Riduzione degli stipendi dei vertici Hera: la posizione ambigua del PD Cesenate.

Si è tenuta ieri 22 ottobre 2012 una seduta del Consiglio Comunale di Cesena che aveva fra i punti all’odg la mozione presentata dal gruppo della Lega Nord e da noi fortemente sostenuta che vedete sotto. La mozione era volta a ridurre il numero dei componenti del CDA di Hera e i loro compensi con un messaggio politico chiaro ed esaustivo, recitava infatti nel deliberato:

Impegna il Sindaco e la Giunta ad attivarsi presso le sedi competenti per operare a favore della riduzione del numero e delle retribuzioni dei dirigenti di Hera e di tutte le società partecipate e controllate dalla stessa; a chiedere che lo stipendio massimo ed omnicomprensivo non possa essere più alto di euro 294.000, importo previsto dal decreto Monti sugli stipendi massimi dei dipendenti pubblici, perchè questa SpA, pur perseguendo il massimo profitto come fanno le iniziative private, è comunque di proprietà pubblica e i suoi dirigenti devono essere considerati o equiparati a dipendenti pubblici. 

Odg – Lega Nord Riduzione stipendi vertici HERA

Vi riferiamo gli esiti della votazione:

Favorevoli: IDV, SEL, Cesena 5 stelle, PRI, Lega Nord, UDC.

Contrari: PD.

Astenuti: nessuno

Contestualmente alla presentazione del suddetto OdG il PD ha proposto una propria mozione che trovate sotto. La natura delle intenzioni politiche è leggermente diversa.

Odg PD – Riduzione stipendi vertici Hera

 

Vi riferiamo gli esiti della votazione:

Favorevoli: PD, IDV, SEL.

Contrari: nessuno

Astenuti: Cesena 5 stelle, UDC, PRI, Lega Nord.

Notate le differenze.

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Assemblea del Movimento 5 Stelle Di cesena

Movimento 5 Stelle di Cesena – Assemblea Pubblica

 

Pensi che in città ci siano problemi che vanno affrontati?

Vieni a parlarcene!

Vuoi far qualcosa per il tuo territorio?

Vieni e partecipa alla vita politica della città!

Hai qualche competenza? Vieni e mettiti a disposizione!

Ciao a tutti, martedì 23 ottobre ore 20.45 ci vediamo presso Borgo Etico

per dialogare insieme in base al seguente Ordine del giorno:

Ore 20.45 chiacchiere di saluto

Ore 21.00 relatore Natascia: riassunto del Consiglio Comunale del Lunedì 22

Ore 21.15 relatore Ivan: organizzazione serata Piero Ricca del 22 novembre…. Manca solo un mese!

Ore 21.45 relatore Ivan: organizzazione prossimi banchetti.

Ore 22.15 relatore Natascia: aggiornamento elezioni politiche nazionali

Ore 22.30 relatore Lando: aggiornamento giornalino

Ore 22.45 relatore Vittorio: Open DAy cinque stelle.

 

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Assemblea Movimento 5 stelle Cesena

Movimento 5 Stelle di Cesena – Assemblea Pubblica

Pensi che in città ci siano problemi che vanno affrontati?

Vieni a parlarcene!

Vuoi far qualcosa per il tuo territorio? 

Vieni e partecipa alla vita politica della città!

Hai qualche competenza? Vieni e mettiti a disposizione!

Martedì 16 ottobre alle 20.45

presso

“Sala Terra” della Cooperativa Borgo Etico

Via Cavalcavia, 90 – Cesena

si terrà una

Assemblea Pubblica

Movimento 5 Stelle di Cesena

a cui puoi partecipare.

Non mancare!

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Fusione Hera-Agegas. Testo dell’intervento di Natascia Guiduzzi Consigliere Comunale Lista Civica Cesena 5 stelle

 

 

Nelle foto alcuni momenti della manifestazione svoltasi in aula durante le discussione.

Con tutto il rispetto, signor assessore, lei ci sta raccontando delle storie ormai fuori dal tempo e dalla realtà.
La costituzione sancisce chiaramente che la sovranità appartiene al popolo e 27 milioni di persone, alla votazione refendaria del 2011 hanno detto che vogliono i servizi strategici pubblici e partecipati. Fuori dalle logiche del mercato e del profitto. La sovranità dunque appartiene al popolo, non alle giunte o ai governi, ma men che meno a manager strapagati, a CDA o patti di sindacato. Al popolo.

