirito di servizio e senso delle istituzioni davvero encomiabile, aveva chiesto scusa a Consiglio, Sindaco, Giunta e cittadini. Dopo le sollecitazioni dei cittadini e della stampa si è dimessa.

Persone che si comportano come lei (riconoscono l’errore e ne pagano le conseguenze) ce ne sono poche, e gli va riconosciuta onestà intellettuale. Di questi tempi, a chi paga per i propri errori, dovrebbe andare il nostro rispetto.

Ci auguriamo che serva da esempio a quei rappresentanti delle istituzioni che gestiscono allegramente la propria vita nel privato e a quelli che gestiscono allegramente la cosa pubblica. Sarebbe auspicabile che le odi di quanto successo nella piccola Cesena possano arrivare lontano e anche dalla lontana Roma ne possano trarre esempio.

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13.000 euro di indennizzo ai lavoratori licenziati.

Pubblichiamo Comunicato stampa del  COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI LICENZIATI ASTER COOP – CESENA

Come coordinatrice del Comitato di Solidarietà invio il comunicato che segna la conclusione del lavoro sulla vicenda dei licenziamenti ASTER COOP, aperto all’osservazione dei limiti e delle contraddizioni dell’intero Sistema Coop.

Ritengo che l’evento dei 23 licenziati ASTER COOP sia una macchia difficilmente cancellabile nella bella storia della cooperazione, riportata anche nelle carte dei valori tuttavia in contrasto con ciò che succede di fatto.

Come potremmo chiamare la negazione del diritto al lavoro?

Ciascuno di noi, personalmente e istituzionalmente deve porsi questa domanda. Giustizia esigeva che ASTER COOP reintegrasse i lavoratori.

Il risarcimento resta comunque la monetizzazione di un diritto. 
Vi prego di publicare anche l’intera lettera.  
Graziella Zuffi

Il Comitato, sorto nel mese di agosto 2011 a seguito del licenziamento immotivato di 23 soci lavoratori della cooperativa ASTER COOP,  conclude la propria attività a seguito della conciliazione della controversia di lavoro davanti al Tribunale di Forlì, tra ASTER COOP e 13 dei 15 soci lavoratori che erano rimasti in causa (due hanno preferito non avvalersi dell’accordo e proseguire la causa).

Ciascun socio-lavoratore ha ricevuto da ASTER COOP a titolo di indennizzo la somma di € 13.000,00, largamente superiore a quella di € 4.500,00 che i sindacati avevano accettato nel mese di settembre nel “tavolo” di trattativa promosso dal Comune di Cesena tra sindacati e impresa. Continua la lettura di 13.000 euro di indennizzo ai lavoratori licenziati.

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COMUNICATO DEL MOVIMENTO 5 STELLE FORLì E CESENA SU GRAVE INFORTUNIO AVVENUTO NEL MAGAZZINO COOP DI FORLI’

Il Movimento 5 stelle di Forlì/Cesena sta seguendo con forte preoccupazione la vicenda del lavoratore che ha subito un grave infortunio ieri pomeriggio nella piattaforma logistica di Centrale Adriatica in via don E. Servadei a Forlì (magazzino COOP).

Senza entrare nel merito della vicenda, su cui ci auguriamo possano far luce le autorità competenti, e esprimendo solidarietà al lavoratore coinvolto nel gravissimo infortunio e alla sua famiglia, non ci esimiamo dal fare qualche considerazione politica sulla vicenda.

Da mesi è tutto un fiorire di articoli che da Bologna a Rimini, da Milano a Roma fino ad arrivare alle recentissime vicende di Cesena (23 lavoratori licenziati senza giustificato motivo) portano agli onori della cronaca le poco edificanti vicende del mondo cooperativo. I lavoratori protestano, portando alla luce le vicende più disparate: dallo spionaggio sui lavoratori alle condizioni di lavoro durissime a tratti disumane, dal perseguimento ossessivo della massima produttività, dai ricatti all’assenza di diritti elementari, fino ad arrivare al mobbing e alle percosse.

Accuse gravissime che ci preoccupano e che, dopo l’infortunio di ieri, gettano gravissime ombre sulla tutela elementare della sicurezza sul posto di lavoro.

La natura mutualistica propria del sistema cooperativo dovrebbe prevedere la massima tutela del lavoratore e il massimo investimento per la messa in sicurezza di tutto l’impianto lavorativo. Dalle testimonianze del lavoratori si evince invece che i ritmi all’interno delle piattaforme sono frenetici che vengono imposti ai dipendenti un livello minimo di produttività (si parla di una richiesta minima a persona di 140 colli preparati all’ora quando sarebbe ragionevole riuscire a farne 80) e che i lavoratori che non raggiungono tale livello vengono vessati e minacciati.

A questo punto occorre fare una profonda riflessione. La politica commerciale della Coop si fonda su poche regole chiare che da sempre attraggono consumatori che acquistando un prodotto contribuiscono alla crescita dell’azienda e fra queste figura in bella mostra su tanti prodotti la scritta “questo prodotto è realizzato senza sfruttamento del lavoro”. Dopo gli articoli di denuncia dei lavoratori, i licenziamenti sommari e gli infortuni qualche ombra si getta su questo fondamentale principio. Trovano anche comprensione quei soci che, basiti dalle notizie che arrivano, decidono di rinunciare alla tessera di socio.

Sarebbe interessante capire cosa è successo in questi anni al sistema cooperativo. Se la coop si proponeva come soluzione alternativa facendo della sostenibilità, della mutualità e della tutela dell’ambiente i propri cavalli di battaglia, quando e per quali motivi ha abbandonato la propria mission? 

