Parte dal quartiere Oltresavio il giro della Giunta Comunale, in vista del rinnovo dei Consigli di Quartiere.

Parte dal quartiere Oltresavio il giro della Giunta Comunale, in vista del rinnovo dei Consigli di Quartiere.
Infatti dal 2 marzo a metà aprile, il Sindaco e gli assessori di Cesena incontreranno i cittadini dei 12 quartieri cesenati, insieme ai consiglieri comunali, per presentare le opere realizzate negli ultimi anni e quelle in cantiere.

È senz’altro un’ottima occasione per valutare i risultati passati, e ragionare sulla Cesena del futuro.

Per questo il MoVimento 5 Stelle Cesena intende partecipare attivamente e costruttivamente a queste serate. E anche con questo messaggio e altre iniziative ci impegneremo affinché tanti cittadini decidano di essere presenti, per farsi ascoltare e contribuire concretamente al miglioramento del nostro territorio!

Il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Cesena

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Campus universitario: l’ennesima “cattedrale nel deserto”?

Si è svolta ieri sera presso la Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana la Commissione Consiliare di illustrazione del progetto sul Campus universitario.
Il Movimento 5 stelle di Cesena ha partecipato con curiosità ai lavori perchè da sempre ritiene che il campus sarà un’ottima opportunità per il mondo universitario cesenate, per la città e la cultura. Durante l’illustrazione siamo però rimasti delusi e preoccupati da quanto ci è stato proposto perchè, pur essendo favorevoli all’unificazione delle 2 facoltà coinvolte (architettura e ingegneria) in un unico plesso e l’avvicinamento della facoltà di psicologia in un plesso adiacente, il progetto comprende strutture poco funzionali, spazi comuni poco vivibili e poco rispettose per l’ambiente con evidenza di cementificazione esagerata e in poche parole archittetonicamente brutte. La progettazione fatta alla fine degli anni 90, col mattone a vista, è sicuramente superata e ci sembra impossibile che gli edifici proposti non possano avere una conformazione esteticamente più bella.
La mensa interna e lo studentato di 80 posti previsti avranno un impatto negativo sull’indotto per bar, osterie e ristoranti del centro storico e creeranno qualche ulteriore locale sfitto. Ci piacerebbe sapere, ma di questo non abbiamo notizia, come l’amministrazione intende compensare questa perdita. Ci piacerebbe sapere inoltre nel dettaglio che destinazione d’uso verrà data ai locali svuotati, e chiarimenti in merito alla riqualificazione o l’alienazione degli spazi lasciati liberi.
Ci ha preoccupato, e molto, quanto detto durante la presentazione a riguardo della difficoltà e lentezza con cui vengono portati avanti i lavori a causa della scarsa liquidità dell’azienda appaltatrice. Scettici anche sul finanziamento che dovrà erogare a questa opera la società partecipata Se.Ri.Nar, che vede l’abbandono di buona parte dei soci, “rimescolamenti” nel CDA e la percezione che la disponibilità finanziaria della stessa non sia delle più rosee. Non vorremmo che il rischio ecominco di tutta, o gran parte dell’opera, venga ribaltato sul privato che al momento sta anticipando i soldi per la realizzazione.
Il Movimento 5stelle auspica che il campus universitario, forse un pochino sovrastimato per una città come la nostra, un progetto senz’altro coraggioso e molto ambizioso (ma non per questo inutile) non divenga l’ennesima “cattedrale nel deserto”, vuoto e inutile, come il nuovo Foro Annonario, ma auspichiamo che divenga il fulcro dell’attività universitaria e culturale della nostra città per dare nuovo slancio a quel settore universitario che sta diventando sempre più il fiore all’occhiello della nostra città.

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La tutela della sanità non è di destra né di sinistra: è di tutti!

Il 5 febbraio il Movimento 5 stelle presentava in Consiglio Comunale un ordine del giorno volto a convocare un consiglio tematico aperto ad un dibattito con la città sull’Atto aziendale di programmazione della sanità Romagnola.

Mozione votata all’unanimità e argomento verso il quale il Partito Democratico sembrava avanzare grande apertura al confronto.