Questa fusione va esattamente nella direzione opposta a quella che il popolo ci ha indicato! Non ha nemmeno senso discutere di fusione o non fusione. Siamo nella direzione sbagliata. Ma lo vogliamo capire o no che non è questa la strada? Invece di discutere di fusioni dovremmo fermarci e riflettere che Hera non è quello che ci hanno chiesto il 97% dei nostri cittadini cesenati. Il 97%! Se vogliamo rapportare questo dato al nostro consiglio comunale vorrebbe dire che su 31 consiglieri presenti, 30 hanno votato per la gestione pubblica dei servizi. Vedremo quindi in questa aula 30 voti contrari? Purtroppo no, perchè il partito democratico che aveva appoggiato con forza quel referendum, ha annunciato di essere favorevole a questa fusione. Talmente miope nella sua visione che non si è fermato a ragionare nemmeno quando è stato Abbandonato dagli alleati (IDV e SEL) che da Ravenna, dove la maggioranza si è spaccata e l’assessore al bilancio si è rifiutato di presentare la delibera in Continua la lettura di Fusione Hera-Agegas. Testo dell’intervento di Natascia Guiduzzi Consigliere Comunale Lista Civica Cesena 5 stelle
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FUSIONE HERA ACEGAS-APS, IL PD LONTANISSIMO DALLA VOLONTA’ POPOLARE.

Sempre più solo il Pd nei Comuni soci di Hera, la multiutility dispensatrice di dividendi, contributi e poltrone, nel tentativo di far approvare la delibera di fusione con AcegasAps. Gli alleati (Idv e Sel) lo abbandonano da Ravenna, dove la maggioranza si è spaccata e l’assessore al bilancio si è rifiutato di presentare la delibera in consiglio, a Forlì, dove il sindaco Roberto Balzani e il Pd sono contrari al matrimonio. La fusione ha creato scompiglio anche a Bologna, maggiore azionista di Hera, dove la seduta del 8 ottobre è stata interrotta più volte a causa delle manifestazioni in aula dei Comitati Acqua Pubblica. A Formigine la delibera non è passata, come a Porretta, Predappio, Cesenatico e Civitella.

Questa fusione scellerata si sarebbe dovuta discutere a lungo coi cesenati prima dell’approdo in Consiglio comunale. Ma così non è stato, in quanto la nostra miope amministrazione sostiene la fusione adducendo confuse motivazioni di economie di scala, senza aver visionato il piano industriale in commissione e senza che i rappresentanti nel Cda di Hera (tra cui il referente del Comune Roberto Sacchetti) venisse a spiegare ai consiglieri i dettagli della fusione.

L’operazione, concepita dai manager Hera senza consultare i cittadini (che sono i veri proprietari dell’azienda), conferma la volontà di gestire i servizi pubblici locali con una logica privatistica di mercato, nonostante gli italiani nel referendum del 2011 si siano pronunciati contrariamente e la Corte Costituzionale sia intervenuta (sentenze 199 e 200 del 2012) per ribadire l’esito referendario.

Passera e Monti hanno benedetto l’operazione con l’ingresso della Cassa depositi e prestiti nel capitale di Hera, ma così facendo ai territori verrà scippata la gestione dei servizi pubblici locali per consegnarli al mercato e i Comuni emiliano-romagnoli non conteranno più nulla. Con questa fusione, il rischio è che le bollette di acqua e rifiuti continueranno ad aumentare in modo spropositato, come il numero di dirigenti e manager strapagati, che già oggi ci costano 19 milioni di euro l’anno. La ricchezza prodotta se la intascheranno sempre di più i privati (già oltre il 40% dei dividendi).

Cesena 5 stelle non vuole contribuire in alcun modo all’ultimo atto espropriativo della sovranità popolare nella gestione dei servizi pubblici locali e voterà contro alla delibera. Fedele alla linea politica tenuta in questi anni continuerà a battersi al fianco dei cittadini.


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Giovedì 11 ottobre tutti in Consiglio Comunale a manifestare contro la fusione fra Hera e Agegas-aps

Giovedì 11 ottobre si discute in consiglio comunale la fusione Hera-Acegas. L’appuntamento è alle 15 in piazza del Popolo e poi dentro il consiglio comunale per seguire le votazioni e per difendere il risultato del referendum contro la speculazione finanziaria che sottrarrà ancor più la gestione di servizio idrico e rifiuti al controllo di enti locali e cittadini. ADESSO BASTA!

Di seguito il Comunicato dei Comitati per l’acqua bene comune Emilia Romagna contro la Fusione HERA/ACEGAS-APS:

“2.025.958 di cittadini dell’Emilia Romagna hanno votato al referendum contro la privatizzazione dell’acqua e per toglierla dal mercato, contro la remunerazione del capitale in bolletta.