Di:

Natascia Guiduzzi – Consigliere Comunale Cesena

Raffaella Pirini – Consigliere Comunale Forlì

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Il patrimonio dimenticato

Cesena 14 marzo 2012

Ho passato la mattina in un luogo meraviglioso. Un signore d’altri tempi mi ha accompagnato a visitare centinaia di reperti archeologici di inestimabile valore, tutti ritrovati sul suolo cesenate. C’era di tutto: ceramiche uniche che risalgono ad una epoca storica che va dal 1.200 al 1.600, vasellame dell’epoca bizzantina, lucerne, vasi, reperti risalenti a tombe romane e addirittura piccolissimi contenitori di balsami o unguenti risalenti all’età del bronzo. Resti di lapidi, sassi di demarcazione dei confini (uno riportava la scritta romana “la mia proprietà si estende per 200 passi”), ciondoli, amuleti, monete. Il pensiero che quegli oggetti siano appartenuti a persone ormai lontane nel tempo e che fossero arrivati a noi attraversando 4.000 anni, scatenava la mia fantasia.

Meraviglioso!

Naturalmente, siamo in Italia, questi reperti così preziosi e unici nessuno può vederli!

Giacciono in un magazzino piccolissimo, non accessibile al pubblico, totalmente dimenticati dalla nostra cultura moderna. Il signore che se ne occupa li tiene in scaffali ordinatissimi dentro scatole di cartone, catalogati, puliti, integri. Nessuno lo paga per farlo, dopo aver lavorato una vita per le belle arti adesso è in pensione. Ha ricevuto promesse su promesse dalle varie amministrazioni per valorizzare questo patrimonio storico culturale, completamente disattese.

Mi ha invitato a vederle per cercare di ottenere il nostro aiuto “per valorizzare questo patrimonio inestimabile” e per fare in modo che si possa creare un luogo adatto ad esporle.

Una città che dimentica la propria storia, non ha futuro.

Natascia Guiduzzi

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Riflessione sul sondaggio Pd del Comitato “Lasciateci l’aria per respirare”

Riceviamo e pubblichiamo, fonte:  Comitato Lasciateci L’aria per respirare – Cesena

Che sorpresa leggere i risultati del sondaggio del Pd, da cui si evince che ben il 61% degli interpellati si dice favorevole alla completa pedonalizzazione del centro storico. Non solo, gli intervistati sono convinti che la pedonalizzazione riduca l’inquinamento, renda la città più bella e più vivibile, e non comporti la desertificazione del centro con conseguente crollo degli incassi, come invece sostengono i commercianti e le associazioni di categoria.

A questo punto ci chiediamo: ma se l’Amministrazione comunale può contare su così ampio consenso, perché non avviare fin da subito l’agognata pedonalizzazione, senza attendere la ristrutturazione di piazza della Libertà? Percentuali così alte dovrebbero infatti far dormire sonni tranquilli ai nostri amministratori, anche di fronte alle scelte più difficili.

Intanto dall’ennesimo sondaggio del Pd (che già qualcuno ha paragonato a quelli della Bulgaria ai tempi del Comecon) apprendiamo ancora una volta che a Cesena tutto va bene (Berlusconi docet?). Strano, perché camminando per strada e ascoltandone i commenti, gli umori dei cesenati non sembrano collimare con i risultati trionfalistici di questa indagine, certamente influenzati dall’onda della gestione dell’emergenza neve, senza negare comunque il massimo impegno messo in campo dai nostri amministratori.

Ma d’altronde questo apologia era inevitabile, dal momento che la Giunta è convinta di aver già rispettato tutti i punti del programma, come emerso dalla presentazione di metà mandato dello scorso novembre. Il sindaco Paolo Lucchi aveva, in seguito, ammesso di essersi un po’ pentito di cotanta autocelebrazione, ma evidentemente il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Comitato ‘Lasciateci l’aria per respirare’

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NO TAV – Salviamo la valle.

Il Movimento 5 Stelle di Cesena sabato 10 dalle 9 alle 12 e dalle 15,30 alle 19 sarà in piazza Almerici per informare i cittadini dell’enorme spreco di denaro pubblico che è la Tav in Val di Susa. Un’opera inutile dal costo economico e sociale di 22 miliardi di euro che come hanno spiegato benissimo 350 docenti universitari non ha senso economico, logistico, di razionalizzazione. Un’opera inutile, che come denunciato dall’ex magistrato Ferdinando Imposimato rischia diventare la “madre di tutte le corruzioni” e delle infiltrazioni mafiose.

Mentre ci si prepara a sprecare miliardi di euro nella TAV in Val di Susa, il territorio della provincia di Forlì-Cesena si trova di fronte al caso dello scalo merci di Villa Selva, la nostra TAV romagnola”.  Costato circa 30 milioni di euro, il suo attuale parziale utilizzo comporta un aggravio di costi ed un mancato introito. Un investimento da 30 milioni di euro che doveva garantire il pareggio di bilancio con 6-7 convogli al giorno, ne vede attualmente passare la miseria di 1 al giorno.

 Prima di pensare di buttare altro denaro pubblico nella TAV in Val di Susa la politica pensi a far funzionare bene i treni regionali, spesso molto più simili ai treni che deportavano gli ebrei che non ad un dignitoso traspoto pubblico per centinaia di pendolari, le reti locali e lo scalo di Villa Selva.

 

Natascia Guiduzzi

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