Ci saremmo aspettati che il consiglio comunale del 19 febbraio, così importante per la modalità (uno dei pochissimi concesso su richiesta delle minoranze, nello specifico richiesto ed ottenuto su iniziativa del nostro gruppo) avesse all’interno un documento di indirizzo e programmazione forte, sostenuto da più parti. Ci siamo così impegnati nella stesura di 2 documenti, uno più politico e uno con indirizzi tecnici molto specifici, che abbiamo presentato a tutte le forze politiche presenti in città chiedendo di valutarlo, condividerlo, integrarlo e sottoscriverlo. (Trovate entrambi i documenti qualche post sotto a questo).

Il PD con un cambiamento repentino lo ha rifiutato presentando una mozione che era quanto di più generico e vuoto ci si potesse aspettare. Ma veramente è solo questo che il Partito Democratico può esprimere in una città straordinaria come la nostra?

In controparte c’è stata una opposizione coesa che ha elaborato un testo condiviso, un testo che noi reputiamo eccellente, che ha sottosposto alla maggiroanza, sperando fino all’ultimo secondo che lo abbracciasse e lo sostenesse convintamente perchè pieno di idee lungimiranti e di buon senso. Un testo a tratti coraggioso, come coraggiosa è la nostra gente che attraversa ogni difficoltà sdramatizzandola con una battuta, anche la malattia.

Per questo motivo questa mattina abbiamo convocato una conferenza stampa unitaria coi gruppi di minoranza Libera Cesena e Cesena Siamo Noi uniti insieme al M5S Cesena nel ribadire che meglio e di più si può fare. Data al nostra disponibilità a collaborare, siamo rimasti stupiti che il PD si sia arroccato sull’aventino, che abbia respinto la nostra mozione senza argomentare per quali ragioni non lo condivideva e non ci spieghiamo la fretta con cui si è arrivati alla conclusione di questa discussione che da più parti sembra mettere la pietra tombale sulla discussione dell’Atto Aziendale.

Tuttavia il Movimento 5 stelle di Cesena continuerà a battersi al fianco di chiunque su temi importanti, sempre pronto al dialogo e al confronto costruttivo per il bene della nostra città e della sua gente. Perchè la salute è un bene di tutti e non una battaglia di bandiera.

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Ordine del giorno sull’atto aziendale dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna

Il Consiglio Comunale di Cesena riunito in seduta aperta su “Azienda Unità Sanitaria locale della Romagna: verso l’Atto Aziendale”, ritenendo che il documento in bozza su l’atto aziendale dell’Asl unica della Romagna vada modificato tenendo presente particolari aspetti, esprime le seguenti considerazioni.

√ Modello organizzativo “a reticolo”:

Ribadendo che tale modello non pare adattarsi congruentemente e da subito alle condizioni ed esigenze di tutti gli ambiti delle 4 ex-ASL, per poter essere compiutamente realizzato deve avere l’obbligo di garantire in modo equilibrato e diffuso, in tutta la Romagna, i servizi di prossimità territoriale, adattando il modello di organizzazione per intensità di cure basato sulla costituzione di piattaforme logistiche funzionali e assistenziali in cui le risorse sono messe in comune e distribuite uniformemente su tutto il territorio di competenza, all’attuale livello di sviluppo tecnologico, di procedure clinico-diagnostiche e di superspecializzazione delle competenze.

Si esplicita l’obbligo di prevedere che le piattaforme logistiche funzionali e assistenziali siano pienamente operative solo quando i Dipartimenti Aziendali e le Unità Operative complesse avranno completato il percorso di riorganizzazione e aggiornamento così come riportato nel documento in oggetto; e che sia inteso che le suddette Piattaforme Logistiche siano dirette per la gestione operativa da una figura sanitaria del profilo medico;

In altre parole i Dipartimenti saranno trans-territoriali e unici a livello aziendale, ma seguendo la definizione che viene data di Unità Operativa nell’Atto Aziendale (Cap. 5.13), ogni nodo ospedaliero capoluogo avrà necessità di un Direttore per tutte quelle attività che storicamente si sono individuate e sviluppate per valenza strategica delle funzioni espletate, complessità organizzativa e natura specifica dell’attività svolta, e quindi devono essere ripristinate nei luoghi (es. Cesena) dove erano già presenti, in quanto la tipologia delle attività non è cambiata, ma anzi col tempo si è ulteriormente specializzata, mentre invece sono state soppresse.