Ora il Management di HERA decide di proseguire la politica delle fusioni e dei processi che porteranno alla privatizzazione dell’azienda, a partire dalla fusione di HERA con ACEGAS-APS SPA azienda che gestisce i servizi pubblici locali a Padova e Trieste e con propaggini in Bulgaria e in Serbia.Senza che nessun cittadino dell’Emilia-Romagna lo abbia mai discusso si procede su una strada contraria alla volontà referendaria dei cittadini e che toglie dai territori la gestione dei servizi pubblici locali per consegnarla ad una Mega azienda di dimensione sovraregionale e addirittura Multinazionale.I comuni dell’Emilia Romagna che già contavano poco nell’indirizzo dell’azienda, da domani conteranno meno e se le fusioni, come vuole il ministro Passera e il Presidente del consiglio Monti, facendo la Megamultiutility fondendosi con IREN continueranno, non conteranno PIU’ NULLA (già dopo questa fusione la quota dei comuni Emiliano Romagnoli scenderanno nel Patto di sindacato dei soci pubblici dal 51% al 42%).
Per questo entrerà nella partita anche il fondo FSI (Cassa Depositi e Prestiti) che diventerà azionista e nominerà 1 componente del CDA facendo sì, in questo modo, che il governo centrale più le banche controllino i servizi pubblici locali per portarli verso la privatizzazione indebolendo ulteriormente gli enti locali su una materia che dovrebbe essere di loro responsabilità. Più centralismo, meno decentramento, dopo lo strangolamento finanziario ci si muove verso la sottrazione del controllo e della gestione degli Enti locali sui servizi pubblici locali.Solo per fare un esempio vorremmo sapere quale sarà il potere contrattuale di un comune quando discuterà con HERA il costo di un servizio aggiuntivo sui rifiuti. E come farà l’assessore a sapere quale è il vero costo di un servizio, visto che il comune non lo gestisce più da anni. Forse i dividendi che percepisce come azionista, se li rimangerà tutti HERA (e forse sta succedendo così anche oggi).In compenso le bollette dell’acqua e dei rifiuti continueranno a schizzare verso l’alto (ad esempio, negli ultimi 6 anni, a fronte di un’inflazione al 15,5% sono cresciute a bologna del 38%).Le perdite idriche, non sono calate neanche di 1 punto percentuale da quando HERA è stata trasformata in SPA quotata in borsa e certo non caleranno in futuro, con una azienda sempre meno attenta agli investimenti (in calo dal 2007) ed alla manutenzione.Le uniche cose che aumentano e che aumenteranno dopo la fusione sono il colossale debito accumulato da HERA pari a 2.300.000.000 € che diventerà di circa 2.800.000.000 € .E’ necessario chiedersi alla fine chi pagherà, secondo noi questo debito sarà il motore della privatizzazione totale.Inoltre aumentano il numero di dirigenti e Manager strapagati che oggi costano ad HERA circa 19 milioni di € all’anno, cifra destinata a crescere dopo la fusione.

Aumenteranno le autobotti di acqua, che dalla pianura salgono in montagna, sia per la siccità, sia perché non si fa più manutenzione alle sorgenti ed ai piccoli acquedotti.

Cresce intanto la parte di utile dell’azienda che si intascano i privati che è ormai arrivato al 50% (azionisti privati + soci terzi), mentre in azienda rimane solo il 4% dell’utile.

Ci dicono che con i dividendi si garantiscono le entrate dei comuni per sostenerne i bilanci, ma è un sistema pazzesco quello che prevede che un cittadino bolognese, ad essere ottimisti, debba pagare almeno 3 € aggiuntivi nelle bollette per garantire 1 € di dividendo al comune e gli altri 2€ divisi fra soci privati HERA, banche e mercato finanziario erogatori di prestiti .

Dicono che fanno questa operazione per poter diventare grandi e competere sul mercato, ma nella sostanza non esiste mercato, né nella gestione dell’acqua né nella gestione dei Rifiuti solidi urbani, infatti la Corte Costituzionale ha abrogato la nuova privatizzazione dei servizi pubblici locali che Berlusconi ha tentato con la legge approvata nel settembre scorso e che Monti ha perseguito nei mesi scorsi.

E’ una operazione oscura della quale non solo i cittadini, ma anche i consiglieri comunali, le giunte e moltissimi sindaci non sanno nulla.

Gli impegni presi 6 mesi fa dai comuni per il patto di sindacato, diventano carta straccia, ed è per questo che ne dovranno approvare l’aggiornamento.

Questa fusione la pagheranno i cittadini con le loro bollette, l’ambiente e la qualità della risorsa, i lavoratori con la caduta verticale della qualità delle relazioni sindacali (già provate) che si centralizzeranno ulteriormente, l’ impulso alle iniziative di esternalizzazione e di appalto, la compressione dei diritti e della contrattazione e quindi dell’occupazione, del reddito e delle professionalità legate al territorio e alla finalità pubblica del servizio, con mobilità territoriali più facili.

Si profila quindi una gigantesca cessione al mercato dei servizi pubblici locali e dell’acqua, contro 27 milioni di Italiani.

I comitati dell’acqua si batteranno in tutti i territori, da Modena a Rimini, da Ferrara a Bologna, da Padova a Trieste, perche’ i consigli comunali non decidano tutto questo, perché i cittadini si oppongano alla fusione e perché insieme si riesca ad impedire una grande cessione di sovranità dalle istituzioni democratiche e dalle comunità locali, al mercato.
Comitati acqua bene comune Emilia Romagna”


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