M5S – IL CASO DIONIGI SCUOTE IL PALAZZO

Un sindaco che per spiegare la situazione irrimediabile di un suo assessore, suo protetto, che non si permette neanche di starnutire se “il capo” non vuole, si rifugia in affanno in calcio d’angolo citando l’odierna situazione di Roma per sorvolare colpevolmente sulle malefatte amministrative della giunta da lui guidata, non è degno di credibilità. Una risposta scomposta che fa trasparire il nervosismo dato dal contesto attuale.
Stia “sul pezzo”; parli e decida del suo assessore in palese conflitto di interessi reso evidente e pesantemente inopportuno – e forse anche illecito – dagli atti e documenti portati alla luce dalle opposizioni.
Allora e solo allora il dialogo sarà reale; quel dialogo che anche in Regione si sono accorti che non c’è e che non ci può essere perché necessiterebbe di massima trasparenza e rispetto delle regole, che Lucchi e il sistema di potere che dirige, non ha.
Le dimissioni immediate di Dionigi sono la condizione indispensabile per far riaprire la partecipazione in Consiglio Comunale. Senza le dimissioni il dialogo con noi è escluso; nessuna apertura a Lucchi può essere presa in considerazione (e forse Andrea Bertani lo aveva capito prima di noi). Non saranno certo le finte concessioni su un nuovo ospedale che solo Lucchi immagina o il ritiro di misere delibere su varianti urbanistiche per aree territoriali che solo Lucchi ha deciso, a farci desistere; non è da adesso che denunciamo questo stato di cose.
Lucchi e i suoi accoliti si prenderanno tutta la responsabilità degli atti che andranno a deliberare di qui alla fine dell’anno e oltre, se questo comportamento autoritario, arrogante e antidemocratico dovesse continuare.
E non si preoccupi il sindaco dell’informazione che hanno i cittadini sulla nostra protesta: è molto più esauriente e partecipata delle sue “riunioni” sul suo nuovo ospedale nelle sedi periferiche del PD (e solo poche nelle sedi di quartiere), costantemente snobbate dai cittadini residenti e di conseguenza anche da noi.
Il confronto democratico, quello vero e utile, si fa con la città ma poi le decisioni si prendono in consiglio comunale, scelte partecipate dalle minoranze che con queste decisioni unilaterali, Lucchi è disposto anche a sfasciare pur di tenersi stretto colpevolmente il suo pupillo-assessore.
p.s.
Un ringraziamento sincero ad Andrea Bertani per la disponibilità, l’attenzione che riserva alla nostra Cesena e la competenza che dimostra.

Schermata 2016-12-18 alle 15.31.55

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