√ Distretti case della Salute, Ospedali di Comunità:

Particolare attenzione va posta alle attività distrettuali, in particolare alla piena realizzazione delle aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e delle unità complesse di cure primarie (UCCP) facendo particolare attenzione allo sviluppo della medicina basata sull’efficacia e appropriatezza delle cure, attraverso l’emanazione puntuale di protocolli e linee guida garantiti dall’azienda.

L’Azienda è garante dell’applicazione delle Linee Guida che emana in accordo con i suoi professionisti erogatori e prescrittori.

In quest’ottica, sarà necessario dare maggiore seguito alla costituzione delle Case della Salute, intese come strutture sanitarie distrettuali di prossimità per i cittadini, ma solo laddove la gestione delle patologie croniche non sia già governata attraverso una struttura ospedaliera di base, rimarcando il concetto della non sussidiarietà (in quanto non equivalenti dal punto di vista assistenziale e clinico), ma dare in questo senso piena responsabilità ai Medici di Medicina Generale anche attraverso forme di assistenza continuativa H12.

In altre parole, le Case delle Salute gestite operativamente dai Medici di Medicina Generale, attualmente vengono spesso ad occupare gli ospedali periferici snaturandone le caratteristiche storiche e ancora valide, trasformandoli in banali e semplici poliambulatori di 1° livello, che per ogni piccolo problema si riferiscono al Pronto Soccorso dell’ospedale “hub” più vicino, ingolfandolo con casi inappropriati, ingenerando a ragione la convinzione che dove c’era un ospedale di zona la Casa della Salute sia una diminutio di servizio sanitario La CdS ha ragione di esistere dove prima l’ospedale non era presente e quindi corre l’obbligo di ridisegnare la mappa delle CdS e ospedali periferici di base nel nostro territorio, così come deve porsi lo stesso obiettivo per gli ospedali di comunità.

√ Reti Integrate dell’Emergenza:

Altro ineludibile punto qualificante per la nuova organizzazione sarà mantenere e consolidare, qualificare e parificare la rete dell’emergenza sanitaria, tempo dipendente, per infarto, danni vascolari maggiori, per grandi traumi, adottando il principio della integrazione organizzativa e funzionale che mantiene la pluralità delle sedi erogative ma standardizza e coordina le azioni per garantire uniformità nei risultati.

In questo contesto l’economicità del sistema è garantita dalla condivisione tra più articolazioni aziendali trans-territoriali delle stesse risorse tecnologiche e strutturali e dello stesso patrimonio di risorse professionali e che così organizzate, garantiscono soluzioni condivise e equamente distribuite In altre parole le risorse (reparti, sale operatorie, ambulatori ed equipes operative, soprattutto e comunque quelle super specializzate – es: cardioemodinamica e/o neurochirurgica oppure team espianti) devono essere portate, quelle strutturali allo stesso livello tecnologico e strumentale (sale operatorie ugualmente attrezzate in ogni ospedale capoluogo, comunque già esistenti) e quelle professionali allo stesso livello di expertise, in modo da essere ugualmente efficienti e poter operare in tutti e 4 i punti nodali dell’ASL Romagna (Cesena, Forlì, Rimini e Ravenna – una sola equipe che si sposta) in caso di necessità.

√ Prevenzione primaria e secondaria:

Sviluppare, potenziando ulteriormente le attività di prevenzione nei luoghi di vita e di lavoro, con particolare attenzione alla diffusione degli studi epidemiologici più significativi (Ministero Salute, INAIL, ecc) e propugnando con azioni incisive sul territorio, stili di vita più idonei a garantire lo stato di salute dei cittadini singoli e delle comunità, anche dando massima diffusione e importanza ai Programmi Aziendali e Regionali, intesi come strumento per la piena realizzazione di percorsi assistenziali e di informazione relativi alla gestione di aree di particolare interesse per la salute della comunità (es. screening K colon-retto, ecc..) che richiedono competenze specifiche ad unità operative diverse anche a livello interdipartimentale e inter-aziendale, che quindi devono essere presenti in ogni ambito territoriale:

√ Condizioni di fragilità:

