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20 Settembre 2014: Incontro con i parlamentari M5S a Cesena sull’Autostrada Orte Mestre

L’autostrada Orte Mestre, così come è stata progettata, non apporterà benefici di alcun genere ai cittadini che vivono nelle vicinanze, nè tantomeno a quelli che ne fanno uso quotidianamente. Il perché è facile da spiegare. Al danno di vedere trasformato in privato, e di conseguenza a pagamento, qualcosa di pubblico e quindi gratuito, si aggiunge la beffa della chiusura degli svincoli minori perchè, nell’ottica del profitto, gli stessi non sarebbero remunerativi.

A questo si aggiunge poi il maggior traffico sulle statali adiacenti, ma anche e soprattutto un maggior inquinamento acustico e dell’aria per chi vive nelle immediate vicinanze di queste strade. Non parliamo poi della pericolosità per i pedoni e ciclisti che transitano nelle suddette strade dove si riverserà il traffico, per chi non può, per svariate ragioni, usufruire  dell’autostrada.

Noi del Movimento 5 Stelle ci battiamo per salvaguardare un bene pubblico e perché venga riqualificato per garantire la sicurezza agli utilizzatori, per far sapere le verità non dette da altri e per dare delle risposte.

Ti aspettiamo sabato 20 settembre, ore 17.00 a Cesena, Palazzo del Capitano.

cop-volantino

AUTOSTRADA ORTE MESTRE

Una colossale speculazione a danno di chi vive in Romagna, la visita o transita lungo la E45.

Incontro con:

Arianna Spessotto: camera dei deputati eletta in Veneto. segretario della commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo scale e in IX commissione (trasporti, poste e telecomunicazioni) – promotrice di STOP ORTE-MESTRE;

Michele Dell’Orco: deputato eletto in Emilia Romagna-IX commissione (trasporti poste e telecomunicazioni) e in Commissione parlamentare per le questioni regionali;

Emanule Cozzolino: deputato eletto in Veneto, Segretario I commissione Aari Costituzionali;

Michela Furin: M5S di Rovigo e collaboratrice del deputato veneto Federico D’Incà (firmatario di STOP OR-ME).

Alle 17 di sabato 20 settembre a Cesena, Palazzo del Capitano.

Scarica il volantino

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M5S : “Sosta completamente gratuita e non solo per due ore”

Come di consueto i proclami trionfalistici del nostro Sindaco Lucchi sulla stampa locale, risultano in antitesi alle decisioni che vengono adottate.

Per noi del MoVimento 5 Stelle è scontata e condivisa, la scelta di togliere definitivamente la sosta a pagamento all’Ospedale Bufalini (così come è gratuita all’ospedale di Forlì) provvimento sul quale discutiamo da tempo e che ci vede da sempre in prima linea, ma evidentemente per l’Amministrazione no.
L’ospedale è soprattutto sinonimo di sofferenza, sia per gli utenti, sia per i famigliari, sia per i parenti che vi si recano a far visita. Ed è punto di riferimento obbligato per chi deve raggiungere il pronto soccorso. Chi si reca in un ospedale perché deve obbligatoriamente pagare la sosta, quando, ad esempio, il parcheggio è gratuito per i tifosi che lasciano la macchina per andare allo stadio? E’ eticamente giusto chiedere ad un malato di pagare la sosta quando si reca in ospedale, ma non chiedere lo stesso pagamento ad un tifoso che si reca allo stadio?
Due ore con disco orario, tariffe confermate per il successivo prolungamento della sosta e gli assurdi 2 euro per la sosta giornaliera: un intervento caotico utilizzando una modesta parte della cassa fatta con lo sceriffo ICARUS. Non si poteva fare uno sforzo maggiore ? Certo, ma il coraggio del nostro Sindaco e della sua maggioranza, ormai in piena campagna elettorale, sembra sempre meno da amministratore e sempre più da candidato e, di conseguenza, tutte le decisioni sono interventi di facciata, che non ci possono affatto soddisfare.
Chiediamo al Sindaco di eliminare totalmente la sosta a pagamento in tutta l’area del Bufalini, di rivedere e potenziare i mezzi pubblici e le corsie preferenziali e prendere in considerazione finalmente un serio piano sosta e viabilità su tutto il territorio comunale, in particolare nella zona Ospedale/Stadio a misura di cittadino.

Movimento 5 stelle Cesena

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E 45

E’ di qualche giorno fa la dichiarazione del Vice Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Mario Ciaccia, di defiscalizzare in parte le Grandi Opere per rilanciare l’economia. In una Italia dove il debito pubblico è in aumento esplosivo, le tasse alle piccole e medie imprese al limite della sostenibilità, si pensa ancora di uscire dalla crisi costruendo nuove infrastrutture, strade, ferrovie e ponti con progetti faraonici. Il governo si illude che basti detassare i privati per agevolare i cantieri e produrre lavoro. La prima Grande Opera “cantierabile” che dovrebbe far ripartire il Paese è la “fondamentale” Orte-Mestre (E45).

Il tratto di strada Orte-Ravenna è stato completato appena nel 1996, ora andrebbe realizzata l’ultima tratta, la Ravenna-Mestre. Analizzando i dati che la Regione ci fornisce (http://mobilita.regione.emilia-romagna.it/strade/sezioni/il-contesto-di-riferimento/flussi-autostradali/flussi-autostradali-tratte-elementari) si evince come il trasporto su gomma e il traffico autostradale siano già in forte diminuzione (e non è utopistico pensare che con l’aumento dei costi dei carburanti possa diminuire ancora nei prossimi anni). Inoltre, cosa che non si mette in evidenza, è che contestualmente all’allungamento della E45 fino a Mestre dovrebbe avvenire la riqualificazione della stessa come Autostrada, inevitabile tributo da pagare (ai privati) per poterne finanziare i lavori di ampliamento.

Ne vale la pena ?

Dobbiamo tutti riconoscere come il tratto già costruito di E45 abbia portato negli anni uno sviluppo economico dei paesi collinari attraversati, che prima erano in forte spopolamento. La privatizzazione della E45 con chiusure di 2 uscite ogni 3, per consentire l’installazione di caselli e tratte a pagamento, porterebbe a nostro avviso un disagio economico intollerabile che non può essere sottovalutato. Anni di cantieri non è difficile immaginare come possano riversare buona parte del traffico sulla vetusta provinciale, la quale necessiterebbe di nuovi investimenti manutentivi molto onerosi e soprattutto tutti a carico di comuni e provincie.

Al contempo, la tratta già esistente, soprattutto quella che attraversa le provincie di Forlì-Cesena e di Ravenna, ha immediato bisogno di manutenzione straordinaria. Ma non è certo con la defiscalizzazione dei lavori che si possono trovare le risorse necessarie agli interventi richiesti. Semmai è attraverso un controllo capillare delle gare di appalto e un controllo accurato dell’esecuzione dei lavori (tristemente nota la vicenda di fondi autostradali di infima qualità costruiti anche con rifiuti tossici). Ristrutturare bene il tratto esistente comporterebbe un risparmio e una utilità maggiore.

Le imprese non hanno affatto desiderio di una nuova autostrada, al contrario di quanto sostiene il PD Cesenate, semmai vorrebbero la E45 esistente priva di pericolose buche e avvallamenti.

Siamo quindi favorevoli a investimenti per il miglioramento della rete locale già esistente, ma vediamo come rischioso e poco lungimirante investire su una nuova rete autostradale, concepita evidentemente allo scopo di rilanciare i cantieri, piuttosto che asservire alle reali necessità del territorio.

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