Tutelare in modo diffuso i cittadini che si trovano nelle condizioni di particolare fragilità quali: non autosufficienti, affetti da patologie psichiatriche, dipendenze patologiche, handicap, polipatologie croniche; in quest’ottica di prevedere il massimo impegno nel completamento delle funzioni del Distretto come massima espressione dell’organizzazione dell’assistenza territoriale (“residenziale, ambulatoriale, e domiciliare”) esplicitata nei nuovi LEA, per coordinare coi Dipartimenti competenti, in maniera compiuta i Programmi di Attività Territoriale in collaborazione e condivisione con gli Enti Locali dell’area distrettuale di pertinenza;

√ Rete Ospedaliera:

Realizzare compiutamente la rete ospedaliera della Romagna nella sua articolazione degli ospedali di base e degli ospedali di I e II livello.

Evidenziare i 4 nodi ospedalieri principali (Forlì Cesena Rimini e Ravenna) che non debbono differenziarsi per l’erogazione delle prestazioni e delle tecniche di più alto livello, se non per vocazione distintiva prevalente o sulla base di dotazioni tecnologiche speciali, che comunquenell’ottica del reticolo diffuso andranno uniformate in tutti i 4 presidi ospedalieri capoluogo in forza del concetto di equità distributiva.

Anche l’organizzazione dei Pronto Soccorso andrà rivista in quest’ottica per far si che giungano all’osservazione del personale competente solo quei casi che non possono trovare soddisfacimento in altre strutture dell’organizzazione aziendale, segnatamente strutture territoriali, promuovendo l’accessibilità ai servizi H12 gestiti dai Medici di Medicina Generale e a tal fine prevedendo la costituzione di un ambulatorio per codici colore verdi e bianchi adiacente al Pronto Soccorso e gestito anch’esso dai Medici di Medicina Generale dell’ambito territoriale, a rotazione.

√ Peculiarità del Territorio Cesenate.

Pur auspicando che l’Atto sia approvato all’unanimità da tutti i sindaci che compongono la Conferenza Territoriale, senza il ricorso a sterili diritti di veto per la difesa di istanze campanilistiche, riteniamo che si debbano prendere in considerazione le necessità, la tradizione, le peculiarità della sanità cesenate, difendendo le eccellenze presenti e reclamando il ripristino della dignità delle nostre strutture ospedaliere, prima fra tutte il Bufalini, purtroppo in declino da un paio di decenni per via di scelte politiche e tecniche sbagliate. Sul piano attuativo difatti la cosiddetta rete nodale è un concetto generico che vuol dire tutto e nulla. Occorre scrivere a chiare lettere che ogni nodo assistenziale abbia la stessa dignità, importanza in tutta la rete e che non sussistano nodi principali e nodi secondari che configurino in realtà un sistema Hub & spoke mascherato. In pratica si deve affermare in maniera inequivocabile che, fatti salvi i servizi di alta specializzazione e bassi volumi di prestazioni, la costituzione della Asl unica non comporti un aumento della mobilità dei cittadini. Che non si traduca, cioè, in una mera ricerca del risparmio da parte della struttura aziendale, comportando allo stesso tempo un impegno e un costo maggiori da parte dei cittadini, tenendo ben presente che la mobilità dell’utenza causa un aumento del consumo di carburante e quindi dell’inquinamento ambientale. La valutazione del risparmio deve essere complessiva. I cittadini devono continuare ad affidarsi all’assistenza delle strutture a loro più prossime trovando parità di trattamento e di qualità delle prestazioni sanitarie erogata in tutti i territori delle ex-asl.

√ Enti Locali, CTSS:

Nell’ottica dell’integrazione fra settore operativo e politico va espressa la volontà di incrementare o prevedere laddove non sia prevista, la partecipazione di rappresentanti degli Enti Locali negli organi collegiali istituiti nell’azienda (Collegio di Direzione e Collegio Sindacale) in modo che la CTSS possa espletare al massimo le sue funzioni di indirizzo programmatico (PAL) e di alta vigilanza (Bilancio aziendale) sulle decisioni strategiche inerenti il funzionamento e l’organizzazione dell’Azienda,

√ Apparato Amministrativo:

Condizione essenziale al buon funzionamento del complesso  meccanismo organizzativo-gestionale alla base della struttura aziendale è anche una progressiva “sburocratizzazione” delle procedure, utilizzando all’inizio i dettami del DL n° 158 del 13-09-2012 (cosiddetta legge Balduzzi) che prevede la riduzione del personale amministrativo al tetto del 7% di quello sanitario, e successivamente una piattaforma virtuale informatica comune a tutto il territorio romagnolo, per rendere più efficace il percorso di integrazione territoriale e di prossimizzazzione della sanità al cittadino.

Cesena , 19 febbraio 2015

I Gruppi Consiliari

MoVimento 5 Stelle Cesena – LiberaCESENA – Cesena Siamo Noi

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Mozione sull’atto aziendale dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna

PRESO ATTO

che la Quarta Commissione Consiliare si è riunita una sola volta per un generico confronto sul testo denominato “ATTO AZIENDALE AZIENDA USL DELLA ROMAGNA”, che è in sostanza un documento istituzionale di scopo, di visione strategica, di indirizzi, di principi guida dell’organizzazione generale;

che il documento si limita a descrivere senza entrare nel merito la struttura organizzativa aziendale, che dovrà poi essere implementata e coordinata nel PAL;

che quindi allo stato attuale tale atto appare fumoso e generico e con ampia discrezionalità di soluzioni perseguibili la cui portata non è al momento prevedibile;

VALUTATO

che il regolamento di applicazione della legge Balduzzi relativa all’applicazione degli Standard Ospedalieri è stato recentemente ratificato ed è in corso di pubblicazione, e che nel testo non sono presenti significativi riferimenti allo stesso;

che la costituzione di dipartimenti così ampi pare disfunzionale ad una corretta relazione con gli otto distretti di riferimento;

che è in atto a livello regionale una profonda modifica degli assetti dirigenziali delle USL regionali, fra cui anche la nomina del nuovo DG;

SOTTOLINEA

come l’esigenza di mantenere l’offerta dei servizi, la qualità e l’accessibilità, richieda un diverso impegno da parte di una dirigenza aziendale che in questo anno è apparsa inadeguata e latitante, lontana dai problemi dei cittadini e dei professionisti;

RILEVA INOLTRE

la necessità di essere messi in condizione di esaminare, per quanto riguarda un più articolato processo di riorganizzazione e di rinnovamento dei servizi, un chiaro progetto che consenta di valutare i costi e i benefici economici derivanti dal processo di unificazione delle aziende, supportato da elementi tecnici e non da mere enunciazioni di principio, indicando modalità e interventi da porre in atto per raggiungere obiettivi di risparmio, e di analizzare un confronto con altre realtà nazionali che hanno già operato fusioni di così alta complessità, valutandone i risultati

RITENENDO

che per il miglioramento atteso dei servizi sia indispensabile agire contestualmente sia sul versante dell’assistenza ospedaliera, sia su quello dei distretti sanitari, precisando che “Contestualità”, non significhi solo che il riordino dell’ospedale deve coincidere con il riordino del territorio ma sottolinea che ospedale e territorio sono due sottosistemi di un comune sistema sanitario e che quindi non vi può essere un riordino della parte senza una riforma del tutto.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

– ad esercitare con il massimo impegno il ruolo di indirizzo assegnato dell’art.4 comma 3 della legge 22/2013 per intervenire nelle valutazioni inerenti l’art.3 della stessa legge (organizzazione e funzionamento dell’azienda) e soprattutto nell’individuazione e realizzazione di distretti costituiti da territori geograficamente uniformi, ben dimensionati e omogenei dal punto di vista socio economico e demografico (indici di vecchiaia, consistenza delle fasce di età più giovani, caratteristiche dell’immigrazione, densità della popolazione, tipologie di imprese, flussi turistici, tutte questioni che richiedono approcci diversificati per la programmazione dei servizi sociali e sanitari);

– a richiedere che i processi di miglioramento dei servizi siano realizzati armonicamente fra ospedale e distretto e che non vengano favorite accelerazioni organizzative basate unicamente su presupposti di risparmio della spesa del tutto teorici, per non lasciare che sia l’economia ad ispirare la politica sanitaria;

– a esigere la garanzia di accessibilità dei servizi in modo sostanziale e non formale anche attraverso la predisposizione di appositi protocolli;

– ad accelerare il processo di potenziamento del territorio attraverso le case della salute;

– a sorvegliare la corretta istituzione degli ospedali di comunità nell’ambito del processo di integrazione ospedale territorio per garantire la continuità delle cure e dell’assistenza, per la presa in carico di interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio ma che necessitano del ricovero per impedimenti di varia natura (logistici o familiari) ad essere erogate a casa del paziente;

– a perseguire il riordino delle cure primarie per favorire il coordinamento operativo tra i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri per decongestionare gli ospedali, sviluppando gli strumenti più evoluti di collegamento fra medici e altri professionisti, quali la digitalizzazione vera della sanità per avvicinare i servizi al cittadino, al fine di erogare le prestazioni al più basso livello di complessità organizzativa possibile, e nel più breve tempo possibile;

– a operare perché fra le scelte strategiche dell’USL unica venga perseguita innanzitutto quella di definire i percorsi unitari dei servizi non strettamente legati alle persone, e cioè amministrativi, informatici, logistici, formativi, procedurali, previdenziali, assicurativi;

– a richiedere che i principi fondamentali attinenti alla centralità del cittadino e alla efficienza ed accessibilità dei servizi, vadano espressi e scritti chiaramente, affinché in futuro non possano prendere corpo interpretazioni distorte dei buoni propositi vagamente espressi nell’attuale atto aziendale.

– a riferire con una costante periodicità alla Quarta Commissione Consiliare lo stato di avanzamento del progetto e dei lavori;

– a richiedere una valutazione della CTSS in seduta plenaria e aperta al pubblico sul primo anno di vita dell’Azienda U.S.L. della Romagna alla presenza dell’Assessore Regionale alla Sanità.

I Gruppi Consiliari

MoVimento 5 Stelle Cesena – LiberaCESENA – Cesena Siamo Noi

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Sabina Guzzanti a Cesena – #LaTrattativa

È con grande soddisfazione che vi annunciamo di aver raggiunto gli obiettivi richiesti per proiettare il film.
Non lo troverete facilmente nelle sale, hanno tentato di sabotarlo, racconta fatti che questo paese non deve sapere, ricompone eventi che il sistema non vuole che voi conosciate:
cos’è la trattativa ? Cos’ha concesso lo Stato alla mafia in cambio della cessazione delle stragi? Chi ha assassinato Falcone e Borsellino? Chi è Stato e chi è mafia?
Organizzare la sua proiezione a Cesena è un atto di giustizia nei confronti delle vittime, è favorire la consapevolezza di certe collusioni tra Stato e mafia per poterle spezzare.

L’appuntamento è per lunedì 9 marzo al Teatro Verdi a Cesena.

Dettagli della serata:
– Ore 20.00 ingresso ed accreditamenti delle prenotazioni.
– Ore 21.00 proiezione del film “La trattativa”, segue dibattito con la regista Sabina Guzzanti.

Indirizzo: Teatro Verdi,
Via Luigi Sostegni, 13
Cesena FC
Costo della serata: Proiezione del film + dibattito con Sabina Guzzanti
– € 7,00 intero,
– € 5,00 ridotto.

Visto il grande interesse che questo evento sta suscitato chiediamo la vostra collaborazione inviando mail di prenotazione all’indirizzo:
mathias.spadaccini23@gmail.com

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13/02/2015 – Cesena – Conferenza #FuoriDallEuro

Cosa significa l’euro per l’Italia? Se ne può uscire o no? E’ meglio restarci dentro o no?

Ne parliamo in un incontro per tutti organizzato dal Movimento 5 Stelle di Cesena.

Si inizia con un documentario della durata di circa 40 minuti che spiega quali sono stati gli effetti dell’introduzione dell’euro per i paesi dell’area del mediterraneo, dalla Grecia all’Italia.

Dopo la proiezione, Salvatore Lantino, avvocato esperto di fiscalità e di diritto dell’economia e della finanza, ci spiegherà se si può o meno uscire dall’euro e cosa ne potrebbe derivare.

Partecipa Mattia Fantinati Deputato della Repubblica e membro della Commissione Attività Produttive.

Daremo infine ampio spazio al dibattito, rispondendo alle domande e ai dubbi dei partecipanti.

volantino

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